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Omelia Domenicale e Festiva a cura
di Don Michele Cuttano


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Narrare la Fede ai Figli
Omelia Domenicale e Festiva


10 Gennaio 2010 Battesimo di Gesù

Letture Is 40,1-5.9-11 Sal 103 Tt 2,11-14;3,4-7 Lc 3,15-16.21-22

QUELLO CHE LE DONNE (E GLI UOMINI) NON DICONO (E NON FANNO)…




Il brano del Vangelo di questa domenica è uno scrigno prezioso!
Contiene tanti di quegli insegnamenti che potremmo riempire pagine e pagine.
Cristo sceglie di ricevere il Battesimo, fa una scelta, una preferenza;
fondamentale per tutti noi.
Voi ve lo immaginate il Figlio di Dio che si mette in fila con i peccatori per ricevere il Battesimo di Giovanni?
E’ una scelta, secondo i criteri di questo mondo, “politicamente non corretta”da parte di Dio,
ha sbagliato “sponda” del Giordano.
Non era con i peccatori che Gesù doveva mettersi in fila;
non era con me e con te che doveva farsi compagno di viaggio…
E invece Gesù sceglie di mettersi come capo fila di tutta questa umanità persa.
Questa Sua scelta ha dei significati concreti anche per noi oggi.
Cristo si mette a capo di questo popolo per portarlo alla vita eterna.
E’ un posto di partenza il Battesimo, non di arrivo.
Rimanere ancorati ai blocchi di partenza può non servire alla fine.
Non ci si improvvisa cristiani, non ci sono scorciatoie.
Noi vorremmo pure trovarle ma è la vita, con i suoi eventi, che non ce lo permette.
I primi cristiani prima di poter ricevere il Battesimo iniziavano un percorso, che durava anni, chiamato “catecumenato”.
Ti chiederai perché tanto tempo di preparazione per ricevere un Sacramento che oggi, normalmente, viene ricevuto da bambini (a pochi mesi di vita) e con una preparazione dei genitori fatta di pochi incontri?
Cosa è cambiato? La Chiesa forse oggi fa degli sconti rispetto ai primi secoli?
Decisamente no!
Per la Chiesa non esistono i periodi di saldi o sconti.
Il catecumenato è (semplificando per motivi di spazio) un periodo di preparazione che la Chiesa (attenzione, ho detto la Chiesa) sin dai primi tempi, guidata dallo Spirito Santo, dona agli uomini per ricevere il Sacramento che ci cambia la vita.
I catecumeni per ricevere il Battesimo dovevano dare due “piccoli” segni di cambiamento (conversione):
Rompere con ogni peccato ed amare il nemico nella dimensione della Croce, cioè vivere come Gesù!
Se ci fermassimo un attimo a riflettere su questi due segni possiamo capire il perché della durata così lunga del cammino di preparazione.
Questo periodo di preparazione oggi avviene (dovrebbe…) nelle famiglie nel senso che sono i genitori che per primi prendono l’impegno di trasmettere la fede cristiana ai bambini battezzati.
E’ nella famiglia che i figli ascoltano dai loro genitori parlare di Dio;
è nella famiglia che i bambini ricevono l’esempio concreto dai genitori del Perdono cristiano, dell’amore in Cristo, del vivere da cristiani.
E’ qui vengono fuori i problemi.
Per dire la verità dovremmo amaramente affermare che è nella famiglia che i figli oggi ricevono l’esempio peggiore sulla vita in Cristo!
Questo bagaglio, questo deposito di Fede che dovrebbe essere patrimonio della famiglia oggi è ridotto (quando va bene!) a una serie di partecipazione ai riti religiosi.
Poi nel quotidiano il vuoto, sotto il vestito da cristiano… spesso niente!
Dovremmo chiederci cosa è rimasto nella tua vita concreta del tuo Battesimo!
Una catenina ricordo dei padrini?
Per quelli della mia età qualche foto, pure in bianco e nero…
E la vita da cristiano? E l’amore verso il prossimo? E il perdono verso chi ci ha fatto del male?
E il prendere ogni giorno la croce e mettersi alla Sua sequela?
Che fede possiamo trasmettere ai nostri figli?
Parole?
Ma, credetemi, le parole con i figli sono come il fumo;
un po’ di vento, qualche sciocco amico e vengono portate via.
Il Battesimo è il Sacramento che oggi io e te dobbiamo rivedere, ripercorrere seriamente.
E’ un cammino fatto di conoscenza di Parola di Dio, di fede vissuta in una comunità di cristiani,
di vita nel proprio quotidiano.
Cristiano sul posto di lavoro;
Cristiano in fila alla poste;
Cristiani quando paghiamo le tasse;
Cristiani nell’accogliere la vita;
Cristiano nella sessualità.
Cristiano sempre…
Sì, è vero, Gesù sceglie di stare dalla parte dell’umanità malata ma, questa Sua scelta, porta alla nostra guarigione!
E’ importante, per ognuno di noi, vedere cosa è rimasto nel proprio vissuto del Battesimo.
Laddove, con molta sincerità, dovremmo riconoscere che in noi è rimasto poco o niente allora urge, da parte nostra, ripercorrere le tappe del nostro Battesimo.
Si tratta di ripartire per riconquistare la vita.
E’ come quando vuoi riconquistare l’amore di un qualcuno che hai perso.
Devi ritornare alle radici, ritrovare la molla che ti ha spinto a dimenticare l’universo che ti circonda per amare quella persona.
Il Vangelo ci fa capire anche un altro aspetto importante:
Il cristiano non è un “battitore libero”, un solitario che si autoconverte.
E’ un cammino che si fa singolarmente ma con un popolo:
La Chiesa.
Riprendere in mano il Battesimo significa per molti versi ritornare ad essere dei catecumeni, dei cristiani che si mettono in cammino facendosi accompagnare da Madre Chiesa.
E’ scomodo, vero? Ma chi mai vi ha ammaestrato dicendo che essere cristiani significa far parte di una associazione che si riunisce una volta alla settimana per una noiosa oretta ad ascoltare un altrettanto noioso predicatore?
Essere cristiani è vita, è gioia, perché ci accompagna a vivere qualcosa di meraviglioso, ora!
Il Battesimo porta un frutto: La vita eterna;
La Vita eterna che inizia già su questa terra.

servo inutile in Cristo





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