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Omelia Domenicale e Festiva a cura di Don Michele Cuttano

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Narrare la Fede ai Figli Omelia Domenicale e Festiva

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Braccialetto Rosario

Abbastanza grande per esser indossato come collana rosario
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Il Libro Consigliato


Domenica 4 Novembre 2012 XXXI Domenica T.O. Anno B

Letture: Deuteronomio 6,2-6; Salmo 17; Ebrei 7,23-28; Marco 12,28b-34

E PIU’ TI AMO



Questa settimana si presenta a Gesù uno scriba con una di quelle domande che valgono una vita…
Tranquillamente questa domanda potrebbe essere fatta non solo da un seguace di Cristo ma da ogni essere umano:“Qual è il primo di tutti i comandamenti?”
Possiamo tradurre questa domanda in questa maniera:
Cosa si aspetta Dio da un essere umano?
O magari per essere un po’ più birbanti:
“Cosa si aspetta concretamente Dio da me e da te?”
Ecco, sono certo che il lettore di questo commento, un po’ come un esperto viandante per i sentieri a volte angusti della vita, conosce bene la risposta, non ha bisogno di maliziose conferme come lo scriba in questione.
Gradirei proprio non fare i classici dieci minuti di catechismo;
Vi offendete se vi dico che magari non abbiamo l’età per imparare la “dottrina”?
Lo so, lo so che in molti casi ci vuole ed è importante anche quella ma io spero che, coloro che mi seguono in questi incontri, conoscano e abbiano inteso che il cristianesimo è un’esperienza concreta di vita, di vita in Dio.
Dio è Amore e ci comanda di amare.
Fratello carissimo, vecchio amico mio, che sei alla ricerca della felicità, di quella serenità di vita che è un diritto di ogni essere umano, non perderti in 10 comandamenti o in ulteriori 613 precetti o divieti,
non ti accontentare cercando la foce;
Vai alla fonte:
Dio è Amore.
Il Vangelo di questa Domenica ci parla di un comandamento dell’amore;
Attenzione cari fratelli, non confondetevi nel pensare che per comandamento si intenda “l’obbligo” ad amare:
Dio non ci obbliga a fare niente.
Decisamente sarebbe una cosa abbastanza strana essere obbligati ad amare…
Che amore sarebbe?
Sinceramente, non vi pare che sia proprio così?
Dio ci comanda di amare…
Co-mandare, mandare insieme:
Sì, Dio è con noi nell’amore;
Sì, la nostra vita quando amiamo è nelle Mani del Padre.
“Padre, nelle tue mani consegno il mio Spirito”.
Sapete quando Gesù ha pronunziato queste Parole?
Sono le ultime parole pronunziate da Cristo sulla Croce (Lc 23, 46)
Ora che ho amato completamente la mia vita in te è autenticata.
Capite come questo Vangelo viene a rivoltarci dal di dentro, come non si tratta solo di un sorriso da donare, un amore con ambiti ben delimitati.
Gli ambiti parrocchiali…
Gli ambiti della missione…
Gli ambiti del ministero…
Si può mai mettere l’amore chiuso in compartimenti stagni, magari giustificandoci con le parole:
“In quel luogo è la mia chiamata…”?
Un solo posto dove non ami e diventi un bugiardo con Dio.
Vi prego, non vi sembrino dure o amare queste parole;
Sono in realtà delle parole di gioia perché chi ama è nella gioia, gioisce per il bene dell’Altro.
Anche quando questo “altro” è il fratello che ti umilia, che ti calunnia ingiustamente.
Sì, il vero amore cristiano è quello che nasce dai nostri cuori verso i nostri “nemici”.
Il culmine dell’amore del cristiano si realizza amando nella dimensione della Croce.
Capite come questo amore non ha nulla a che fare con i tanti surrogati di amore stile Beautiful o di qualche trasmissione televisiva dove tutti si abbracciano e piangono perché si amano…
Provate a parlare al mondo dell’Amore della Croce, senza filtrarlo, vedete che vi rispondono;
Proviamo a parlare a noi stessi dell’Amore della Croce pensando a quel familiare o quella determinata schifosa persona…
“ …con tutto il tuo cuore, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza”
Amare con tutta la tua forza significa amare con tutto quello che hai, con ogni tua energia disponibile, senza limiti.
Cosa poi ti aspetta amando così?
Gli sputi, la derisione, i dubbi e le basse insinuazioni sul perché ami, che sei una persona umiliata e senza colonna vertebrale cioè un verme.
Se vi aspettate che qualcuno si metta a battere le mani perché siete un cristiano “vero” datevi al mondo dello spettacolo, siete più portati per quello e lasciate perdere il cristianesimo.
Quanti cristiani e non solo semplicemente cristiani conosco che fanno della propria vita uno spettacolo!
In questo particolare argomento vale poco essere dei bravi “maestri” o saper scrivere delle appassionanti pagine di cristianesimo…
Ahimè, vale solo la pratica.
Sapete, proprio mi spiace dirvelo e dirmelo, amando in Cristo si arriva diritti sulla Croce:
Sì, la destinazione terrena di chi ama in Gesù è la Croce.
Credetemi ho letto e leggo tanti libri, ho percorso tante strade della vita, tutti gli ambienti che vi possono passare per la testa ma la destinazione, il capolinea di questo amore, è sempre la Croce.
D’altronde, se questo tuo donarti ti porta alla gloria umana ti consiglio di farti aiutare da qualcuno che se ne intenda;
Cercati un buon “padre spirituale”, però tiragli prima fuori la lingua e controlla se ha dei peli sopra…
Sii umile, a volte crediamo di amare Dio e il prossimo ma amiamo solo noi stessi…
Ma del miracolo di questo amore non ho ancora parlato completamente.
Ho parlato di amore nella dimensione della Croce, di sputi in faccia, di derisioni, di solitudine, di calunnie, di persecuzione.
Ma sarei un bugiardo se non vi parlassi della Pace, della Gioia, della Serenità che Dio dona a chi ha il cuore di figlio.
Se hai amato veramente in Cristo non dimenticherai mai i volti che hai incontrato donandoti.
Quando ami in Cristo, il tuo prossimo non è più un numero di matricola, un cognome insignificante di una sezione di carcere, un bambino down senza nome, un malato terminale di un letto d’ospedale, un “TS” senza dignità del reparto neuro, una ragazza rossa in super minigonna sul bordo di una strada di periferia;
diventano tua madre, tuo padre, tua sorella, tuo fratello, tuo figlio….
La tua famiglia, quando ami, il prossimo diventa la tua famiglia.
Il Suo giogo è soave e leggero.
Caro fratello, in qualsiasi situazione di vita, di fronte a qualsiasi storia assurda che hai da affrontare, non aver paura di amare, non aver paura di “amare con Dio”
Oggi, se ascolti la Sua Voce, non aver paura di scoprirti figlio di Dio.
Dalla Croce si arriva diritti alla Resurrezione, è un passaggio.
Arrivare al termine di questo nostro percorso umano e presentarci dinanzi a Dio con le mani pulite sarà certamente qualcosa di gradito ma tutto diverrà inutile se le nostre mani saranno, sì pulite, ma vuote;
vuote d’amore.
Ti dono un piccolo grande pensiero di un Santo, pensaci un po’ sopra…:
« Alla fine della vita, saremo giudicati sull'amore » (S.Giovanni della Croce).

un servo inutile e, credetemi, ho detto tutto di me


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