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Omelia Domenicale e Festiva a cura di Don Michele Cuttano

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Narrare la Fede ai Figli Omelia Domenicale e Festiva

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Domenica 9 dicembre 2012, II domenica di Avvento anno C

Letture.. Baruc 5, 1-9 Filippesi 1 4-6.8-11 Luca 3, 1-6

ALL’ALBA VINCERO’



Nella prima Domenica di Avvento, per prepararci all’incontro con Cristo, siamo partiti dal nostro cuore.
Questa Domenica il Vangelo ci presenta una via da preparare che deve essere percorsa non solo da noi ma anche da Cristo.
Già, noi andiamo verso Cristo e Cristo ci viene incontro.
Sapete, quando si ama ci sono due vie, due modi…
C’è la via del cuore e c’è la via dell’intelligenza.
Non vi sembri strano ma anche la Bibbia è piena di situazioni che evidenziano queste due vie…
Iniziando magari da Caino e Abele…, Ismaele e Isacco…
Quanto è difficile amare con il cuore, preparare la via del cuore.
E’ più semplice accettare storicamente Gesù che viverlo nell’intimo della propria storia.
E’ più semplice trovarlo sulle pagine di un libro o in qualche film “natalizio”, che sulle pagine della nostra vita…
Vorrei chiedervi ( e chiedermi) quali sono oggi, concretamente, gli ostacoli che impediscono a Cristo di entrare nei nostri cuori.
Come vorrei trasmettervi questa realtà:
Incontrarsi con Cristo non è solo un’esperienza mistica;
Incontrarsi con Cristo è sperimentarLo concretamente nella vita di tutti i giorni.
C’è una rotta di collisione fra il mio “me stesso” di tutti i giorni e Dio.
Vi sembra strano che abbia parlato di “rotta di collisione”, vero?
Eppure, credetemi, a volte l’incontro avviene per una sorta di collisione ai nostri occhi inaspettata;
tanto inaspettata che all’inizio pensiamo ad un caso…
Quanto è strano, ci imponiamo a volte a vivere il nostro rapporto con Dio cadenzandolo a dei ritmi stampati su un calendario.
Non lo nego, vanno bene anche quelli, però, ditemelo con sincerità, quando cerchi qualcuno, quando ami qualcuno dal profondo, quando tutto il tuo essere cerca la persona amata;
puoi accontentarti dei giorni “rossi” sul calendario, o dei tempi forti?
No, te lo dico io;
quando ami è tutti i santi giorni, tutti gli attimi!
Non è a Natale o a Pasqua;
cerchi l’incontro con Gesù sempre.
Ma l’Amore non è mai un caso.
I nostri incontri con Dio a volte avvengono nel tempo e nel posto che tu neppure lontanamente immagini.
A volte sai, può essere in una malattia;
A volte sai, può essere, non scandalizzarti, una situazione di peccato;
A volte sai, in una cittadina ridente del tavoliere che ha perso sorriso e tavola;
A volte sai può essere la fine di un amore…
Credetemi, quando incontri Cristo in queste situazioni è proprio una rotta di collisione, pure dolorosa.
Nulla è scontato, anche il cristiano più “allenato”, il cristiano “roccia” che non teme scossa si trova a dover rifare i conti della propria vita e, spesso, a rendersi conto di dover ricominciare da zero.
In questo caso, quando ti accorgi che devi ricominciare da zero, sei sulla buona strada (incoraggiante vero?)
Sì, anche la malattia, la Croce è una via che il cristiano deve liberare da ostacoli.
Seguo anzi, mi faccio compagno di viaggio, di fratelli che…:
che non possono far nulla, immobilizzati, senza nessuna pretesa;
che hanno una data finale scritta da tempo, un mese, un anno, due anni … ;
che come unica cura gli è rimasta la “terapia del dolore”;
che hanno deciso di vivere pur morendo.
Bene, anche in queste situazioni ci sono dei modi diversi di prepararsi, di incontrarsi con Gesù.
E’ diverso quando ti incontri con la malattia e sei in Cristo;
E’ diverso quando ti incontri con la malattia e Cristo non è in te.
No, non è questione solo di stile , di saper “gestire” la malattia.
Quando la “botta” è tosta tutte le teorie e gli atteggiamenti “corretti” vanno a farsi benedire.
Là ti trovi tu e la sofferenza atroce.
In quel luogo solitario, che è il tuo deserto, hai l’opportunità di aprire una strada alla speranza;
di aprirti alla vita, di sentire che per te c’è un nuovo inizio, che non è finita, che non ti aspetta solo una “constatazione di morte”;
che hai la possibilità di vivere;
che la vita è un dono prezioso.
In quei passaggi di vita capisci che c’è da raddrizzare il tuo sentiero, che c’è da abbassare il tuo orgoglio, che c’è da colmare la tua vita di una nuova speranza, una speranza che il mondo non conosce.
Tutti i giorni, in qualsiasi situazione di vita, in ogni giorno nuvoloso o limpido, di tempesta o di sole, siamo chiamati a dare una risposta.
“Preparate la via al Signore,
raddrizzate i suoi sentieri!
Ogni burrone sia riempito,
ogni monte e ogni colle sia abbassato;
i passi tortuosi siano diritti;
i luoghi impervi spianati.
Ogni uomo vedrà la salvezza di Dio!”
E tu, che sentiero di peccato hai concretamente oggi da raddrizzare?
E tu, che monte o colle di orgoglio e superbia hai oggi da colmare?
E tu, che situazione della tua vita non permetti a Cristo di visitare?
C’è una salvezza vera che ci aspetta;
viene da Dio,
sta aspettando me e te, proprio su quella strada che tu sai…
Guarda, che ce la possiamo fare!

un servo inutile


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