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Foderina per la Liturgia delle Ore in 4 volumi _ Prodotti Naturali del Monastero Cistercense di Valserena _ Camicia Sacerdotale Clergy
Braccialetto Rosario in Argento e Cristalli Swarovski _ Rosario originale di Betlemme _ CD_Canto_Gregoriano


Omelia Domenicale e Festiva a cura
di Don Michele Cuttano

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Narrare la Fede ai Figli
Omelia Domenicale e Festiva

Spedizione del Singolo Libro con la Velocissima Posta Prioritaria

CROCE DI SAN DAMIANO IN ARGENTO
Crocefisso di San Damiano in Argento


18 DVD


- Abramo
- Giacobbe
- Mosè
- Giuseppe
- Sansone e Dalila
- Genesi
- Salomone
- Davide
- Geremia
- Gesù
- Ester
- San Paolo
- San Pietro
- Giuseppe di Nazareth
- Tommaso
- Maria Maddalena
- Giuda
- San Giovanni


Braccialetto Rosario in Argento e Cristalli Swarovski con Croce e Medaglia Miracolosa
Braccialetto Rosario

Abbastanza grande per esser indossato come collana rosario
Rosario originale di Betlemme

Domenica 12 Settembre XXIV Domenica del T.O. anno C -
GUARDA CHI SI VEDE

(NEL FRATELLO DA ACCOGLIERE CI SIAMO ANCHE NOI)


Perché Cristo ha donato la perla preziosa di questo Vangelo all’umanità?
Parlo di umanità e non solo di cristianesimo perché, a mio avviso, la parabola del Padre Misericordioso è un patrimonio dell’umanità.
Entriamo dentro anche noi in questo vangelo e lasciamoci interrogare.
Ci sono tre situazioni di vita.
Due di queste ci sono ben note in quanto le viviamo quotidianamente sulla nostra pelle;
Una, la più importante, quella del Padre, è per molti incomprensibile ma è un obiettivo che come cristiani dobbiamo raggiungere.
Le prime due prospettive sono quelle dei due fratelli.
C’è il fratello che se la gode e il fratello santarellino…
Chi di noi può dire di non essere il “figliol prodigo” quello che vuol godere dei beni su questa terra?
Quello che un bel giorno decide di vivere a “modo suo”;
quello che dopo tanti anni di vita nell’obbedienza e nella rettitudine decide che è da sciocchi continuare a fare una vita banale, accontentarsi del grigiore quotidiano,
che non è giusta la sua vita in un mondo corrotto anche in certi luoghi,
quello che si guarda attorno e pensa di capire bene da che parte “tira” il mondo.
La vita è vita e si deve vivere, passando sopra tutto e tutti!
E’ un fratello che ci rappresenta ma che rappresenta anche tutta la nostra società e per molti versi anche la Chiesa in certe situazioni.
Non è, come si potrebbe pensare di primo acchito, un traviato, ha uno scopo ben preciso:
vivere godendo, emarginando ogni pensiero difficile, cancellando ogni sofferenza;
anche questa è una ricerca della felicità!
I suoi itinerari di vita sono ancora oggi attuali.
“…il figlio più giovane, raccolte tutte le sue cose, partì per un paese lontano e là sperperò il suo patrimonio vivendo in modo dissoluto”.
Il figlio che sperpera il “suo tutto” perché interrompe il rapporto con il Padre prediligendo il rapporto con il suo corpo fisico.
Come deve farci riflettere questo versetto.
Quante volte anche noi decidiamo di allontanarci da Dio pensando ormai di avere tanta autonomia da poter fare a meno di Dio.
La nostra intelligenza; la società che si evolve nei costumi, il peccato delle persone che ci stanno accanto…
Il messaggio di Cristo che diventa, secondo le regole del mondo, una ridicola tradizione per mezzi uomini tenuti al laccio dalla paura di un Dio limitativo,
o un Messaggio che viene proclamato ma non vissuto neppure da quelli che Lo proclamano!
Sai, se togli la sorgente ad un fiume tutto diviene arido, morto.
L’inganno quando si svela ha ormai causato il danno.
Guardiamo in faccia alle nostre società, anche alle nostre famiglie,.
Cercavamo solo libertà;
libertà sessuale, libertà di essere sereni, libertà di vivere nel benessere, libertà di essere solo felici.
E ci siamo ritrovati a “pascolare porci”.
Per i Giudei, pascolare porci è una cosa abominevole;
far crescere e custodire ciò che è immondo è un assurdo!
“Avrebbe voluto saziarsi con le carrube di cui si nutrivano i porci; ma nessuno gli dava nulla”.
E’ uno dei concetti più incomprensibili nel cristianesimo, ma sapete, questa impossibilità di nutrirsi di ciò che mangiano i porci mette nel cuore di quest’uomo la
nostalgia di Dio.
C’è una Mano di Misericordia che impedisce a quest’uomo di strappare dalla bocca dei porci l’alimento.
L’inganno che viene svelato da un limite che pensavamo avremmo dimenticato:
L’infelicità, siamo ancora più affamati di felicità!
“Allora rientrò in se stesso…”
Quante volte siamo rientrati in noi stessi e ritrovato il pensiero di Dio di fronte alla miseria nera che siamo riusciti a costruire intorno a noi.
Quante storie e lacrime amare si nascondono dietro a questo versetto.
Forse, caro fratello, si cela anche la tua storia;
certamente, non ho vergogna a dirlo, anche la mia.
C’è un momento storico della nostra esistenza dove ti accorgi che “hai toccato il fondo”.
E poco conta se è stata colpa degli amici che hai incontrato, o i tuoi genitori che ti hanno impedito di divenire adulto, o di quel prete che ti ha ingannato e tarpato le ali,
o di quel marito che ti ha abbandonata, o di quella moglie che ha distrutto il tuo caldo focolare domestico, o di quella depressione che ti ha tolto il respiro dell’anima.
Per colpa di chi, o come sia sia, hai toccato il fondo!
“Quando era ancora lontano, suo padre lo vide, ebbe compassione, gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò.”
C’è uno sguardo di Dio che non ci ha mai abbandonati, che ci ha seguito anche in quella morte, anche in quel peccato.
Sai, il figliolo prodigo lo sapeva, lo ha sempre saputo che c’era lo sguardo di suo Padre che lo seguiva.
Tu lo sai?
Sai oggi che c’è tuo Padre che ti ama e ti sta accanto anche in quel vuoto di vita che stai avvertendo?
Sì, anche in quel peccato che stai vivendo, Dio ti sta aspettando…
“…il padre lo vide e commosso gli corse incontro, gli si getto al collo e lo baciò”.
Ma tu ci pensi, il padre che non gli rinfaccia niente di niente e lo bacia, lo accetta!
Chi non lo aspettava, però, era certamente l’altro fratello.
Ti sembrerà strano ma l’intento primario di questa parabola è spingere il fratello maggiore ad accettare che DIO E’ AMORE.
Sì, lui il primo figlio, quello che è stato più tempo con il padre, proprio lui ha perso il senso più profondo della sua identità.
E anche in questo fratello ci siamo noi Chiesa “praticante ma non credente!”
Il figlio peccatore viene letteralmente travolto dall’Amore di Dio;
il figlio maggiore rifiuta l’Amore del Padre, rimane fuori dalla casa del padre.
Leggiti questo Vangelo con calma, facci caso.
Il figlio peccatore si rivolge a suo padre chiamandolo “Padre”;
il figlio maggiore invece non si rivolge mai a suo padre chiamandolo “Padre”.
Rifiuta la sua identità di figlio.
Dimmelo tu:
chi è il vero peccatore di questo brano evangelico?
E’ un messaggio forte vibrante e sferzante per tutti noi cristiani.
Il fratello maggiore è colui che dovrebbe far compagnia al padre nell’accogliere il fratello;
che dovrebbe aiutare il padre nella ricerca del fratello perduto.
Sai, potremmo e dovremmo essere anche noi, noi Chiesa.
“Figlio, tu sei sempre con me e tutto ciò che è mio è tuo …”
Il fratello santarellino aveva paura di dover “segare” ancora la sua eredità con il fratello ritornato a casa.
Per questo spinge il Padre a riflettere sul male del fratello!
Aveva paura di perdere la sua parte di eredità!
Reputa dei beni terreni più importanti della vita del fratello, che miseria di esistenza quella del fratello maggiore.
Mi spiace dirlo ma questo è spesso l’atteggiamento di molti cristiani i quali preferiscono gli onori di questo mondo e dimenticano la loro vera ed unica vocazione:
Andare incontro al fratello perduto!
Nella Chiesa spesso serpeggia la tentazione del potere, del presentarsi a Dio in belle vesti.
Ma per Dio queste vesti sono ripugnanti se non tolte di dosso alla propria persona e fatte indossare al fratello povero, al fratello perso!
Dio è amore e quello che appartiene a Dio appartiene ad ogni cristiano.
Sai cosa veramente appartiene al cristiano?
Cristo di Suo non ha avuto neppure un sepolcro ma solo un piccolo fazzoletto di terra:
Quei pochi centimetri quadrati dove è stata piantata la Croce,
dove ha versato il Suo Sangue.
Quella è la nostra unica e vera “proprietà”:
Il luogo dove noi amiamo come Gesù in Croce, donandoci completamente.
Quanti pochi cristiani vedo nella gioia ed è questo un segno di morte.
“ma bisognava far festa e rallegrarsi, perché questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato”.
Se di fronte a questa parabola sei nella tristezza vuol dire che hai in te il peccato del fratello minore e anche quello peggiore del fratello maggiore!
Ora sai cosa intende Dio per felicità.
un servo dichiarato ufficialmente inutile in Cristo, compiaciuto di questa dichiarazione d’amore.



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