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Il Santo del Calendario:
Omelia Domenicale e Festiva a cura
di Don Michele Cuttano



CROCE DI SAN DAMIANO IN ARGENTO
Crocefisso di San Damiano in Argento

Braccialetto Rosario in Argento e Cristalli Swarovski con Croce e Medaglia Miracolosa
Braccialetto Rosario in Argento



Abbastanza grande per esser indossato come collana rosario
Rosario originale di Betlemme



Domenica 7 Luglio 2013 XIV Domenica del tempo Ordinario anno C

LETTURE: Is 66, 10-14; Sal 65; Gal 6, 14-18; Lc 10, 1-12. 17-20

IL DONO DEL DISCEPOLO…




Cristo sceglie degli uomini che precedono la Sua venuta!
I settantadue avevano toccato Cristo;
ascoltato Cristo;
sorriso a Cristo;
sofferto con Cristo;
faticato con Cristo;
gioito con Cristo;
avevano incontrato in Cristo l’Amore di Dio.
E vengono inviati.
Condizione indispensabile per essere inviati è averLo incontrato nella propria esistenza.
Serve poco solo una conoscenza meramente teorica di Dio:
è Dio che si cala nella storia di ognuno di noi.
Nessuno si offenda, ma a volte decenni di seminario e conoscenza di centinaia di libri può non bastare, se manca l’Incontro con Cristo nella vita puoi anche non essere Suo discepolo!
Vengono messi in movimento da questo incontro.
Vengono inviati non per riempire un tempio, o per fare del proselitismo,
ma per portare un Seme.
Questi inviati che precedono Cristo sono presenti anche in mezzo a noi oggi;
potremmo essere anche noi…
“Andate: ecco io vi mando come agnelli in mezzo a lupi”.
Può sicuramente non piacerci ma il discepolo inviato da Cristo è umanamente indifeso, si espone in prima persona, in balia degli uomini a cui viene inviato.
Il contesto sociale in cui vivono si importa poco delle loro sorti;
sembrerebbe quasi che le umiliazioni e le persecuzioni che vengono loro arrecate in questa missione non abbiano lo stesso valore rispetto ad altri tipi di inviati.
Poveri agnelli di Cristo, non diventeranno mai lupi…
per questo il mondo non si interessa delle loro sorti:
l’agnello è agnello, che si pretende…!
Come tanti sciocchi potremmo pensare a storie ormai archiviate nel passato del cristianesimo.
Sono poche le sentinelle che non sono abbioccate e urlano,
molti fanno bei sogni profondi e si fermano alle facciate dei templi pensando che essere cristiani sia riscaldare un banco.
Grazie a Dio abbiamo il Papa che decisamente sta cercando di svegliare i servi di Cristo addormentati dalle “sirene” del mondo.
Discepoli di Cristo e non discepoli del mondo.
Chi ama le cose e le ricchezze del mondo non appartiene a Cristo ma al demonio.
E’ un segno inequivocabile della presenza di Cristo nel mondo:
la persecuzione dei Suoi inviati.
E’ scandalosa l’indifferenza che coglie la società e a volte la Chiesa stessa di fronte a queste storie quotidiane di persecuzioni a causa della testimonianza di Cristo.
A volte sembra, ma è una mia impressione personalissima, che per le nostre società civili, un inviato di guerra valga molto di più di un inviato che porta l’Amore di Cristo.
Come Chiesa si è consapevoli che questa realtà di rifiuto e persecuzione è una caratteristica del vero discepolo di Cristo.
Scorrendo le pagine della Bibbia ce ne possiamo rendere conto: è una costante!
Ma il cristiano va sempre oltre; ha il volto verso l’Altissimo:
“non portate borsa, né bisaccia, né sandali…”
Il discepolo di Cristo non ha sicurezze che gli vengono né dalle ricchezze, la borsa infatti è la sicurezza del ricco;
e neppure dalla cose che gli vengono offerte, la bisaccia infatti è la sicurezza del povero…
e neppure i sandali sono importanti per il servo del Vangelo, a coprire i piedi rischieremmo di velare quanto ci dice il profeta Isaia: “Come sono belli i piedi di coloro che recano il lieto annuncio di pace”.
L’unica sicurezza del discepolo è confidare nella Parola del Signore.
Nel momento della tribolazione non serve né la borsa del ricco e neppure la bisaccia del povero:
Basta solo Cristo.
L’apostolo ci direbbe per me il vivere è Cristo.
Il cammino del discepolo è lo stesso cammino del Maestro;
l’identità del discepolo è la stessa identità del Maestro.
Se il Maestro ha condiviso anche il discepolo condivide.
Tutto quello che il discepolo “possiede” è un qualcosa che lo allontana dal prossimo;
tutto quello che il discepolo condivide è un qualcosa che lo unisce al prossimo.
Se Cristo ha scelto la povertà, questa povertà è la carta d’identità della Sua Chiesa;
Se Cristo ha scelto la donazione totale, questa donazione identifica anche oggi la Sua Chiesa;
Se Cristo ha scelto il cammino della Croce, questo è il cammino che la Sua Chiesa anche oggi deve percorrere.
Quello che porta il discepolo è la Pace intesa non come frutto di perverse contrattazioni
o di forzate conversioni..
La Pace è il primo annuncio che gli angeli fanno alla nascita di Cristo ed è la benedizione di Dio per ogni uomo.
Può anche non essere accolta ma viene da Dio e deve essere portata dal discepolo al mondo.
Ogni cammino è chiaro solo quando è fatto per intero:
“I settantadue tornarono pieni di gioia…”
Il senso del cammino del discepolo non è solo vedere la vittoria sul male:
“Non rallegratevi però perché i demòni si sottomettono a voi…”
il vero senso del discepolato è:
“…rallegratevi piuttosto che i vostri nomi sono scritti nei cieli”.
Non un semplice ritorno dell’uomo peccatore a Dio ma un divenire figli nel Figlio.
Di appartenere a Dio totalmente,
di essere in comunione totale con il Padre;
di essere famiglia di Dio.
E’ questo il più grande dono per il discepolo:
Essere figli dell’Altissimo;
non c’è più grande gioia per l’uomo che ritornare alla propria dignità di figlio di Dio:
come Chiesa abbandoniamo le ricchezze e le sicurezze del mondo, facciamolo come San Francesco che si spogliò, non solo teoricamente, di quanto apparteneva all’uomo e fu rivestito da Cristo!

Vostro servo inutile, don michele cuttano.





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