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Il Santo del Calendario:
Omelia Domenicale e Festiva a cura
di Don Michele Cuttano



CROCE DI SAN DAMIANO IN ARGENTO
Crocefisso di San Damiano in Argento

Braccialetto Rosario in Argento e Cristalli Swarovski con Croce e Medaglia Miracolosa
Braccialetto Rosario in Argento



Abbastanza grande per esser indossato come collana rosario
Rosario originale di Betlemme



Domenica 10 Novembre 2013 XXXII Domenica Tempo ordinario - Anno C

Letture: 2 Maccabei 7, 1-2. 9-14; Salmo 16; 2 Tessalonicesi 2, 16-3, 5; Luca 20, 27-38

E SE DOMANI…



Il Vangelo odierno ci porta ad approfondire la nostra fede nella risurrezione dei morti.
E’ un aspetto fondamentale della nostra fede che molti cristiani oggi hanno perso decisamente di vista!
Vediamo, come al solito, chi sono i personaggi di questo Vangelo che, con la scusa di presentare a Gesù una domanda, lo chiamano infatti “Maestro”, vogliono tendere a ridicolizzare la risurrezione dei morti anche come semplice prospettiva.
La loro domanda potrebbe sembrarci un po’ bizzarra, fa parte di quelle domande cosiddette “caso limite”, viene posta a Gesù non perché dalla Sua risposta i sadducei ne avrebbero un cambiamento di pensiero riguardo alla resurrezione; la domanda viene posta a Gesù solo per metterlo in “difficoltà”. La presenza di Gesù era vista da questi gruppi “sacerdotali” del tempo come scomoda perché fortemente critica del loro modo di manipolare la Parola di Dio secondo i propri interessi.
Sette fratelli che per la legge biblica del “levirato” sono costretti a sposare la stessa donna. La legge del “levirato” ( dal latino levir, cognato) prevedeva appunto che il cognato doveva sposare la vedova del fratello defunto senza eredi per assicuragli una posterità. A questa donna era capitato appunto che ben sette fratelli si erano uniti a lei in matrimonio per adempiere alla legge e tutti e sette erano morti senza lasciare eredi (stà fanciulla doveva portare un po’ di jella….).
Ed ecco la domanda: “Questa donna, quando i morti risorgeranno, di chi sarà moglie? Poiché tutti e sette l’ hanno avuta come moglie”.
E’ vero, ascoltando questa domanda, potremmo sentirci un po’ estranei alla problematica in questione, noi non ci sogneremmo mai di porgerla a Gesù.
Oggi siamo tutti “Praticamente” sadducei in quanto la Risurrezione non ha incidenza sul nostro modo di vivere quotidiano!
Quante delle nostre azioni quotidiane sono vissute in funzione della nostra Risurrezione?
Sai, a riguardo, c’è una forma d’incredulità intellettuale fatta di pensieri(e non scandalizzarti, purtroppo mi sono reso conto che appartiene anche a molti cristiani) e c’è un’incredulità pratica, fatta di azioni concrete mirate unicamente ad obiettivi umani, terreni(e non scandalizzarti, appartiene a moltissimi cristiani).
Gli obiettivi del nostro vivere quali sono? Sii sincero.
Dai, fatti un elenco delle azioni della tua giornata e poi tira le somme!
Quanto di vita eterna troveremmo?
Eppure, credimi,
LA FEDE CRISTIANA HA IL SUO INIZIO NELLA RISURREZIONE DI GESU’.
La gioia della certezza della Sua risurrezione ci dà la forza per seguirlo sulle nostre croci. Se non vedi la resurrezione nella sofferenza che oggi stai vivendo mettiti in discussione, chiediti fino ad oggi in che cosa hai creduto? Sappi che per Dio non è mai troppo tardi ricominciare a camminare verso la vita eterna!
Salire sulla propria croce quotidiana è il nostro primo passo verso la nostra risurrezione in Gesù.
La risurrezione consiste nello stare sempre con il Signore, come dice l’Apostolo San Paolo:
“PER ME VIVERE E’ CRISTO”.
Nella risposta che Cristo dà ai sadducei c’è una delle più belle “definizioni” di Dio:
“Dio non è il Dio dei morti ma dei viventi”.Di fronte al Dio della vita ogni ombra di morte, di egoismo, di guerra, di violenza, si disperde:dove ci sono dei veri cristiani ogni ombra si disperde in quanto, i cristiani, sono chiamati ad essere testimoni di Cristo vera Luce del mondo.
Una vita di tenebra non è compatibile con una vita di luce.
O si è luce o si è tenebra, niente tonalità grigie, tiepidezze…..
C’è un versetto dell’Apocalisse che viene ad illuminarci di come la pensa Dio riguardo al nostro quotidiano essere cristiani né freddi e né caldi, cristiani molto in voga ai nostri tempi:
“Mi è nota la tua condotta: che cioè non sei né freddo né caldo; oh, se tu fossi freddo o caldo! Ma così, poiché tu sei tiepido, cioè né caldo né freddo, io sono sul punto di vomitarti dalla mia bocca”.
(Ap 3,15-16).
Ti lancio un interrogativo su cui ti invito a dare una risposta seria:
Credi che la tua risurrezione futura è il senso della tua esistenza?

servo inutile





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