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Omelia Domenicale e Festiva a cura
di Don Michele Cuttano


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Narrare la Fede ai Figli
Omelia Domenicale e Festiva


V Domenica T.O. anno “c” Domenica 7 febbraio 2010

LETTURE: Is 6,1-2,3-8; Sal 137; 1 Cor 15,1-11; Lc 5,1-11

A DAY IN THE LIFE (UN GIORNO NELLA VITA)


Personalmente non so quante volte al giorno vi chiedete quale sia oggi, concretamente, la vostra missione.
Vabbè, lo so che non è una domanda da perderci il sonno…;
Penso onestamente che, comunque, è una domanda che come cristiani dovremmo rivolgerci;
quantomeno per vedere dove stiamo andando.
“In quel tempo, mentre la folla gli faceva ressa attorno per ascoltare la parola di Dio, Gesù, stando presso il lago di Genèsaret, vide due barche
accostate alla sponda”
E’ straordinario che l’attenzione di Cristo, in un tal trambusto, sia per due barche ormeggiate e come ci dirà più avanti il Vangelo, piene di amarezza.
Quante volte ci siamo detti che Dio non poteva vedere e interessarsi alle nostre esistenze?
Se dite che non vi è mai capitato siete bugiardi!
Questo nostro pensiero è un giudizio che a volte emettiamo, l’unico imputato, colpevole, è Dio…
E il Vangelo ci dice che ci sbagliamo, alla grande ci sbagliamo.
“Salì in una barca…”
Gesù fa anche una scelta, decide di salire su una delle due barche, di entrare in una storia ordinaria e di trasformarla in una storia straordinaria.
Dietro a significati teologici meravigliosi relativi alla scelta di Gesù della barca di Simone come la barca della Sua Chiesa, si nascondono dei
significati più “bassi”, ma non meno importanti, che ci invitano a pensare alla scelta di Gesù della nostra barca…
Una vita ordinaria quella di Simone, potremmo dire come il titolo di una bella canzone “una vita da mediano”, a prendere solo botte alle gambe e
qualche bella gomitata sui fianchi oppure sul volto e sputi sull’anima.
Le nostre giornate, gli anni della nostra vita, sono cadenzati da ritmi così ordinari e grigi o da copioni già scritti e interpretati migliaia di volte che
diventano per le nostre anime, vive, degli irriverenti sputi.
E scendi al mattino presto, prendi il bus poi il metrò o la tua auto e corri per i tuoi corridoi della vita per raggiungere la tua postazione di computer…
Magari, cambiando qualche elemento, molte esistenze hanno questi “diamanti spenti” di vita quotidiana…
E pensi che sia tutto lì, ti pieghi, si piega la tua anima, non diventano grigi solo i capelli;
è la vita che si ingrigisce.
Ma c’è una cosa straordinaria, di fronte a questa morte qualcosa in noi continua a battere, a tenerci in vita….
C’è un lamento silente e suadente, come un pianto soffocato che la nostra anima continua ad elevare per anni, senza a volte sapere neppure verso chi
rivolgere questa assurda preghiera;
assurda perché chi mai potrà ascoltare il gemito silenzioso della nostra anima?
Avete mai visto un raggio di sole che squarcia le nuvole nere di una giornata di temporale?
Dalle mie parti capita spesso.
Laddove si posa quel raggio di sole tutto prende colore, intorno rimane grigio ma quel luogo colpito dal raggio di sole ha dei colori meravigliosi;
se ti capita di vederlo in campagna è qualcosa di magico!
Lo sguardo di Cristo nella tua e nella mia vita,
riesci a vedere dove si posa, dove sta dando una vita nuova?
Cristo che coglie la nostra disperazione in questo tempo, che posa il Suo Amore sul nostro vuoto.
Cristo che coglie la disperazione di una notte sterile di pesca di Simone;
Cristo coglie la sterilità delle nostre esistenze, Lui conosce le nostre lacrime, anche quelle che la nostra anima nasconde persino a noi stessi.
Quante volte anche noi nella nostra vita non abbiamo raccolto nulla e nulla sarebbe stato già abbastanza;
Quante volte quell’amarezza di fondo ci inquina anche la speranza,
portandoci a pensare che la vita è tutta questa!
“Prendi il largo e gettate le vostre reti per la pesca”.
Anche queste parole di Gesù abbiamo udite nella nostra vita e ora ci sembrano pure un affronto, una presa in giro:
Quante volte abbiamo tentato di ricominciare…
E’ vero, tante volte abbiamo provato e riprovato.
Simone mi fa impazzire per la sua faccia tosta, ha il coraggio di cantargliele a Gesù:
“Maestro, abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla …”
Guarda che Pietro non è mica un pasticciere, è un pescatore esperto e se non ha pescato niente tutta la notte non è perché ha beatamente riposato…
Peraltro è da incompetenti andare a pescare di giorno…
Che dici, lo avrà pensato per un attimo Pietro?
Avrà pensato quello che capita anche a noi di pensare che…
proprio in questo matrimonio;
proprio in questa parrocchia;
proprio in questo gruppo;
proprio in quest’ufficio;
proprio in questa società;
proprio in questa vita mia…,
ci siamo convinti, non ci sarà mai gioia piena.
“…ma sulla Tua Parola getterò le reti”.
C’è Cristo che ci dice di gettare ancora le reti nella nostra vita,
solo in Lui possiamo sperare l’impossibile.
Pietro lo sa, non ha altro dove appoggiarsi se non ad una Parola.
Anche la nostra fede non ha altro appoggio se non la Parola di Dio.
Per questo mondo può essere meno di niente…
Per Pietro diventa vita, diventa un’azione concreta:
“Fecero così e presero una quantità enorme di pesci e le loro reti quasi si rompevano. Allora fecero cenno ai compagni dell’altra barca, che venissero
ad aiutarli. Essi vennero e riempirono tutte e due le barche fino a farle quasi affondare”.
Questo riempimento di Dio di una esistenza vuota diviene subito chiamata, testimonianza per altri esseri umani.
Gesù riempie la barca di Pietro e lui chiama i suoi amici…
Cristo riempie la nostra vita che diventa subito chiamata, testimonianza per altri esseri umani.
Così i nostri percorsi quotidiani in bus, in metrò, in auto, nei corridoi, nei condomini, nelle stanze di casa, nella parrocchia, dal meccanico,
dall’elettrauto
diventano la nostra chiamata alla gioia piena.
Chi incontra l’Amore diviene, come un angelo, testimone dell’Amore…
ed in questa testimonianza quotidiana trova la sua perla preziosa, la sua vera gioia.
“…lasciarono tutto e lo seguirono”.
Dimmi un po’,
dai riproviamo a gettare le nostre reti…?
dai riproviamo ad amare…

semplicemente un servo inutile in Cristo.





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