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Omelia Domenicale e Festiva a cura di Don Michele Cuttano

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Narrare la Fede ai Figli Omelia Domenicale e Festiva

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Domenica 9 settembre 2012 , 23ª domenica del Tempo ordinario anno B.

Letture: Is 35,4-7a; Gc 2,1-5; Mc 7,31-37.

QUELLO CHE NON HO



Ancora una volta il Vangelo ci presenta Gesù che si china sull’umanità sofferente, non resta insensibile davanti alle infermità degli afflitti.
Viene presentato a Cristo un sordomuto.
Nell’antichità, questo tipo di infermità portava l’uomo ad una totale emarginazione.
Essere sordomuti a quel tempo significava non potersi rapportare con il mondo in nessun modo.
“Lo prese in disparte, lontano dalla folla, gli pose le dita negli orecchi e con la saliva gli toccò la lingua; guardando quindi verso il cielo, emise un sospiro e gli disse: «Effatà», cioè:«Apriti!». E subito gli si aprirono gli orecchi, si sciolse il nodo della sua lingua e parlava correttamente”.
Tutte le volte che l’umanità si incontra con il Creatore viene risanata.
Mi piace Gesù che sempre, nell’incontrare l’uomo, lo rimette in sesto non solo fisicamente ma anche a livello umano.
Questo primo aspetto deve farci riflettere:
Se Dio non ama l’emarginazione, anzi tutte le volte che la incontra la combatte, anche noi come cristiani non possiamo accettarla.
Ci sono tanti tipi di emarginazione, non esistono solo quelle legate alla malattia.
Non riesco a non pensare ai tanti esseri umani “emarginati” che incontro passeggiando per la città:
I poveri, gli extracomunitari, i malati di mente, i tossicodipendenti.
Insomma, avete capito a chi mi riferisco.
Lo so che cerchiamo di scrollarci di dosso ogni responsabilità (anche il non pensarci è un togliersi ogni fastidio per la testa).
Ma davanti a Dio non è così, il cristiano non è uno spettatore inerte di un “film tragico” che viene girato per le strade, o per le campagne, o per i mari del nostro mondo.
Non voglio poi neppure immaginare se oltre che spettatori menefreghisti diventiamo anche aguzzini dei nostri fratelli più deboli…
Io non sono uno sciocco e neppure un giornalista che ha bisogno di fare gli scoop o cose del genere per vendere il giornale.
So benissimo le difficoltà che si incontrano per andare avanti, per arrivare “a fine mese” soprattutto in alcuni ambiti, tipo l’agricoltura;
So benissimo che nel campo economico si innescano dei meccanismi perversi che mettono la gente onesta con le spalle al muro;
Sono un genitore anch’io e so, ad esempio, come è difficile in questi giorni che iniziano le scuole gestire la famiglia;
O come è tragico se in famiglia arriva una situazione di crisi legata ad una malattia grave che ti porta a fare viaggi della speranza;
So cosa significa la paura di non poter assicurare alla famiglia una minima serenità economica
Mi ricordo che c’era una canzone di Lucio Battisti che diceva che “al 21 del mese i nostri soldi erano già finiti..”.
Magari, dico io, al 21 del mese!
Ciononostante gli esseri umani sono sempre degli ESSERI UMANI, non importa il colore, la fede, la nazionalità o qualsiasi altra diversità.
Il cristiano, lo dico senza nessun moralismo ma è Gesù che lo grida, non sfrutta il prossimo, non toglie la dignità ad un fratello e non gira la testa dall’altra parte per non vedere.
Davanti a Dio il datore di lavoro fa peccato persino se trattiene presso di sè la paga dell’operaio una notte in più...
Davanti a Dio fa peccato anche chi spinge un essere umano ad essere “sfruttatore” di un altro essere umano.
Davanti a Dio è omicidio anche il non aiutare chi è in su un disperato barcone alla ricerca di una, seppur non condivisa, aspettativa di vita!
Davanti a Dio anche emarginare un dipendente perché ci è misteriosamente antipatico!
Davanti a Dio permettere queste realtà quando si può e deve intervenire è un male gravissimo!
L’umanità quando c’è un’ingiustizia è sempre coinvolta, noi siamo sempre coinvolti.
Troppo semplice dire che sono le “regole dell’economia”, che c’è la “globalizzazione dei mercati”, che l’euro ci ha messo in ginocchio, che c’è la crisi, che c’è quel determinato partito politico con quella bassa ideologia.
Tutte le ragioni o le leggi di questo mondo non ci assolvono da comportamenti che portano ad abbruttire e schiavizzare un uomo.
L’uomo è a immagine di Dio.
Chi offende un uomo offende Dio.
Fratelli carissimi, come cristiani dobbiamo fare tutti, dico proprio tutti, un esame di coscienza.
Il Vangelo ci parla di sordità.
Può capitare anche a noi di essere sordi, magari essere sordi con l’anima.
La peggiore sordità per il cristiano è non sentire più nella propria vita la voce di Dio.
Se ci fai caso Gesù, nel guarire il sordomuto, prima se lo porta in disparte.
La prima voce che il sordomuto ascolta è quella di Gesù!
La prima voce che noi escludiamo nella vita di tutti i giorni purtroppo è quella di Dio.
E’ vero, con il Battesimo anche noi abbiamo avuto il nostro “Effatà” da Cristo.
Ma se il nostro cuore non vuole ascoltare, se il nostro cuore si chiude nell’egoismo, Dio ci lascia liberi.
Cristo non violenta nessuno, non “spacca” la testa agli infedeli per convertirli.
Dio è amore, amore che è donazione, che è togliersi anche il pane di bocca per il prossimo.
La Chiesa ha sempre testimoniato questo Amore, ancora oggi la Chiesa porta questo Amore al prossimo lontano e al prossimo vicino.
Penso ai tanti ordinati(vescovi, sacerdoti e diaconi) e ai tanti cristiani che si scomodano, che ci rimettono di tasca propria, e si organizzano per i campi di accoglienza, o a quelli che vanno sulle “strade statali” alla ricerca dell’umanità perduta che mette in vendita il corpo, o a quelli che stanno vicino a chi è nella sofferenza perché carcerato, ammalato, disperato.
E non posso non pensare a tutti quei “cosiddetti cristiani” che acquistano 5 minuti di sesso da un essere umano...;
E non posso non pensare a tutti quei “cosiddetti cristiani” che hanno “schiavi” alle proprie dipendenze…
E non posso non pensare a tutti quei “cosiddetti cristiani”, sempre presenti in prima fila alle processioni di Santa Maria e che girano la testa dall’altra parte per non vedere il male;
E non posso non pensare a quei cristiani che condividono idee o principi di morte verso uomini, non dimentichiamolo mai che sono uomini come noi, che vengono disperati nel nostro paese, magari come noi non tanto tempo fa!
Che dramma per noi se dovessimo far parte di tale eletta schiera di “cosiddetti cristiani”.
Che dire, magari ci ritroviamo tutti alla messa domenicale a batterci il petto.
Che sia chiaro, battersi il petto non serve a niente se poi non si abbandona la strada del peccato, la strada dell’ingiustizia.
No, non esistono due vie per essere cristiani.
La Via è solo una:
La via è Cristo.
E’ un modo di vivere che porta sicuramente al passaggio della Croce.
Perché ci rimetti di salute, perché non sempre il bene viene ricambiato con il bene, perché certi disperati che la vita ti mette davanti sono capaci di sciopparti (toglierti) tutto;
Ci rimetti in tutto ma hai un guadagno che non ti sarà tolto:
La vita eterna.
Credimi, già su questa terra si può assaporarla.
Anche in un semplice e banale volto, il volto di Cristo nel tuo prossimo.

Semplicemente un servo inutile



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