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Omelia Domenicale e Festiva a cura di Don Michele Cuttano

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Narrare la Fede ai Figli Omelia Domenicale e Festiva

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Domenica 10 giugno 2012, SS. Corpo e Sangue di Cristo.

Letture: Es 24,3-8; Eb 9,11-15; Mc 14,12-16.22-26.

QUELLO CHE NON HO…



Quando ricevi il Corpo di Cristo nella tua vita non puoi più camminare sulla strada del peccato.
E’ un punto di partenza fondamentale nella nostra vita, questa urgenza di rompere con il peccato, di rinnegare gli idoli che quotidianamente adoriamo!
Questa Domenica la Chiesa festeggia il Santissimo Corpo e il Santissimo Sangue di Gesù.
La Chiesa è madre e ci viene sempre in aiuto.
Può capitarci che il ripetere di gesti pur importanti, come appunto ricevere il Corpo e il Sangue di Gesù, ci porti ad una sorta di abitudine che addormenta le nostre anime!
Ci vacciniamo anche nei confronti di Dio…
Mi spiego, a modo mio, spero con chiarezza.
Quando noi “facciamo la Comunione”, noi ci cibiamo di Dio.
Non in maniera simbolica;
Veramente!
Veramente noi diventiamo parte di Dio attraverso questo Sacramento.
Bene, se ci soffermassimo a pensare a quanto facciamo almeno tutte le Domeniche (spero) noi dovremmo saltare per la gioia!
Ma tu, hai mai visto dei cristiani che dopo aver ricevuto l’Eucarestia sono nella gioia?
Eppure è una cosa strabiliante, fuori da ogni ottica umana.
Dio che diventa alimento per noi che siamo peccatori.
“Poi prese un calice e rese grazie, lo diede loro e ne bevvero tutti. E disse loro: «Questo è il mio sangue dell'alleanza, che è versato per molti..”
Pensando alla nostra indegnità mi viene in mente il contesto terreno in cui Cristo ha vissuto questa Sua donazione totale.
Era seduto nel luogo preparato per la Pasqua insieme alla Vergine Maria e ai suoi discepoli.
Magari faccio qualche nome…:
Pietro, Matteo, un certo Giuda Iscariota…
Uomini, come me, come te, con un grande carico di debolezza umana nel cuore, magari con un bel tradimento già “programmato”…
Eppure loro ricevono l’Eucaristia direttamente dalle Mani di Cristo!
Mi fa impazzire, questo amore mi fa impazzire!
Gesù, pur sapendo e conoscendo le intenzioni di Giuda, si offre anche a lui, dona il Suo Sangue per lui.
Sì, Dio propone un’alleanza anche al cuore di Giuda.
Anche a noi, ogni volta che riceviamo il Corpo di Cristo, Dio ci propone un’alleanza.
Vuoi sapere i termini di questa alleanza?
Il corpo di Cristo in cambio dei nostri peccati!
La Vita eterna in cambio delle nostri morti quotidiane!
Dio che paga il conto dei nostri peccati.
Ora, cari fratelli, di fronte ad una prospettiva di vita nuova che Dio ci dona, noi siamo chiamati a dare una risposta concreta.
Nel momento in cui noi riceviamo dalle mani del Sacerdote (o del Diacono) il corpo di Cristo noi diciamo il nostro “amen”, diciamo il nostro “così sia”.
Questo amen è il nostro “Sì”.
La tentazione in cui possiamo cadere è che il nostro “Sì” rimanga solo pronunciato con le labbra.
In realtà Dio si aspetta da noi un “amen” dalla vita concreta.
Gesù sapeva del tradimento di Giuda e dei rinnegamenti di Pietro;
Gesù conosce tutte le nostre debolezze ma proprio tutte, anche quelle che occultiamo perfino a noi stessi…
Ci sono momenti in cui noi siamo chiamati a scegliere se rinnegare o accettare Cristo nella nostra storia, nelle pagine della nostra vita.
Attraversiamo dei giorni di confusione, in cui è facile perdere la Strada.
Se continuiamo come continente a guardare il nostro ombelico e alla pancia che cresce non riusciremo più ad incontrare il volto del prossimo, anzi lo sentiremo come una presenza invadente, che insidia. Il cristiano va decisamente oltre queste ottiche, per questo è fondamentale in Europa portare il “rinascimento cristiano”, non basato sul mercato, sulle borse, ma rimettere al centro dell’Europa l’uomo creatura. Abbiamo visto cadere un muro che umiliava il nostro continente, ma ne abbiamo alzato un altro ancor più umiliante, che ha radici non solo sul territorio ma nei nostri cuori. Brutta cosa se in una famiglia tutto viene misurato a soldi e produzione, arriva il momento in cui si gettano fuori i fratelli dalla casa. Come cristiani, come Chiesa dobbiamo alzare non solo la voce ma metterci a lavoro!
Ci sono i giorni della “buona sorte” e ci sono i giorni della “cattiva sorte”.
Ci sono i giorni in cui ricevi le calunnie e gli sputi in faccia per chi doni la vita;
Ci sono i giorni in cui il bene che hai fatto viene ricambiato con tutto il male possibile;
Ci sono i giorni in cui ti chiedi, di fronte a tanto male, il senso della tua vocazione, della tua presenza in un determinato contesto;
Ci sono i giorni in cui diventi, innocentemente, l’oggetto del “gossip” parrocchiale;
Ci sono i giorni in cui diventi frumento nella bocca dei leoni;
Ci sono i giorni in cui vieni tradito e venduto dalle persone più care;
Ci sono i giorni in cui alzi la tua bandiera bianca” e ti arrendi;
Ci sono i giorni della malattia…
Quelli sono i giorni in cui la nostra vita è chiamata a dire il suo “amen”a Dio;
Quelli sono i giorni in cui viviamo il senso profondo del nostro essere in Cristo attraverso l’Eucarestia.
Domenica siamo tutti invitati a partecipare alla processione del “Corpus Domini”…
Che il nostro partecipare sia il segno esteriore che la nostra vita di tutti i giorni dice “Sì”a Cristo, appartengo a Cristo, sono in Cristo, la mia anima anela a Cristo.
Onorare l’Eucarestia è semplicemente questo: Vivere in Cristo donandoci al prossimo.
Vi dono un pensiero di un grande Santo, di quelli che mi piacciono tanto perché, nel parlare, hanno sempre una battuta pronta piena d’amore, intrisa da un pizzico di autoironia che nasce dalla consapevolezza di sapere quello che siamo(forse in questo gli somiglio).
-S. Filippo Neri, tenendo fra le mani l'Ostia consacrata, diceva: 'Signore mio Gesù, non fidarti di me, non fidarti. Perché senza il tuo aiuto, io sono capace di peccare mortalmente anche fra cinque minuti... Ma col tuo aiuto, so che resisterò sempre, sempre, sempre.
E andava in estasi nel pensare a quel “sempre”.
E, infatti, che cosa è impossibile per Dio?

un servo inutile



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