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"La famiglia, dono e impegno, speranza dell'umanità"
La Famiglia nel Sentimento e nelle Parole di Giovanni P. II

Omelia Domenicale e Festiva a cura
di Don Michele Cuttano

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Narrare la Fede ai Figli
Omelia Domenicale e Festiva

Spedizione del Singolo Libro con la Velocissima Posta Prioritaria

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Crocefisso di San Damiano in Argento


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- Giuseppe
- Sansone e Dalila
- Genesi
- Salomone
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- Gesù
- Ester
- San Paolo
- San Pietro
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Braccialetto Rosario

Abbastanza grande per esser indossato come collana rosario
Rosario originale di Betlemme

Domenica 14 Novembre 2010 XXXIII domenica tempo Ordinario C

Lettrure Ml 3, 19-20; Sal 97; 2 Ts 3, 7-12; Lc 21, 5-19

E APRI QUELLA PORTA


Il Vangelo di questa domenica è fra quelli meno “graditi” in quanto ci parla di alcuni segni catastrofici tipo terremoti, guerre, fatti terrificanti, persecuzioni e
testimonianza.
Gesù, infatti, usa un linguaggio cosiddetto apocalittico.
Sai, subito, vorrei darti una traccia per interpretare nel senso giusto questo stupendo Vangelo:
Gesù non ci parla della fine del mondo, da una lettura poco spirituale così ci potrebbe sembrare;
Gesù, bensì, ci parla del “fine” di questo mondo, la meta finale del nostro cammino!
Bene, addentriamoci in questo Vangelo tenendo presente che il dialogo avviene fra Gesù e degli uomini, senza nome ( e senza tempo) indicati con l’aggettivo “alcuni”.
Ho detto “senza tempo” perché, diciamoci la verità, se trovassimo Gesù, il Figlio di Dio, davanti ad una delle nostre belle parrocchie, saremmo tentati anche noi di
fare le stesse affermazioni e domande di questi “alcuni”!
Alcuni uomini, con un sottile orgoglio, vantavano la bellezza del tempio e dei doni votivi che lo adornavano.
E Gesù che fa?
Invece di unirsi al coro di ammirazione dà loro una brutta notizia: “non sarà lasciata pietra su pietra che non sarà distrutta”
Dopo questa affermazione di Gesù tutte le domande che gli vengono rivolte vertono sul quando e sul come avverranno questi eventi tragici.
Gesù, con la sua risposta, delude i presenti.
A Gesù, infatti, non interessa fare previsioni sul futuro o fare astrologia, a Cristo interessa far capire ai suoi ascoltatori l’atteggiamento di vita del suo discepolo!
Il Vangelo odierno vuole scuotere le nostre coscienze e non metterci paura e terrore.
Non posso non ridere delle varie previsioni catastrofiche andate a vuoto che alcune sette hanno in questi ultimi decenni inanellato.
Per non parlare di tutte le trasmissioni televisive che ogni tanto ci presentano dei numeri di anni che verranno e che indicano la data della fine del mondo.
Certo sono trasmissioni importanti perché in ultima istanza permettono a tanta gente(conduttori televisivi e profeti vari) di “sbarcare il lunario”, di portare la pagnotta a
casa e fin quando ci saranno degli sciocchi che vorranno ascoltare queste stupidaggini, queste stupidaggini ci saranno propinate.

Ma il cristianesimo è qualcosa di terribilmente serio e concreto, è meglio non correre o perdere tempo dietro ai vari annunciatori di sventure, compresi quelli che se ne
vanno in giro, di porta in porta, con giornaletti alla mano.
Non è importante sapere la data della nostra dipartita, come avverrà e tutto il resto….
E’ fondamentale l’atteggiamento in cui questo momento ci coglierà.
Il Vangelo di questa Domenica ci indica due strade con molta chiarezza:
La prima è la testimonianza, pratica, coraggiosa ma pacifica.
Uso il termine “testimonianza pratica” perché oggi il mondo non ha bisogno di maestri ma di uomini che siano testimoni coerenti che attualizzino praticamente l’amore
di Gesù.
Uso il termine “testimonianza pacifica” perché il cristianesimo è il “Lieto Annuncio”,non esiste una testimonianza cristiana che, anche se rifiutata e perseguitata, diventi
cruenta.
La perseveranza è la seconda virtù, Gesù ci dice che la perseveranza salverà le nostre anime.
Non è facile ai tempi di oggi essere perseverante, il male che ci circonda è amico dello scoraggiamento.
Ed è un male tanto più insidioso e permeante nei nostri cuori quanto più questo ci viene mostrato da chi dovrebbe darci l’esempio a livello morale e spirituale!
Chi di noi può affermare che, nel fare il bene, non gli sono mai “cadute le braccia” o abbia pensato per un attimo ma chi me lo fa fare in questo “magna magna”
generale?
E’ difficile non adeguarsi alla mentalità corrente, penso ai nostri giovani e di come sia difficile per loro non adeguarsi allo stile di vita della massa e di chi ha posti di
responsabilità pubblica!
Mi rendo conto che oggi parlare di Cristo, vivere Cristo, in certi contesti non è facile!
E il Vangelo, infatti, ci annuncia a riguardo “sarete odiati da tutti per causa del mio nome”.
Ditemi la verità, vi va di essere “odiati da tutti a causa del mio nome”?
La presenza di un cristiano vero, coerente è scomoda.
Abbiamo qualche esempio fresco, di questi ultimi tempi, di come esprimere il pensiero di Cristo in certi “consessi” porti derisione ed emarginazione.
Lo so che questi sono argomenti delicati, che sconfinano nel sociale, ma non ci si può indossare il cristianesimo come un abito e cambiarlo secondo gli ambienti
frequentati:
Se sei cristiano lo sei sempre, in ufficio, a casa, al mercato, al Governo, in Italia, in Europa!
Gesù ci insegna che non si può sempre far parte del coro e cantare gli stessi stornelli degli altri perché sono di moda: CRISTO NON E’ MAI DI MODA!
Certe volte il cristiano deve essere coraggioso, impavido dei giudizi di questo mondo.
Gesù stesso nel Vangelo odierno ci incoraggia dicendoci che neanche un capello del nostro capo perirà!
Altro che sapere una data che ci indichi un “quando” avverranno questi fatti, è un Vangelo di CONVERSIONE.
Termino questa mia riflessione con un detto cinese, breve ma ……

“ Venga il freddo, e allora si saprà che cipressi e pini non perdono le foglie”
Si è cristiani sempre, in tutte le stagioni e gli eventi della vita.

Servo ufficialmente dichiarato inutile.



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