Omelia Domenicale e Festiva a cura
di Don Michele Cuttano


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Narrare la Fede ai Figli
Omelia Domenicale e Festiva

XIX del T.O. Anno A DOMENICA 10 Agosto 2008


LETTURE: 1 Re 19,9a.11-13a; Sal 84; Rm 9,1-5; Mt 14,22-33

LA MANO DI GESU' TESA VERSO DI NOI, VERSO LE NOSTRE STORIE.





Abbiamo lasciato Gesù in una situazione di vita abbastanza gioiosa: la moltiplicazione dei pani.
Questa settimana lo ritroviamo in una situazione un po' complicata:
I discepoli su una barca in mezzo al mare in tempesta e Gesù che è assente….:
Si era ritirato a pregare.
Sarebbe bello se noi cristiani conoscessimo bene i simbolismi usati nel Vangelo, per capire appieno il messaggio che Cristo vuole donarci; scopriremmo un tesoro inesauribile d'amore.
In questo Vangelo gli apostoli sulla barca rappresentano la Chiesa;
Il mare agitato e le onde rappresentano le difficoltà della vita, le difficoltà che si incontrano "navigando" in questo mondo.
Già potremmo trovare delle "dritte" per attualizzare questo Vangelo alla nostra vita:
Quante volte noi cristiani siamo sballottati dalle difficoltà della vita?
Quante volte nella nostra vita ci siamo sentiti persi?
E Dio dov'era?
Già, chissà quante volte dai nostri cuori è salita a Dio questa "protesta": Ma dove sei ora che sto soffrendo? Non vedi? Non ti curi di me? Troppo impegnato, in tutt'altre faccende affaccendato?
Questo nostro dire potrebbe sembrarci una "bestemmia" ma è una preghiera, una preghiera che Dio ascolta, nostro malgrado…..
Quando sei sulla barca in mezzo al mare o affondi o raggiungi la terra…..!
Sembrerebbe un Vangelo a lieto fine, in realtà è una provocazione forte per i discepoli,
una provocazione per tutti noi oggi.
Sì, una provocazione che viene ad interrogarci sulla nostra Fede.
Le prime parole che Gesù rivolge ai suoi discepoli in difficoltà sono:
"Coraggio, sono io, non abbiate paura".
Ma tu guarda, Gesù che, in questo momento preciso, rivolge anche a te le stesse parole:
"Coraggio, sono io…., non avere paura ".
Sembra che Gesù abbia un appuntamento con gli apostoli;
Sembra che Gesù abbia un appuntamento con ognuno di noi ed arriva al "momento giusto", quando stiamo per affondare…
Pietro, sempre lui, vedendo Gesù camminare sulle acque gli dice:
"Signore, se sei tu comanda che io venga sulle acque".
Già, chissà quante volte, come Pietro, anche noi abbiamo chiesto a Dio di "camminare sulle acque" e, facendolo, abbiamo provato l'amara sensazione di annegare.
Chissà quante volte abbiamo chiesto a Dio "aiuto" e poi abbiamo continuato a fare di testa nostra, con le nostre forze e siamo affondati alla grande!
E' appunto l'esperienza di San Pietro che inizia a camminare sulla morte e, a causa della sua poca fede, inizia a sprofondare.
Fratello carissimo, le parole che Gesù rivolge a Pietro vengono rivolte anche a noi oggi:
"Uomo di poca fede, perché hai dubitato?"
Qualsiasi momento di difficoltà tu stia vivendo, Cristo ti viene incontro e ti tende la mano!
L'inganno del demonio è farti sentire che Dio ti ha abbandonato, invece Dio ti è accanto, sulla tua croce e ti tende la mano.
Appena Cristo salì sulla barca il vento cessò
Permetti a Gesù di salire sulla tua barca, sulla tua barca che fa acqua da tutte le parti e che sta affondando;
Permetti a Dio di lavorare nella tua vita, di entrare nei "fatti tuoi", quelli dove tu pensi che Dio c'entri poco……!
Vedrai che la tempesta si fermerà e tu farai la stessa esperienza degli apostoli che, gettandosi ai piedi di Gesù, esclamarono:
"Tu sei veramente il Figlio di Dio".
Bè, la domanda nasce spontanea: come stiamo a Fede?
Ad averne anche un pochino pochino faremmo cose grandi…..!
Già, ma la Fede dove possiamo trovarla?
Come possederla?
Non voglio risponderti, ti dono un raccontino piccolino, vediamo se capisci…….!

Un giovane che voleva specializzarsi nella conoscenza delle diverse qualità della giada si presentò ad un maestro e lo pregò di istruirlo.
Il Maestro gli pose in mano una giada raccomandandogli di stringerla forte, mentre gli parlava molto superficialmente delle duecento specie di giada verde e delle duecento di giada gialla; poi si mise a chiacchierare del tempo, delle donne, della vita.
Dopo un quarto d'ora di conversazione, lo mandò a casa e gli disse di ritornare il giorno dopo.
Il giovane ritornò e il maestro riprese a conversare con lui che teneva sempre stretta in mano una giada. Così andarono avanti per molto tempo. L'allievo era troppo educato per protestare; d'altra parte una vera e propria lezione approfondita sui diversi tipi di giada non veniva mai.
Finché un mattino, quando s'iniziò l'ennesima conversazione sul tempo, le donne e la vita, l'allievo interruppe il maestro dicendo: "Ma questa che mi hai messo in mano, non è una giada".
"Ecco", ribatté il maestro: "Ora sei anche tu un conoscitore di giade"...

Dio ci ama, attraverso la Sua Chiesa.
Le esperienze di Dio, il contatto con Dio, l'Amore di Dio…
Ci rendono uomini veri, coraggiosi in ogni mare della vita.
Ognuno di noi si trova quotidianamente in una barca in mezzo alle acque agitate ed il vento contrario…
Può essere la barca del nostro matrimonio (magari stiamo già gonfiando il nostro salvagente per saltare fuori da questa barca…)
può essere il mare del nostro posto di lavoro;
può essere il mare del nostro condominio;
può essere il mare di una malattia che affrontiamo;
può essere il mare immenso della solitudine…
Su coraggio, lascia perdere barche di salvataggio umane e impotenti salvagente;0
che aspetti c'è la Sua Mano tesa,
che aspetti, afferrala…



vostro don michele, afferrato a Gesù…







Don Michele rimane in ascolto con la sua e-mail donmichele@novena.it ed è disponibile a darti una chiara e veloce risposta.




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