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Il Santo del Calendario:
Omelia Domenicale e Festiva a cura
di Don Michele Cuttano



CROCE DI SAN DAMIANO IN ARGENTO
Crocefisso di San Damiano in Argento

Braccialetto Rosario in Argento e Cristalli Swarovski con Croce e Medaglia Miracolosa
Braccialetto Rosario in Argento



Abbastanza grande per esser indossato come collana rosario
Rosario originale di Betlemme



Domenica 13 Ottobre 2013 XXVIII Domenica del T. O. Anno C

Letture: 2 Re 5,14-17; Sal. 97,1-4; 2 Tm 2,8-13; Lc 17,11-19

SCUSA FRANCESCO SE TI HO RUBATO…




Come cristiani, come italiani, come europei, come esseri umani, abbiamo dei problemi, dei grossi problemi, è inutile negarlo. Se è rimasto in noi un briciolo di coscienza dobbiamo sentirci quantomeno chiamati in causa se non proprio colpevoli!
Il Vangelo ci parla dell’incontro di Cristo con una comitiva di malati (dieci), lebbrosi. Gesù li ha incontrati per strada, noi oggi potremmo incontrarli su un barcone alla deriva, una deriva che ha preso anche le nostre nazioni. La lebbra ai tempi di Gesù era causa di emarginazione infatti, questi uomini, incontrandolo “si fermarono ad una certa distanza”.

Anche oggi ci capita di pensare che determinate malattie, o appartenenza a determinate etnie, siano da tenere ad una certa distanza. No, non lo diciamo o pensiamo quando siamo seduti dietro ad una televisione e guardiamo immagini drammatiche, lo diciamo e lo facciamo dire per noi nei consessi di potere, dove si decide la grande economia! Gesù stupisce i presenti (e anche noi), contravvenendo ad una norma, accettando di “sporcarsi” con questi uomini, accettando di dialogare e di accogliere. Cari fratelli, penso sia difficile per noi imbatterci per le nostre strade in un lebbroso;
penso che sia molto facile invece imbatterci in un extracomunitario, uno zingaro, un tossicodipendente, un handicappato mentale, una persona strana, un barcone di migranti…
Come ci comportiamo? Rispondo io per te e per me.

A causa dei nostri molteplici impegni (come si dice dalle parti mie, andiamo sempre di furia); a causa della società che è cattiva(c’è tanto male in giro e non ci si può fidare di nessuno):
NOI TIRIAMO DIRITTO, NON CI FERMIAMO, FACCIAMO IL GIRO LARGO O, NELLA MIGLIORE DELLE IPOTESI, UNA MONETINA E VIA.

Guarda Gesù come va controcorrente, con il suo atteggiamento supera la Legge di Mosè e va oltre ogni comportamento sociale “di moda”. Non pensare che per Gesù parlare e guarire un lebbroso samaritano (straniero) sia stato un gesto “normale”: è unicamente e semplicemente un gesto DA FIGLIO DI DIO! E CREDIMI, E’ UN GESTO SACROSANTO PER OGNI CRISTIANO!
Un cristiano fa semplicemente così di fronte al “diverso” (di fronte ad ogni tipo di diversità)!

Accoglie, dialoga e condivide, da testimonianza di fratellanza vera! Quello che Gesù ancora oggi ci dice è che l’uomo non vale per la sua posizione sociale, per la sua nazionalità o per il suo credo, per le sue virtù o debolezze, per il colore della pelle ma che ogni essere umano vale in quanto tale, in quanto porta in sé la presenza di Dio. Finche l’umanità non scoprirà questo valore intrinseco della vita, nel mondo ci saranno sempre guerre, odi razziali, violenze sugli innocenti, barconi di esseri umani che affonderanno, ci sarà sempre un Caino che alzerà la mano sul fratello Abele, anche solo girando la testa dall’altra parte si è pienamente complici di un omicidio. Che dio può mai essere un dio che ci comanda di annientare il fratello in nome suo? Come può un dio creatore godere della morte delle sue creature? Dio è amore, e amore significa perdono, riconciliazione, ACCOGLIENZA. Il Vangelo di questa domenica porta in sé una chiave di lettura, importante e che appartiene ad ognuno di noi: c’è una lebbra che ci colpisce dal di dentro e che inquina la nostra vita, è la lebbra del peccato, della nostra indifferenza, dei nostri egoismi, dei nostri tradimenti.

Ebbene fratello, di questi 10 lebbrosi guariti nel corpo, solo uno ritornò da Gesù, solo uno ascoltò dal Salvatore le parole “Alzati e va; la tua fede ti ha salvato”.
Esiste per ogni uomo una guarigione nel corpo, che tutti noi ricerchiamo ed esiste una guarigione nello spirito non molto ricercata, non molto apprezzata ma che ci dona la vera felicità, la vera gioia.
Ed è la gioia che riconduce il lebbroso guarito a Cristo, non è stata la paura bensì unicamente la gioia di ritornare a Colui che ha il potere di liberare dalla vera morte, il peccato. E allora in quest'ottica siamo tutti lebbrosi, tutti abbiamo bisogno di ritornare a Gesù.

Questo è il ritorno del figliol prodigo, il ritorno della pecorella smarrita, il ritorno della nostra conversione. Fratello mio, non scandalizzarti se ti dico ancora una volta che Gesù ama in modo particolare ed esclusivo il peccatore, l’ultimo, il lontano, quello che noi sistematicamente e automaticamente scartiamo. Abbiamo costruito e cerchiamo di farlo ancora con grandi sacrifici una Europa unita. Abbiamo pensato che il più grande scoglio da affrontare fosse quello della moneta unica e dell’economia con i margini sacrosanti di deficit da rispettare. Ed invece ci siamo svegliati tutti da un sogno meraviglioso di benessere per ritrovarci disperatamente egoisti. Abbiamo fatto di tutto per togliere dall’Europa nascente il grande valore di Cristo come identità, come nostra ricchezza. Che ci siamo ritrovati? La generazione dei nostri figli senza futuro e dei popoli disperati che bussano alle nostre porte e noi non sappiamo neppure che decisione prendere. Se questa è una grande nazione che nasce ha iniziato proprio male facendo morire i suoi figli. Sì, rassicuriamoci con l’economia e con i bilanci da risanare, vedrete che futuro avremo!

Che i cristiani si sentano cittadini europei e diano un volto umano diverso a questo continente perché, è la storia recente del novecento che ce lo insegna, come europei siamo riusciti a fare delle cose orribili. Che non si ripeta lo sterminio di innocenti!

Dio non lo vuole,vomita coloro che vivono nella tiepidezza e nell’indifferenza al dolore del fratello!

Vostro Michele, diacono.






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