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La Prova del Fuoco Per i Matrimoni

Omelia Domenicale e Festiva a cura di Don Michele Cuttano



CROCE DI SAN DAMIANO IN ARGENTO
Crocefisso di San Damiano in Argento

Braccialetto Rosario in Argento e Cristalli Swarovski con Croce e Medaglia Miracolosa
Braccialetto Rosario in Argento



Abbastanza grande per esser indossato come collana rosario
Rosario originale di Betlemme



Domenica 12 Maggio 2013 Ascensione anno C

LETTURE: At 1,1-11; Sal 46; Eb 9,24-28; 10,19-23; Lc 24,46-53

UN AMORE COSI’ GRANDE


Sapete, non è semplice capire la propria missione.
I nostri sentieri a volte sono complicati da interpretare.
Ci sono stagioni in cui ti senti veramente chiamato a percorrere un determinato sentiero;
altre, per dirla con il verso di una canzone di qualche anno fa,“ti svegli e devi cominciare da zero”.
Io ci sono passato;
non so tu caro fratello.
Rivedo oggi, proprio oggi, il mio ministero e lo confronto con quanto pensavo che dovesse essere e trovo tutta un’altra storia…
Se potessimo riavvolgere il nastro della nostra vita sono certo che ritroveremmo tanti percorsi che ci sembravano le “autostrade” della nostra vita di cristiani ed invece sono poi divenuti dei vicoli ciechi, senza nessuna uscita.
Spero che nessuno di voi abbia nell’animo la pena per quella che è la nostra vita e per quella che sarebbe potuta essere;
pensiero struggente ma soprattutto inutile!
Magari l’Apostolo ci suggerirebbe: “Dimentico del passato, proteso verso Cristo…”.
Ma c’è una testimonianza comune per tutti noi, che è il nostro articolo di fede più intimo, quello che c’è lo sentiamo attaccato alla nostra pelle, quello più legato al nostro vivere di tutti i giorni:
“Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo gior¬no, e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni”.
E’ l’annuncio che salva il mondo;
l’annuncio che l’amore di Dio salva noi e salva il mondo.
In questo versetto il cristianesimo trova la sua identità universale, cattolica:
“ a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati”.
C’è una chiamata che ci viene direttamente da Cristo, senza bisogno di interpretazioni:
La vocazione alla testimonianza dell’Amore della Croce.
Per questa chiamata non significa niente essere “ordinati” o laici.
Solo testimoni.
Testimone, che viene dal greco “martyr”, significa uno che ricorda…
No, attenzione, non solo uno che ricorda un pensiero;
bensì un uomo, una donna che vive questo amore nella propria esistenza, tutti i giorni.
La festa dell’Ascensione ha per il cristiano dei contenuti non tanto da “contemplatori” di un evento straordinario.
Diventa invece un punto d’incontro tra la nostra realtà quotidiana e Dio.
Se non lo avete capito a questo incontro ci siamo anche noi con le nostre vite.
Come il nostro essere cristiani diventa una realtà ben visibile, non una fuga verso elevate mete.
Lo so che spesso la tentazione che ci coglie è “ascendere” anche noi.
Non vi offendete, non banalizzo niente, anzi.
L’Ascensione di Cristo ha i piedi sulla terra:
i suoi discepoli.
Il discepolo è colui che cammina come Lui ha camminato, che continua a dire e a fare quello che il Maestro ha detto e fatto.
Se veramente ti sei incontrato con Cristo, se veramente Cristo è il tuo Signore capisci bene che la tua vita è un dono prezioso.
Un dono che non vuol essere custodito in un assurdo scrigno che sa tanto di sepolcro imbiancato.
La vita del cristiano è per la donazione…
“Ed essi, dopo averlo adorato, tornarono a Gerusalemme con grande gioia…”
All’incontro intimo con Gesù segue il ritorno a Gerusalemme;
e ognuno di noi ha una Gerusalemme;
Gerusalemme il luogo della nostra passione e morte ma, attenzione, è il luogo dove sperimentiamo la resurrezione.
Come cristiani siamo chiamati ad attraversare gli anni della nostra vita per i sentieri che Lui ci mette davanti.
Serve poco fare progetti umani;
prima o poi vengono svuotati come una valigia di un viaggio mai fatto e che mai si farà.
Ma guarda che non te lo dico con una punta di amarezza;
anzi te lo dico (e me lo dico) con il cuore pieno di gioia;
perché il Signore non ci ha permesso di sprecare tutta la nostra esistenza nel ricercare un’isola che non c’è.
La tua storia, quella che tante volte non hai capito;
quella che ti ha fatto bagnare tanti cuscini notturni di lacrime;
quella che è il tuo vaso di debolezza;
quella da cui in certi giorni vorresti scappare a gambe levate…
Proprio quella diviene il luogo della Potenza di Dio;
il luogo della tua testimonianza d’Amore.
Il Luogo della Presenza di Dio, non più limitata dallo spazio o dal tempo.
Cristo presente in ogni cristiano.
“… e stavano sempre nel tempio lodando Dio.”
Il Tempio è l’abitazione di Dio;
Dio è la dimora del cristiano e il cristiano dimora in Dio.
Alla Luce del Vangelo anche i nostri percorsi quotidiani assumono la dimensione “ascensionale”.
Sai, mi rendo conto sempre di più che nella pagine della vita la nostra ascensione inizia salendo sulla Croce.
Eppure quante volte abbiamo pensato nei nostri cuori che la Croce ci rallentava, ci impediva di camminare, di vivere e benedire, ed invece…
il nostro unirci a Cristo Glorioso ha come congiunzione proprio quel nostro luogo;
quel luogo, caro uomo e cara donna, che conosci bene e che anche io conosco bene.
Una testimonianza che il mondo aspetta da te e da me.
Ogni cristiano è inviato al prossimo per svelare che Dio, in ogni situazione di vita, anche la più misera, è amore.
Per svelare questo amore bisogna averlo per prima sperimentato;
aver vissuto che Cristo porta al Padre partendo dalla nostra misera umanità.
C’è da salire, penso che avrai capito qual’è la tua scala…

Semplicemente un servo inutile








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