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Omelia Domenicale e Festiva a cura di Don Michele Cuttano

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Narrare la Fede ai Figli Omelia Domenicale e Festiva

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Domenica 8 Gennaio 2012 Battesimo del Signore Anno B

LETTURE: Is 55,1-11; Is 12,2-6; 1 Gv 5,1-9; Mc 1,7-11

INVITO AL VIAGGIO



Il Vangelo di questa Domenica inizia con una scelta di Gesù che, secondo la mentalità del mondo, è “sbagliata”.
Il fatto che Cristo decida di ricevere il Battesimo implica, da parte Sua, una scelta, una preferenza.
Il Figlio di Dio si mette in fila con i peccatori per ricevere il Battesimo di Giovanni.
Chi lo avrebbe visto in mezzo a tanti peccatori cosa avrebbe pensato?
Oggi noi diremmo che è una scelta “politicamente non corretta”, che ha sbagliato “sponda” del Giordano.
A Gesù i giudizi umani non interessano affatto!
Il fatto importante è che Lui ha scelto di stare “dalla parte” dei peccatori.
Il Battesimo, se non lo sapete, ci fa entrare a far parte della Chiesa, ci dona una nuova famiglia.
Ebbene, la famiglia che Dio ha scelto per suo Figlio, a quanto pare, è fatta di peccatori.
Faccio peccato o offendo le vostre orecchie pure se vi dico che in pratica Cristo ha scelto me e te?
Dio che si relaziona con la nostra umanità laddove questa è sconfitta dal male.
Dio che non ha paura di sporcarsi nelle acque piene di peccato del Giordano, Dio che si sporca le mani, le vesti: pur di starmi accanto prende il mio male su di Sè.
Cristo che mi è compagno di viaggio nelle mie miserie quotidiane, nelle mie sconfitte, nei miei rinnegamenti, nei miei giudizi.
Penso che anche i peccatori in fila da Giovanni, se lo avessero riconosciuto, avrebbero pensato : “Il Figlio di Dio che ci fa qui? Noi ci purifichiamo perché vogliamo andare da Lui e Lui invece che viene da noi!”
E’ Dio che fa il primo passo verso di noi, non siamo noi che andiamo da Lui.
Attenzione però, in quest'incontro avvengono dei fatti straordinari.
Un semplice gesto di purificazione viene trasformato in un “sacramento di vita eterna”
-E, uscendo dall’acqua, vide aprirsi i cieli e lo Spirito discendere su di Lui come una colomba. E si sentì una voce dal cielo: “Tu sei il mio Figlio prediletto, in te mi sono compiaciuto”-
E’ il Battesimo che ci dona lo Spirito Santo per diventare nuove creature, per trasformarci in Chiesa Santa e in cammino di conversione.
Cari fratelli, c’è purtroppo da mettere in evidenza che, spesso, quando noi parliamo di sacramenti, nella fattispecie del Battesimo, tanti sono gli aspetti che curiamo, a cui dedichiamo tante attenzioni ma dimentichiamo la cosa più importante.
Mi è capitato spesso di preparare le coppie di genitori e padrini per il Battesimo dei loro bambini.
Le loro facce sono eloquenti, assenti, con la mente altrove…
I genitori sono presi dalla festa al locale, dalle bomboniere, dal vestito e dal fotografo;
i padrini dalla catenina da regalare…
Abbiamo ridotto il Battesimo dei nostri figli ad un vuoto evento di consumismo.
E la vita eterna? E la fede da trasmettere? E la testimonianza? E la conversione?
Mi rendo conto che, se vogliamo ritrovarci come cristiani, dobbiamo ripartire dal nostro Battesimo.
Ripartire da un Sacramento che abbiamo già ricevuto significa rivivere, riscoprire questo Sacramento.
E’ come quando vuoi riconquistare l’amore di un qualcuno che hai perso.
Devi ritornare alle radici, ritrovare la molla che ti ha spinto a dimenticare l’universo che ti circonda per amare quella persona.
Sì, è vero, quando ami veramente qualcuno dimentichi tutto quello che ti circonda, non ti importa più niente di niente, pensi solo a quella persona.
E’ importante, per ognuno di noi, vedere cosa è rimasto nel proprio vissuto del Battesimo.
Laddove, con molta sincerità, dovremmo riconoscere che in noi è rimasto poco o niente non dovremmo far altro che rivolgerci al nostro caro “Compagno di viaggio”.
Cioè, si tratterebbe di scegliere con chi si vuole riprendere a camminare nella vita.
Questo nostro riprendere un nuovo cammino non deve essere solo un “pio” pensiero invernale.
Davanti a Dio dire e non fare non conta proprio un bel nulla.
Riprendere in mano il Battesimo significa per molti versi ritornare ad essere dei catecumeni, dei cristiani che si mettono in cammino facendosi accompagnare da Madre Chiesa.
Non ci si diventa cristiani con una bacchettata magica stile mago Merlino o, dato che vanno molto di moda di questi tempi, con una “manovra economica”.
E’ un lento e serio cammino alla sequela di Gesù.
Un giorno ci chiederanno che cosa abbiamo fatto del nostro Battesimo…
Quanti avranno da tirare fuori solo la catenina, qualche foto, un filmino con volti con sorrisi tirati da abbondanti incollate “attak”, un certificato d’idoneità e il nostro cuore inaridito con un manifesto attaccato sopra,di quelli tipo a lutto, con la scritta:
“Qui giace soffocato, da me non alimentato, senza aver portato frutto, il mio Battesimo”.
Il Battesimo, il nostro Battesimo, tempo di conversione, tempo per riprendere il cammino.
Termino donandovi un raccontino di Fedro:
Un cervo, dopo aver bevuto ad una limpida fonte, vi si fermò e scorse nella limpida acqua il suo aspetto. Qui ammirò le sua ramose corna e disprezzò la brutta sottigliezza delle gambe. All’improvviso udì le voci dei cacciatori e scappò per i campi scansando, con veloce corsa, i cani.
Poi, l’animale si rifugiò nel bosco, dove, le sue corna si impigliarono in alcune fronde.
Fu raggiunto dai cani e straziato dai loro morsi.
Si dice che morendo abbia detto quanto segue: “Disgraziato che sono! Ora capisco, infine, quanto utili a me siano state le cose che avevo disprezzato e quanta rovina, invece, mi abbiano recato quelle che avevo tanto lodato”.
A volte abbiamo dei tesori nella nostra vita spirituale che non apprezziamo, che dimentichiamo per correre dietro e ammirare tante altre cose di cui non rimarrà proprio un bel fico secco, anzi che un giorno ci saranno solo d’intralcio.

un servo inutile, finchè ci sono


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