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Il Santo del Calendario:
Omelia Domenicale e Festiva a cura
di Don Michele Cuttano



CROCE DI SAN DAMIANO IN ARGENTO
Crocefisso di San Damiano in Argento

Braccialetto Rosario in Argento e Cristalli Swarovski con Croce e Medaglia Miracolosa
Braccialetto Rosario in Argento



Abbastanza grande per esser indossato come collana rosario
Rosario originale di Betlemme



VERRANNO A CHIEDERTI DEL NOSTRO AMORE

Domenica 6 Aprile 2014 V Domenica di Quaresima - Anno A

Letture: Ezechiele 37,12-14; Salmo 129; Romani 8,8-11; Giovanni 11,1-45



Sai, c’è qualcuno che si sta interessando di te, neppure lo immagini ma sta chiedendo aiuto per te:
“Le sorelle mandarono dunque a dirgli: «Signore, ecco, il tuo amico è malato».”
Queste sorelle avevano fatto esperienza di Gesù, lo avevano onorato in vari modi, eppure sembra che la loro richiesta di aiuto venga disattesa…:
Lazzaro muore! Quante volte nella nostra vita abbiamo sentito questa sottile e gelida impotenza, la certezza che ormai è troppo tardi per noi, siamo entrati nella morte e non possiamo più uscirne fuori. E, pur continuando a vivere, a dispensare sorrisi di circostanza, a parlare del più e del meno, di quel prete che è scappato con la solita parrocchiana, del capo del governo, del vicino di casa che è un fetente, di quella nostra amica sposata che si “innamora” di tutti, della crisi economica.
Stiamo desiderando il sepolcro come una liberazione. Certi giorni per alcuni è proprio così.
Rinchiusi nel nostro sepolcro buio che preferiamo a tutto il resto; così profondamente stracciati nell’anima. E sì, che abbiamo tentato tante volte di darci un “botta di vita” ma poi è stato peggio di prima. Forse non lo ha capito neppure nostra moglie, o nostro marito, o l’amante…
Che ti sei arreso e non aspetti più niente; barricato dal di dentro nel tuo inviolabile sepolcro.
Sai, chi ti ama per davvero invece ti ha visto dove ti sei andato a ficcare, anche se tu hai fatto di tutto per non far capire niente a nessuno. Ma il Suo sguardo ti ha seguito: che Dio presbite e non miope, vede bene da lontano… In realtà lo avevi proprio dimenticato che Lui ti avrebbe seguito fino al tuo sepolcro. Tante volte hai gridato invano che alla fine ti sei arreso.
Come il neonato del vicino di casa che piange, piange, piange per ore e ore e alla fine si arrende e infine senti solo qualche suo piccolo esausto singhiozzo di resa.
Nessun essere umano ha saputo condividere con te il tuo affanno, il tuo bisogno d’aiuto prima di cadere nella fossa della morte, hai ricevuto solo giudizi sulla tua vita.
Tu non lo hai visto, non sapevi neppure che esistesse ma un “qualcuno” ha continuato a chiedere aiuto per te, a indicare il tuo sepolcro a Dio.
E Lui è arrivato fino a te, si è chinato sulla tua vita e ha condiviso il tuo dolore, ha sentito la tua solitudine, ha messo la mano nella tua disperazione, non si è schifato del puzzo del tuo peccato,
si è fatto uomo come te, per te!
“Gli dissero: «Signore, vieni a vedere!». Gesù scoppiò in pianto”.
Cristo che scoppia a piangere come tu hai fatto tante volte davanti alla tomba della persona più cara al mondo, che ti ha lasciato quando era decisamente troppo presto…
Tu hai pianto perché volevi che lui fosse qui ancora con te, ora.
E’ Gesù fa lo stesso con te? Cristo ti ama veramente. Questa è la sconfitta della tua morte;
questo è l’Amore che ti spalanca il sepolcro, che è più forte della morte.
L’Amore che vince.
Non è con la forza, non è con la “Legge” e neppure con la vendetta che si vince il male che ci attanaglia ma è la forza dell’Amore. L’Amore che genera il Perdono.
Quante morti e quanti sepolcri abbiamo generato nelle nostre vite: i nostri matrimoni;
i nostri luoghi di lavoro; persino le nostre parrocchie; le nostre città…
Quanti piani per sconfiggere il male sono naufragati miseramente.
Caro fratello, io non conosco il tuo nome e neppure la tua storia ma vorrei chiamarti almeno una volta nella tua vita “Lazzaro”. Lazzaro significa “Dio ha soccorso”.
Tante volte mi capita di essere chiamato nel mio ministero a …
“Intanto Gesù, ancora profondamente commosso, si recò al sepolcro; era una grotta e contro vi era posta una pietra.
Disse Gesù: «Togliete la pietra!».”
…chiamato a togliere la pietra. Sai, con le mie paure e i miei timori, di sentire cattivo odore, di sporcarmi le mani…
Anche perché, lo devo dire con molta sincerità, ho esperienza personale di questo puzzo del peccato, e lo so riconoscere da lontano… Fa schifo, sa proprio di morte!
Ma c’è bisogno di una mano che rotoli il masso ed io sinceramente non posso tirarmi indietro;
magari trascuro un po’ la parrocchia ma c’è sempre un sepolcro di un Lazzaro dove il Signore mi manda. Certo, vorrei starmene con un turibolo in mano in parrocchia a dispensare fumi di profumato incenso ed invece mi trovo d’inverno al fresco e d’estate al caldo a rotolare massi…,
pensando all’indimenticabile giorno in cui “uno” non si è schifato del mio puzzo e ha rotolato il mio masso! Ricordo ancora il volto di questo essere umano;il primo volto del mio ritorno alla vita.
Caro Lazzaro che leggi, è tempo di uscire dal sepolcro; la porta è spalancata e
Cristo ti chiama. Cristo chiama ad uscire dal sepolcro anche la nostra città,
di incontrare il Volto dell’Amore nella condivisione della sofferenza.
Lascia che ti sciolga le bende, delicatamente, e va verso Colui che ti ha dato la vita.
Sai, te lo devo proprio dire: la tua e la mia anima aspettavano da una vita questa chiamata di Cristo!

un servo inutile






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