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Omelia Domenicale e Festiva a cura di Don Michele Cuttano

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Narrare la Fede ai Figli Omelia Domenicale e Festiva

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Il Libro Consigliato

Domenica 18 Dicembre 2011 IV Domenica di Avvento anno B

LETTURE: 2 Sam 7,1-5.8b-12.14a.16; Sal 88; Rm 16,25-27; Lc 1,26-38

ON THE SUNNY SIDE OF THE STREET (Sul lato soleggiato della strada, che è in noi quando accogliamo Gesù)


Dio sta cercando casa!
Dove potrebbe mai andare ad abitare?
Forse che noi possiamo fare qualcosa per renderci utili a riguardo?

Chiediamolo come sempre al Vangelo.

Partiamo dicendo che, se ospiti qualcuno nella tua vita, è consigliabile che ti informi prima chi è, potresti avere brutte sorprese, ti pare?
Il Vangelo è chiarissimo.
L’ospite si chiama Gesù.
Come voi ben sapete i nomi nella cultura ebraica hanno una importanza estrema perché sottintendono la missione.
Dio salva, questo è il significato del nome Gesù, questa è la missione di Cristo, portare la salvezza ad ogni uomo.
Ecco, tranquillamente, Dio, per realizzare questa Sua volontà, avrebbe potuto fare a meno di tutto e di tutti…
E’ Dio, l’Onnipotente, per cui non ha bisogno di collaboratori nell’operare.
Avrebbe potuto fare a meno di me, di te, dei grandi di questa terra, dei tanti santi che sono passati nei secoli…
Eppure Dio sceglie degli uomini deboli, a volte umanamente insignificanti.
Dio sceglie, per far venire al mondo Suo Figlio, una vergine di un paese sperduto.
La cosa stupenda è che Dio si è “annidato” nel seno della Vergine Maria per generare tutta l’umanità a vita nuova.
Tutte le volte che un essere umano accoglie Dio nella propria vita c’è sempre un cambiamento radicale.
Tutte le volte che Dio “irrompe” nella vita di un essere umano c’è una missione da svolgere, un compito che cambia non solo la vita di chi riceve Dio ma cambia la vita anche a tante altre persone. Nel caso della Vergine Maria, ad esempio, il cambiamento è per tutta l’umanità.
Vorrei presentarti una provocazione: Hai mai pensato che Dio voglia incarnarsi anche in te?
Hai mai pensato che un tuo “Sì” a Dio possa coinvolgere tante persone?
Hai mai pensato che un tuo “No” a Dio possa coinvolgere tante persone.
Pensa un attimo se la Vergine Maria, di fronte all’annuncio dell’Arcangelo Gabriele avesse detto un bel “NO”?
A queste cose noi non pensiamo quasi mai, io conosco uomini di Chiesa che davanti a questo pensiero si tappano le orecchie e gridano “questo non si deve neppure pensare!”
Eppure dietro all’Annuncio dell’Arcangelo Gabriele c’è una domanda a cui la Vergine Maria ha risposto
Noi, nei nostri pensieri umani diamo sempre tutto per “scontato”.
San Giuseppe “doveva” fare San Giuseppe, la Madonna “doveva” fare la Madonna , i pastori dovevano fare i pastori e così abbiamo ridotto l’attesa del Natale a preparare un bel presepe…
E invece dimentichiamo, anzi ci fa piacere dimenticare, che le strade di Dio passano attraverso il “sì” di uomini e donne liberi.
Sai, la Vergine Maria avrebbe potuto dire anche:
“Caro angelo, ho altri progetti personali di vita, i miei progetti!
Vorrei avere una vita serena, secondo i canoni del tempo che vivo, senza fare nulla di male, ma la mia strada è diversa da questa proposta… ”
E invece lo sai quale è stata la risposta di Maria?
“Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto”
La Vergine Maria si presenta come serva.
Servire, che verbo fuori moda nel mondo e, purtroppo, anche in certi luoghi dove dovrebbe essere proprio di casa!
Come è stridente, fuori luogo, l’atteggiamento del signorotto borioso, tipo feudatario, in un qualsiasi compito parrocchiale.
Chi guida una parrocchia, chi presta la vita, la bocca, alla Parola di Dio, è chiamato ad essere servitore umile e inutile, non certo padroncino esattore di tributi umani o spirituali che siano!
Servire in famiglia, servire nel proprio ministero, servire sul posto di lavoro.
Sì, non padroni ma servi fedeli.
Un marito che serve, un padre che serve, un figlio che serve, un capoufficio che serve, un prete che serve, un medico che serve, un politico che serve, un uomo e una donna che servono.
Se confrontassimo le nostre risposte a Dio con quella della Vergine Maria dovremmo amaramente riconoscere che Dio, il Figlio all’umanità, ancora non sarebbe riuscito a mandarlo.
Anche da noi oggi Dio aspetta un nostro “Sì”.
Un “sì” di accettazione magari di una storia scomoda, una sofferenza, una morte precoce, una situazione di sofferenza psicologica, una vita diversa da quella che avremmo scritto noi, un matrimonio che ha deluso le aspettative che è diventato pian piano un campo di concentramento per la nostra vita, una infanzia rubata dalla violenza.
Io sono certo che anche come collettività nazionale (e internazionale) dobbiamo necessariamente ritrovare il significato del nostro “essere tutti insieme”.
Chiarire a noi stessi se lo stare insieme significa creare egoismi forti o collettività operanti per uno sviluppo vero della società.
Se un popolo affronta la sua storia pensando o guardando solo il proprio ombelico, con annessa pancia da crescere, è un popolo che diventa sì sorridente e pieno di stile, ma tiranno!
Guardate quello che sta accadendo non 100 o 1000 anni fa, quello che accade oggi in Europa, in Africa, nel mondo!
Questo i cristiani non devono mai dimenticare di testimoniare, di affermare con forza, non solo a parole, ma anche con i fatti,
iniziando a “dare a cesare quel che è di cesare” “Ma a DIO quel che è di DIO”, senza imbrogliare, senza incorrere nel peccato di Anania e Saffira negli Atti degli Apostoli.
In ogni percorso di vita siamo sempre di fronte ad un bivio, due strade davanti a noi.
Scappare o amare.
Scendere dalla croce, cercarsi un posto dove veniamo accolti da re e non una stalla…
Oppure,
amare la storia che il Signore ci dona, le pagine della nostra vita come una storia meravigliosa d’amore.
Ognuno di noi è chiamato tutti i giorni, con le azioni concrete, a dire il proprio: “Eccomi…”.
Il peccato ci impedisce di dire “Sì”a Dio.
Ora, con molta sincerità, chi ti sta tappando la bocca in questi giorni?
Chi ti sta impedendo di vedere la Luce?
Sai, dobbiamo allontanare da noi il peccato,
A proposito di vista, ascoltate questo raccontino…
“In un paese c’era un signore che soffriva di una rara malattia agli occhi.
Da trent’anni l’uomo era diventato cieco.
Un giorno giunse in paese un famoso medico cui venne chiesto un consulto per il suo caso.
Il medico assicurò che con un intervento chirurgico l’uomo avrebbe riacquistato la vista.
La moglie ( che si sentiva vecchia e brutta) si oppose…”

Sai, per noi non si tratta di mogli o di mariti ma di peccati…
Sì, proprio quel peccato che non vuole che tu riacquisti la vista spirituale …
C’è Dio che cerca una dimora, puoi farci qualcosa tu?
finchè ci sono, servo inutile.

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