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Il Santo del Calendario:
Omelia Domenicale e Festiva a cura
di Don Michele Cuttano



CROCE DI SAN DAMIANO IN ARGENTO
Crocefisso di San Damiano in Argento

Braccialetto Rosario in Argento e Cristalli Swarovski con Croce e Medaglia Miracolosa
Braccialetto Rosario in Argento



Abbastanza grande per esser indossato come collana rosario
Rosario originale di Betlemme



Domenica 16 marzo 2014 II Domenica di Quaresima - Anno A

Letture: Genesi 12, 1-4a; Salmo 32; 2 Timòteo 1, 8b-10; Matteo 17, 1-9

UN AMORE COSI’ GRANDE …



Pensiamo e viviamo le nostre esistenze come un ripetersi di situazioni sempre uguali, spesso grigie, certamente non “trasfigurate”-
Eppure, come credenti, questa dovrebbe essere una tappa ben nota del nostro vissuto…
Perché questa tappa della vita è vissuta anche da noi ed è una esperienza fondamentale come lo è stata anche per la vita di Gesù.
Cristo ha voluto la compagnia umana anche nella trasfigurazione!
“In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello e li condusse in disparte, su un alto monte. E fu trasfigurato davanti a loro; il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce.”
Per gli apostoli è stato importante aver visto Gesù trasfigurato per poter capire che il Cristo Risorto è lo stesso Cristo crocifisso.
Sì, questa esperienza è unita alla Croce e alla Resurrezione!
L’Amore si realizza nel donare quello che si ha:
Cristo dona alla nostra vita la Luce del Suo Volto.
Le nostre storie, i nostri percorsi quotidiani hanno bisogno di ricevere questa Luce per…
…per vivere i giorni di quando “da mezzogiorno fino alle tre si fece buio su tutta la terra…”
Caro fratello, tu sai bene quali sono i tuoi momenti in cui il buio e la solitudine entrano in te.
Già, le nostre storie quotidiane non sempre sono luminose.
La sofferenza per la malattia che ogni giorno fa un passo in avanti;
le emorragie cardiache per le violenze fisiche subite;
le ingiustizie subite a causa dell’avidità dei nostri stessi fratelli di carne;
la solitudine che brucia nei tradimenti matrimoniali ricevuti;
e vorrei poter lasciare la “tua” riga in bianco, quella dei tuoi giorni che solo tu, caro lettore, puoi scrivere… Quanti pensieri, quante vie d’uscita disperatamente cerchiamo per poi infine arrivare alla resa e dire a noi stessi, nel segreto del nostro cuore, di aspettare la fine di questo nostro tempo terreno. Arriviamo a considerare e a ricercare la resurrezione come una ricompensa finale per il tanto patire; il rimettere equilibrio e giustizia ad un percorso terreno per noi andato storto, tutto da rifare. Sai, la tua vita non è questa. Hai la tua trasfigurazione da vivere oggi per poter vivere la tua Croce e “attrezzarla” per la Resurrezione. Forse è un concetto strano e mai sentito prima:
“Attrezzare la Croce”. Come si fa, c’è poco da metterci sopra…
Sì, è vero, sulla Croce si sale nella spogliazione ed è proprio questo il nostro attrezzare la Croce per la resurrezione: La spogliazione della nostra volontà e sentire aderire ben bene sulle nostre spalle il legno della Croce, senza nessun cuscino umano…
La Trasfigurazione ci dona la certezza della Luce quando si è fisicamente sull’altro monte, il Golgota della nostra vita. Però, nostro malgrado, dobbiamo scendere dal monte della Luce e ritornare ai nostri quotidiani. Anche i discepoli non scendono volentieri, anche loro avrebbero voluto…
“Pietro prese allora la parola e disse a Gesù: «Signore, è bello per noi restare qui; se vuoi, farò qui tre tende…”
Sai, caro fratello, abbiamo visto il Volto di Cristo. E quando l’uomo incontra il Volto del Creatore la sua vita cambia. La Luce di Gesù è così forte che trasforma le nostre esistenze per sempre.
Dal monte della trasfigurazione, da cui dobbiamo scendere, le nostre vite ritornano trasformate.
Perché mai ci ostiniamo a non voler vedere la Luce che è in noi e che ci accompagnerà sino all’altro “monte” della nostra vita? Vivere alla Luce di Cristo significa ascoltarLo quando Lui ti indica il tuo vero “albero della vita” da cui prendere nutrimento: L’Albero della Croce.
E’ inutile scappare da questo albero, per noi non è più foriero di morte come quello di Adamo, ma ci riconduce alla vita. Quello che ci porta a scappare da quest’albero e a rifugiarci nella nostra cella è proprio la paura della morte. Quello che per il mondo è il monte della morte per il cristiano è il “Monte su cui Dio provvederà”. Cristo viene oggi a liberarci dalle tenebre della cella in cui ci siamo rifugiati; la cella in cui ci sentiamo di non essere figli di nessun dio…
Il cammino della vita ci dona dei momenti di Luce che come cristiani dobbiamo custodire come un tesoro prezioso. Custodire la Luce di Gesù non solo per se stessi.
In quanto cristiani non possiamo mettere egoisticamente il nero e impenetrabile paralume delle nostre paure alla Luce che abbiamo avuto in dono. L’amore genera amore. Dall’incontro con Lui il nostro volto diviene raggiante. Sì, si vede quando un cristiano ha visto il Volto di Gesù trasfigurato.
Avrà i momenti delle lacrime; la difficoltà del combattere con le mille tentazioni e dubbi quotidiani
ma la sua vita diviene “donazione”. Questa è la nostra trasfigurazione, passare, oggi,dal nostro naturale voler “prendere per noi” alla totale donazione in Cristo.
Così questa seconda Domenica di Quaresima della nostra vita ci dice forte che non basta aver visto la Luce… La Luce vive in me e in te, ogni giorno della vita.

un servo inutile, punto





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