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Omelia Domenicale e Festiva a cura di Don Michele Cuttano

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Narrare la Fede ai Figli Omelia Domenicale e Festiva

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Domenica 6 Novembre 2011 XXXII Domenica del Tempo Ordinario Anno A

Letture: Sap 6,12-16; Sal 62; 1 Ts 4,13-18; Mt 25,1-13

L’APPUNTAMENTO


Lentamente ci stiamo avvicinando al periodo di avvento, lo si capisce dai Vangeli che leggeremo in queste settimane che lo precedono.
Questa Domenica, ad esempio, il Vangelo ci parla di un appuntamento, di un incontro tutto particolare, con dieci vergini!
Chissà perché quando si parla di incontrarsi con Gesù i cristiani hanno sempre qualche timore…, mentre Dio, quando descrive questi “appuntamenti”, porta sempre situazioni di gioia, di festa.
Questa settimana, infatti, ci sono dieci vergini che si preparano ad accogliere lo sposo.
Nel primo versetto c’è subito un verbo che ci spinge a riflettere sulla nostra esistenza…. “Il regno dei cieli è simile a dieci vergini che, prese le loro lampade, uscirono incontro alla sposo”.
Uscire, è un verbo che descrive gli aspetti fondamentali della nostra vita.
Siamo usciti dal grembo di nostra madre e abbiamo incontrato la luce del sole;
siamo usciti dalla nostra solitudine quando abbiamo incontrato il primo amico;
quando ci siamo innamorati siamo usciti da noi stessi e aperti ad un essere umano;
per chi è sposato c’è stato un giorno in cui è uscito dalla casa dei ricordi per entrare in quella del domani;
usciamo la mattina per lavoro,
usciamo per andare a scuola,
usciamo per intraprendere un viaggio;
usciamo da un amore…
Usciremo un giorno per sempre da questa vita per unirci a Dio in maniera completa, fisica e spirituale.
Ecco, non so voi, ma quando ho un appuntamento io mi preparo, uso una spazzola per i capelli (i reduci), mi inzacco una bella camicia, la cravatta, un spruzzo di acqua di colonia(quella che mi piace tanto)
Questo in linea di massima, altre volte, per situazioni particolari, mi preparo diversamente!
Per uscire ci si prepara in modo da essere graditi alla persona che si incontrerà.
Se esci per non incontrare nessuno ti prepari o come piace a te o non ti prepari affatto!
Caro fratello dell’anno 2011, il brano del Vangelo odierno parla di 5 vergini sagge e di cinque vergini stolte.
La loro saggezza o stoltezza è legata unicamente al come si sono preparate per “l’incontro cruciale della loro vita”.
Ci sono modi e modi per prepararsi a questo incontro:
C’è un attesa attiva che ci chiama in causa, ci coinvolge, un’attesa che appartiene al nostro oggi.
Ogni essere umano appartiene al gruppo delle dieci vergini, ognuno di noi ha la certezza di questo appuntamento.
Ognuno è libero di prepararsi a modo suo, c’è un tempo dove ognuno di noi è chiamato a vivere il proprio essere cristiano esercitando il proprio libero arbitrio.
Sembra infatti che lo Sposo tardi ad arrivare, lasci andare le cose come ognuno vuole, sia assente.
Questo è il tempo per capire che cristiano sei.
Sì, proprio nel prepararti a questo incontro si gioca tutta la nostra vita.
L’attesa è lunga?
Ti rendi conto che il mondo va per fatti suoi e non attende più nessuno?
E allora scegli.
Segui le cose del mondo, mettiti alla ricerca tutti i giorni di come fare soldi, di come spassartela e godere dei beni che hai, non perdere tempo a fare il bene, se proprio lo vuoi fare fallo a te stesso che ne hai tanto bisogno: lo sposo tarda, magari non verrà più!
Credi che lo Sposo verrà?
Bene, allora vivi l’oggi in funzione di questo incontro.
Vigila e sii perseverante in questa attesa.
Fratello, vivere pensando a questo incontro non significa vivere pensando giorno e notte alla morte, ma significa riempire la tua vita di contenuti veri, indistruttibili dal tempo e preziosi davanti a Dio.
La fede si alimenta di opere buone, non quelle che farai magari domani ma quelle che fai oggi.
Quella lampada che ci è stata affidata con la vita va riempita con l’olio delle opere buone, quelle fatte per il prossimo che non può ricambiarti in nessuna maniera.
San Francesco (che Santo) arrivato alla fine dei suoi giorni terreni diceva ai presenti :”Fratelli cominciamo a fare il bene, perché finora abbiamo fatto poco!”
Una sola cosa ti chiedo: Ti prego non vivere la tua vita da cristiano facendo “nà bott e nà bott”, un cristianesimo da trasformista, da tiepido, fa venire la nausea persino a Dio!
Il raccontino ci sta…..
Ogni mattina un re potente e ricchissimo riceveva l’omaggio dei suoi sudditi.
In mezzo agli altri, puntuale ogni mattina, arrivava anche un silenzioso mendicante, che porgeva al re una mela. Poi, sempre in silenzio, si ritirava.
Il re abituato a ricevere ben altri regali, con un gesto un po’ infastidito, accettava il dono, ma appena il mendicante voltava le spalle cominciava a deriderlo.
Il mendicante non si scoraggiava.
Tornava ogni mattina a consegnare nelle mani del re il suo dono. Il re lo prendeva e lo deponeva macchinalmente in una cesta. La cesta conteneva tutte le mele portate dal mendicante e ormai straripava.
Un giorno, la scimmia prediletta del re prese uno di quei frutti e gli diede un morso, poi lo gettò sputacchiando ai piedi del re.
Il sovrano, sorpreso vide apparire nel cuore della mela una perla iridescente.
Fece subito aprire tutti i frutti accumulati nella cesta e trovò all’interno di ogni mela una perla.
Meravigliato il re fece chiamare lo strano mendicante e lo interrogò.
“Ti ho portato questi doni per farti comprendere che la vita ti offre ogni mattina un regalo straordinario, che tu dimentichi e butti via perché sei circondato da troppe ricchezze.
Questo regalo è il nuovo giorno che comincia” .
Già, ogni nuovo giorno può essere un nuovo incontro con Cristo, magari lo incontriamo nel prossimo…

servo inutile

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