Omelia Domenicale e Festiva a cura
di Don Michele Cuttano


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Narrare la Fede ai Figli
Omelia Domenicale e Festiva

28ª Domenica del tempo ordinario (A) 12 Ottobre 2008

UN INVITO PER TE OGGI, VIENE DA DIO E TE LO CONSEGNA IL TUO PROSSIMO…



Questa settimana iniziamo meglio, con un banchetto (chissà poi dove andiamo a parare…).
Il brano del Vangelo ci riporta ad una situazione di gioia, di festa.
Un re che organizza un banchetto di nozze per suo figlio e, come si suol fare, manda le partecipazioni agli invitati.
Ecco, io non so che tipo di reazione hai quando ricevi un invito ad un matrimonio, molto dipende da chi ti manda la partecipazione, ti pare?
Comunque, anche se la persona che si sposa ti è amica, tieni a lei, un moto di sconforto per la mente ti passa, sai com'è partecipare ad un matrimonio è dispendioso:
e ti devi fare la "toeletta", e devi fare il regalo, sperando che non fanno pure il "taglio della cravatta".
Insomma, per farla breve, gli invitati a questo banchetto, per ben due volte, con modi anche violenti, declinano l'invito: "Ma costoro non se ne curarono e andarono chi al proprio campo, chi ai propri affari; altri poi presero i suoi servi, li insultarono e li uccisero.".
Mi fanno un po' pena questi servi del Vangelo, anche la settimana passata se la sono vista male, deve essere scomodo "seguire" questo Re…
A questo punto si potrebbe pensare che il banchetto venga sospeso per "rinuncia degli invitati" ma succede una cosa strana. Il cuore di questo re, invece di chiudersi, si allarga ancora di più:
Il re manda i suoi servi ad invitare tutti quelli che vengono incrociati per strada.
Questo invito prima rivolto a persone vicine, conosciute ed "accreditate", visto il loro rifiuto, viene esteso a tutti, buoni e cattivi.
Come già la settimana passata, potremmo interpretare questo rifiuto al banchetto da parte dei primi invitati come il rifiuto di Gesù come figura messianica per Israele.
Invece c'è anche una parola forte di conversione per tutti noi.
Quante volte di fronte alla chiamata di Gesù noi abbiamo risposto di aver da fare?
Ci sono tanti tipi di rifiuti che doniamo a Dio.
No, non mi riferisco solo a quelli relativi alla messa domenicale.
Mi riferisco a tutte quelle volte che diciamo "no" alla storia che Dio fa con ognuno di noi, a tutte le volte in cui rifiutiamo la presenza di Dio nel prossimo scomodo, a tutte le volte in cui rifiutiamo la via della donazione per chiuderci in quella dei nostri egoismi, a tutte le volte che seguiamo la giustizia umana nel nostro matrimonio, a tutte le volte che come cristiani non ci schieriamo apertamente e concretamente dalla parte degli ultimi...
Sì, sebbene siamo noi quelli a cui è diretto l'invito noi manifestiamo un quotidiano rifiuto nel concreto della vita.
Non basta essere coloro che sono vicini o frequentatori di luoghi santi o che dovrebbero essere tali.
Ancora il Vangelo viene a scuoterci e ad interrogarci sul come viviamo e non sul cosa diciamo di essere o di appartenere.
Però voglio invitarvi ancora ad un'attenta riflessione sulla seconda parte del Vangelo.
Quando la sala si è finalmente riempita di invitati incontrati ai crocicchi delle strade, il re si fa una "passeggiata" per dare un'occhiata agli invitati (non per contare i pranzi da pagare): "Scorto un tale che non indossava l'abito nuziale, gli disse" Amico, come hai potuto entrare qui senz'abito nuziale?" Ed egli ammutolì. Allora il re ordinò ai servi "Legatelo mani e piedi e gettatelo fuori nelle tenebre….".
Questo signore si era così bene intrufolato nella compagnia che, pensa, neanche gli altri commensali si accorgono del suo abito non "opportuno", anche loro sono ingannati da questo personaggio.
Ma il re, che scruta e conosce i cuori di tutti gli uomini(anche il mio e il tuo), non si lascia ingannare.
Quanti lupi vestiti da pecore , non solo nella parabola ma anche nel nostro gregge!
Quel commensale si è intrufolato solo per arraffare, per prendere per sé!
A quel commensale non è bastato entrare nella sala del banchetto per far parte degli amici del re.
Lui voleva ben altro ma…
Dio sa, Dio conosce il cuore di ogni uomo e anche se ci piace dimenticarlo:
ci sarà il Giudizio!
Allora il re ordinò ai servi "Legatelo mani e piedi e gettatelo fuori nelle tenebre…."
Fratello, non basta far parte "fisicamente" della Chiesa, partecipare alle liturgie, far parte di gruppi; per entrare nel Regno dei Cieli bisogna rivestirsi di Cristo.
Il Vangelo ci dice che non basta aver detto "sì", è fondamentale avere la veste nuziale, essere rivestiti di Cristo, sempre.
L'ingresso del re nella sala è il regno definitivo.
Se oggi Dio entrasse nella sala, il tuo abito quale sarebbe?
Di che colore è oggi la tua vestina che ricevesti il giorno del Battesimo?
All'epoca era bianca, pulita, era la veste della vita eterna.
Come l'abbiamo ridotta con i nostri peccati?
Di che colore è?
Magari abbiamo pure dimenticato di averla mai avuta.
Un giorno ci sarà chiesto conto che fine ha fatto il nostro Battesimo.
"Molti infatti sono i chiamati, ma pochi gli eletti".
Che ne pensi, è il caso di rivedere la nostra vita alla luce di questo invito a pranzo?
A proposito di pranzi , un raccontino molto strano ma… molto chiarificatore:
"Quell'uomo aveva viaggiato tanto. Nel corso della sua vita aveva visitato centinaia di paesi reali e immaginari.
Giunse infine al Paese dei Lunghi Cucchiai.
Questo piccolo paese è composto soltanto da due stanze, la nera e la bianca.
L'uomo decise di visitarle entrambe.
Percorse un lungo corridoio e giunse davanti ad una grande porta nera.
Subito, dopo aver mosso i primi passi, udì i lamenti e le urla che provenivano dalla stanza.
Per un attimo le esclamazioni di dolore e sofferenza lo fecero esitare, ma decise di andare avanti. Aprì la porta nera ed entrò.
Centinaia di persone erano sedute attorno ad un tavolo immenso, al centro della tavola facevano bella mostra di sé i manicaretti più succulenti che si possano immaginare, e anche se tutti i commensali avevano un cucchiaio con cui arrivavano al piatto centrale, stavano morendo di fame! Infatti i cucchiai erano lunghi il doppio delle loro braccia ed erano fissati alle mani. Così tutti potevano servirsi ma nessuno riusciva a portarsi il cibo alla bocca.
La situazione era così disperata e le grida così strazianti che l'uomo girò sui tacchi e scappò via dal salone.
Percorse un lungo corridoio e arrivò alla porta bianca.
L'unica differenza era che non si sentivano dall'interno urla strazianti.
L'uomo girò la maniglia ed entrò nella stanza.
Anche lì centinaia di persone erano sedute intorno a un tavolo, come nella stanza nera. Anche lì al centro della tavola c'erano cibi succulenti, e tutte le persone avevano un lungo cucchiaio fissato alla mano.
Ma lì nessuno gemeva, nessuno moriva di fame.
Tutti si davano da mangiare gli uni gli altri!
L'uomo sorrise, entrò nella stanza e scorse da lontano una scritta luminosa che diceva:
Benvenuti in Paradiso."

Nella certezza che hai capito come si mangia oggi per entrare domani nel Regno dei Cieli…
Spero che tu sappia scegliere il tuo abito adatto…
P.S. Cristo non aspetta altro che ad essere indossato da te…



Sinceramente in Cristo don michele






Don Michele rimane in ascolto con la sua e-mail donmichele@novena.it ed è disponibile a darti una chiara e veloce risposta.




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