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"La famiglia, dono e impegno, speranza dell'umanità"
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Omelia Domenicale e Festiva a cura di Don Michele Cuttano

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Narrare la Fede ai Figli Omelia Domenicale e Festiva

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Il Libro Consigliato
Domenica 17 luglio 2011 XVI domenica del Tempo Ordinario

Letture: Sap 12,13.16-19; Sal 85; Rm 8,26-27; Mt 13,24-43

THINGS WE SAID TODAY (LE COSE CHE ABBIAMO DETTO OGGI)



Quante volte nel mio ministero mi vengono rivolte queste domande…
“Perché mai il Signore permette che nel mondo vi sia tanto male?”
Perché il male spesso schiaccia e soffoca il bene?
Perché a chi commette il male va sempre tutto bene?
Una piccola curiosità a riguardo…
Vi aspettereste che le fonti di questi interrogativi siano anime pure, senza peccato.
Ed invece no;
raccolgo queste domande sia da uomini “santi” che da uomini con pesi tutti particolari sul cuore.
Questo mi ha insegnato una cosa importante: ogni essere umano è una storia a sé, che davanti a Dio ha poco a che fare con la bilancia dei tribunali umani.
E’ adorabile, la Parola di Dio è adorabile, così attuale; sembra che Gesù, quando racconta la parabola di questa Domenica, stia pensando a me e a te e a tutti noi!
Insieme a tanto bene c’è anche tanto male che sembra soffocare il buon seme.
Ad essere sinceri(e coraggiosi), questa riflessione nasce non solo quando guardiamo quello che succede nel mondo;
Anche quando ci soffermiamo a scrutare la nostra vita ci rendiamo conto della presenza di tante ombre, di tanta zizzania seminata e cresciuta in noi stessi…
Entriamo subito in questo Vangelo.
Dio semina il buon seme ma c’è un nemico (il male non viene da Dio) che di nascosto “mentre tutti dormivano” semina zizzania.
La zizzania è un’erba infestante, all’inizio non si distingue da una pianticella di frumento; poi si radica così bene che strappandola, si sradica lo stesso grano.
Sai una cosa? La zizzania mi fa pensare tanto al male quando si radica in noi: all’inizio sembra quasi un qualcosa di buono, le sue promesse sono sempre allettanti, poi, quando cresce, ci rendiamo conto di come ci faccia male ma, arrivati a quel punto, non riusciamo a farne a meno, abbiamo grande difficoltà a toglierlo da noi stessi.
Capita la similitudine con il peccato che stai vivendo?
Andiamo avanti con il Vangelo.
Di fronte alla proposta dei servi di togliere la zizzania dal campo il padrone dà una risposta incredibile, una risposta che nessun capo di stato umano darebbe:
“No, rispose, perché non succeda che, cogliendo la zizzania, con essa sradichiate anche il grano”.
La proposta dell’uomo è togliere di mezzo il male.
A fin di bene spesso nascono nel mondo rimedi peggiori del male stesso.
Dio si preoccupa che, una pur santa e sacrosanta forma di giustizia (sradicare la zizzania), non porti danno, non faccia soffrire il grano buono, non faccia soffrire i più deboli.
Com’è diverso il modo di pensare di Dio rispetto a quello umano.
A ripercorrere mentalmente la storia dell’umanità, ritroviamo tante guerre, anzi tutte le guerre, dove tanti innocenti hanno pagato e pagano la cattiveria dei vari tiranni di turno e di coloro che hanno cercato di annientarli…;
A ripercorrere mentalmente i giorni del nostro Paese troviamo tante proposte, tante soluzioni che, con la prospettiva di uno sperato effetto benefico nella società, rischiano di far perdere a tutti noi il volto di Cristo nel prossimo…
Ma, attenzione, la risposta di Dio non è una forma di “disinteresse” nei confronti del male.
Andiamo a leggere l’ultimo versetto del Vangelo odierno:
“Lasciate che l’una e l’altro crescano insieme fino alla mietitura e al momento della mietitura dirò ai mietitori: Raccogliete prima la zizzania e legatela in fasci per bruciarla; il grano invece riponètelo nel mio granaio”.
Sì, caro fratello, ci sarà un tempo in cui tutte le vere ingiustizie di questo mondo (comprese le mie e le tue) avranno un giudizio.
E’ questo giudizio sarà quello di Dio.
Dio non condivide i nostri giudizi sommari che non rispettano i tempi della Sua Misericordia, Dio vuole dare ad ogni uomo il tempo per la conversione.
Non dobbiamo scandalizzarci se alla fine dei tempi magari vedremo “Prostitute e pubblicani passarci avanti nel Regno di Dio”.
Il giudizio di Dio è diverso, è un giudizio di misericordia e guarda al cuore dell’uomo.
No, non ti sto prospettando una stagione di saldi per i nostri peccati, amnistie e sconti sulle pene e quant’altro di umano.
Voglio solo dire che saremo giudicati sull’amore.
Ora la proposta che ti faccio è sempre la stessa:
Mettiamoci nelle mani di Dio e sin da questo momento cominciamo a pensare veramente alla nostra vita eterna.
Come?
Amando naturalmente, credimi la chiave di volta per tutti noi è l’amore.
I luoghi dove il Signore mi conduce per servirLo, che a me sembrano del tutto casuali, mi raccontano sempre la stessa storia:
ogni essere umano ha bisogno dell’Amore di Dio che si concretizza attraverso l’amore di uomini.
A volte amare significa semplicemente ascoltare, fermarsi ed ascoltare;
sfiorare una mano che fa schifo a tutti…
Un quotidiano e perpetuo ricevere amore da Dio e donarlo al nostro prossimo,
nessun prodigio strabiliante se non vivere la vita con amore che, credimi,
è più di un miracolo.
Sì, ne sono certo, saremo giudicati sull’amore.
Il raccontino è proprio strano ma ha un fondo di verità…
Accadde che un giorno, davanti alla porta del Paradiso, si riunirono alcune centinaia di anime, erano di uomini e donne morti quel giorno.
San Pietro, dirigeva il traffico…
Per ordine del Capo disse San Pietro: “si formino tre grandi gruppi di ospiti, basandosi sull’osservanza dei dieci comandamenti”.
Il primo gruppo con tutti coloro che hanno violato tutti i comandamenti almeno una volta.
Il secondo gruppo con tutti coloro che hanno violato almeno uno dei dieci comandamenti almeno una volta.
L’ultimo gruppo, che speriamo essere il più numeroso, con tutti coloro che non hanno mai violato
nessuno dei dieci comandamenti.
“Bene” proseguì San Pietro, “chi ha violato tutti i comandamenti si metta qui sulla destra”.
Più di metà delle anime si mise a destra.
“Adesso”, esclamò, “di quelli che sono rimasti, chi ha violato almeno uno dei comandamenti si metta alla sinistra”.
Tutte le anime esclusa una si misero alla sinistra.
Al centro rimase un’anima che era stata un brav’uomo. Per tutta la vita aveva percorso la strada dei buoni sentimenti, dei buoni pensieri e delle buone azioni.
Pietro era stupito. Rimaneva soltanto un’anima nel gruppo dei migliori.
Chiamò subito il Padreterno per comunicarglielo.
“Guarda, le cose stanno così: se seguiamo il piano originario quest’uomo si annoierà a morte nella più grande solitudine, altro che godersi la beatitudine…! Secondo me bisognerebbe fare qualcosa”
Dio si eresse in tutta la Sua Grandezza davanti al gruppo e disse:
“Chi si pentirà ora verrà perdonato e tutti i suoi peccati saranno dimenticati.
Chi si pente può ritornare al centro insieme alle anime pure e immacolate”
Pian piano tutti iniziarono a spostarsi verso il centro.
“Altolà! Ingiustizia! Tradimento!” gridò un voce.
Era la voce di colui che non aveva mai peccato.
“Così non vale! Se mi avessero avvertito che ci sarebbe stato il perdono, non avrei sprecato la mia vita….”
E’ semplicemente un raccontino, senza nessuna pretesa ma, sai, come sarebbe bello e straordinario rompere con il peccato per amore solo per amore.

un servo decisamente sempre più inutile




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