Articoli Religiosi, Paramenti Sacri, Libri e Gadget Religiosi

Il Santo del Calendario:
Omelia Domenicale e Festiva a cura
di Don Michele Cuttano



CROCE DI SAN DAMIANO IN ARGENTO
Crocefisso di San Damiano in Argento

Braccialetto Rosario in Argento e Cristalli Swarovski con Croce e Medaglia Miracolosa
Braccialetto Rosario in Argento



Abbastanza grande per esser indossato come collana rosario
Rosario originale di Betlemme



Domenica 11 Agosto 2013 XIX Domenica Tempo ordinario-Anno C


Letture: Sapienza 18, 6-9; Salmo 31; Ebrei 11, 1-2. 8-19; Luca 12, 32-48


IN QUESTO MONDO DI LADRI…CI SONO I CRISTIANI CHE SI DONANO…




“Non temere, piccolo gregge, perché al Padre vostro è piaciuto di darvi il suo regno”
E’ da Dio che abbiamo ricevuto il Suo Regno;
un regno non fatto di confini fisici, da difendere, da arricchire per costruirvi sterili granai dove depositare egoismi e divisioni…
ma un Regno fatto da una ricchezza inestimabile:
la consapevolezza della nostra vera natura di Suoi figli.
La Chiesa è ricca di figli di Dio, non esiste altra ricchezza per la Chiesa infatti il Vangelo continua:
“Vendete ciò che avete e datelo in elemosina; fatevi borse che non invecchiano, un tesoro inesauribile nei cieli, dove i ladri non arrivano e la tignola non consuma. Perché dove è il vostro tesoro, là sarà anche il vostro cuore”.
I beni, le ricchezze, non sono qualcosa di cattivo;
l’uso che l’uomo fa di questi identifica non la natura del dono bensì il fruitore!
La Chiesa deve vivere nella Carità per rendere giusto un mondo ingiusto.
Elemosina, infatti, in ebraico si dice “sedaqah” che significa giustizia.
L’uomo di Dio non possiede nulla più del suo prossimo!
Il Regno di Dio, inteso come fratelli, figli quindi di un unico Padre, siamo chiamati a viverlo al presente.
Qui nasce l’inganno e la grande tentazione per molti:
Pensare che sia una Parola rivolta solo ad alcuni nella Chiesa
Gesù nel capitolo 12 parla anche alle folle.
Sì, ci siamo anche io e te.
Se ascolti per davvero il Vangelo ti rendi conto che ogni giorno devi ricominciare tutto daccapo.
Anche se hai fatto dei gesti meravigliosi di condivisione, guidato e illuminato dallo Spirito Santo che mai avresti fatto con le tue forze;
ti rendi conto che il combattimento continua;
che il maestro di morte e dell’egoismo è sempre molto attraente nelle sue lezioni concrete di vita.
“Siate pronti, con la cintura ai fianchi e le lucerne accese; siate simili a coloro che aspettano il padrone quando torna dalle nozze, per aprirgli subito, appena arriva e bussa”.
Sinceramente, fermati un po’ e rispondi:
Chi stai attendendo concretamente oggi?
Per chi è acceso il tuo interesse di vita, per chi addestri e prepari la tua vita?
Da questa risposta si concretizza il tuo vissuto.
Attendi Cristo?
E allora capisci che sei un pellegrino di passaggio, che nulla ti appartiene, neppure il gregge che guidi e su cui fino ad oggi hai spadroneggiato invece di servire, che i tuoi percorsi quotidiani sono ricolmi e stracolmi di fratelli che vedono la lucerna che hai in mano e ti chiedono di condividere, di essere quello che sei:
Fratello.
Ti sono stati affidati dei doni e ti sono stati affidati dei fratelli.
Non vali per quanto hai e dici con belle parole ma per quanto fai e dai;
questo è il desiderio del Signore!
“«Chi è dunque l’amministratore fidato e prudente, che il padrone metterà a capo della sua servitù per dare la razione di cibo a tempo debito? Beato quel servo che il padrone, arrivando, troverà ad agire così. Davvero io vi dico che lo metterà a capo di tutti i suoi averi.”
E’ così percorriamo le strade di Cristo e permettiamo che Lui venga in mezzo a noi oggi.
Il tuo cammino è una Pasqua giornaliera, un passaggio continuo dalla morte alla vita.
Conosco personalmente persone che pur immobilizzate da anni in un letto di sofferenza si donano;
mi donano.
Anche se a volte non ho neppure l’opportunità di conoscere i loro modi di esprimersi, di sorridere, di gesticolare…
Eppure mi accompagnano in tanti luoghi della vita evangelizzando, donando Cristo.
La prima cosa di cui ti rendi conto è che devi avere discernimento, devi stare con la lucerna accesa per capire chi stai aspettando.
Perché potresti anche fingere di essere “fratello” o “guida”, di avere solo degli abiti esterni, una bandiera in mano e una Croce sulla giacca ma che non rappresenta la tua esistenza.
Non attendere più niente e nessuno nella tua vita se non un “tavuto” di legno, dei fiori e una lapide eterna con un epitaffio del tipo “padre esemplare o prete fedele…ed è meglio che lasciamo perdere il resto”.
Che disperazione, che solitudine infinita.
Decisamente non basta far parte dell’Assemblea…
Puoi farne parte e attendere solo quello che tu puoi possedere…
…e la tua vita è già un inferno, un continuo inseguire e usare gli altri senza mai raggiungere niente.
“A chiunque fu dato molto, molto sarà chiesto; a chi fu affidato molto, sarà richiesto molto di più”.
Caro fratello, come singoli e come Chiesa dobbiamo prendere coscienza delle nostre responsabilità davanti a Dio.
Rischiamo concretamente di essere di scandalo, di intralciare il cammino a chi vuol conoscere ed entrare nell’amore di Dio;
questo è un grave peccato.
I nostri atteggiamenti, il nostro vivere, il nostro testimoniare non possono essere tagliati a metà.
Se siamo cristiani siamo tutt’uno con lo Sposo.
Non esistono “zone franche” in cui giriamo il Crocifisso da un’altra parte perché non guardi il nostro vivere…
Il cristiano ritrova la centralità del Crocifisso in ogni vissuto:
In Parlamento;
sul posto di lavoro;
nel condominio;
in famiglia;
persino in parrocchia…;
durante le confessioni;
nel talamo nuziale…
La vita è sempre attendere Cristo che viene,
OGGI.

servo ufficialmente dichiarato inutile





Torna Indietro Pagina Indice Omelie




Home Page