Vedi l'Offerta del Mese
Le Migliori Offerte Sconto Entra e Vedi.......!!!

La Prova del Fuoco Per i Matrimoni

Omelia Domenicale e Festiva a cura di Don Michele Cuttano



CROCE DI SAN DAMIANO IN ARGENTO
Crocefisso di San Damiano in Argento

Braccialetto Rosario in Argento e Cristalli Swarovski con Croce e Medaglia Miracolosa
Braccialetto Rosario in Argento



Abbastanza grande per esser indossato come collana rosario
Rosario originale di Betlemme



Domenica 9 Giugno 2013 X DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO ANNO C


Letture: Prima Lettura 1Re 17,17-24 Seconda Lettura Gal 1,11-19 Vangelo Lc 7,11-17


HAPPY DAYS ARE HERE AGAIN


Gesù è sempre in cammino e la Sua attenzione non è solo attratta dal grido di preghiera del mondo,
ma Lui, senza essere da noi aspettato o invocato, si presenta al momento giusto.
Quante volte chiacchierando con i miei prossimi è venuto fuori proprio questo pensiero e cioè che in un momento buio, difficile, di assoluto abbandono Cristo è passato.

Cristo ci ha rivolto per primo la Parola, Cristo, sì proprio Lui, ha chiamato noi.
“Quando fu vicino alla porta della città, ecco, veniva portato alla tomba un morto, unico figlio di una madre rimasta vedova; e molta gente della città era con lei.
Vedendola, il Signore fu preso da grande compassione per lei e le disse: Non piangere!.”

La nostra società produce tanti tipi di morte, ci capita spesso di assistere impotenti a questi cortei di tristezza. Non pensiamo solo alla morte fisica, ma rivolgiamo la nostra attenzione ai tanti drammi dei nostri giorni che magari avvengono alle porte delle nostre abitazioni…
La perdita del lavoro, la perdita di un affetto, la perdita di una persona cara, la perdita della speranza. Sono percorsi che umanamente hanno una tappa finale certa: il dolore, la solitudine, a volte il caposanto. Io, non so voi, vedo la gente, la società civile, assistere impotente e quasi rassegnata a queste storie amare. Sì, ci sentiamo impotenti di fronte a tanto male e a certe difficoltà che ci sembrano uno “tsunami” sempre in crescita!
La storia descritta nel Vangelo di questa Domenica effettivamente ci presenta una sofferenza immensa e senza speranza di consolazione, ci parla di un ragazzo morto, figlio unico di madre vedova!

Nessuna possibilità di compensazione umana. Ma accade l’insperato attraverso un Incontro del tutto inaspettato! Nain da luogo di morte si trasforma in luogo di vita grazie al passaggio di Cristo.
In questa cittadina si incontrano due cortei, uno triste e disperato che accompagnava un morto verso il cimitero ed un altro quasi anonimo, fatto di uomini semplici, ricolmi di tante debolezze, ma con una ricchezza immensa:

Cristo con i suoi discepoli.
E lo sguardo di Gesù va a cercare quello della donna disperata. Il Volto di Cristo non è distaccato dalla miseria e dal dolore umano, ma si commuove.
Gesù non solo vede e si commuove, ma si fa avanti.
Cristo si fa buon samaritano della nostra umanità, Lui si ferma presso l’uomo perso, non fa spallucce e non lancia accuse verso coloro che sono disperati.
Ammettiamolo, quella mamma piangente è icona di tutti noi in certe stagioni della vita.
“Vedendola, il Signore fu preso da grande compassione per lei e le disse: «Non piangere!». Si avvicinò e toccò la bara, mentre i portatori si fermarono”.
Gesù diventa subito consolatore e, attenzione, appena interviene Cristo i portatori, coloro che conducevano verso il cimitero, si fermano.
Sì, tutte le volte che Cristo interviene i nostri percorsi di morte si arrestano! Quando Cristo tocca il legno della nostra Croce ci viene donata subito la vita.
Cristo fa qualcosa che secondo la nostra mentalità è insensato, rivolge la Sua Parola ad un morto e gli ordina di vivere! “Ragazzo, dico a te, àlzati!”.

La Presenza di Cristo, fratello carissimo, trasforma la morte in vita. Non vince più la morte ma in Cristo vince la vita. Carissimo amico, viandante in questo tempo di immense incertezze, dove ogni nostro percorso è senza speranza e senza una meta certa…
Questo brano del Vangelo viene a dirci che la nostra fede deve risvegliarsi dal sonno mortale che ci costringe a portare ogni nostra storia verso un cimitero. Sì, questo incontro con Cristo risuscita il figlio unico di madre vedova di Nain e risuscita anche tutti noi, anche come Chiesa.
Un uomo, la Chiesa che si incontra con Cristo è portatrice di vita nuova.

Abbiamo sperimentato come i tanti profeti del mondo stanno producendo solo disperazione, ci allontanano da Dio. Ritorniamo all’incontro con Cristo, lasciamo che le nostre strade si incrocino con Gesù. Come Chiesa permettiamo all’uomo di incontrare Cristo che passa con i suoi discepoli e trasforma la morte in vita. Magari fossimo anche noi fra questi suoi discepoli accompagnanti e portanti…Perché, come dice il Salmo 30…
Hai mutato il mio lamento in danza, mi hai tolto l'abito di sacco,
mi hai rivestito di gioia, perché ti canti il mio cuore, senza tacere…

un servo inutile








Home Page . Torna su OMELIA Domenicale