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Omelia Domenicale e Festiva a cura
di Don Michele Cuttano

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Narrare la Fede ai Figli
Omelia Domenicale e Festiva


La Libreria Edizioni Paoline di Pisa propone numero due quadretti in Argento adatti per ogni occasione e ricorrenza: Nascite, Battesimi, Comunioni, Cresime, Matrimoni ecc. ecc

CROCE DI SAN DAMIANO IN ARGENTO
Crocefisso di San Damiano in Argento


18 DVD


- Abramo
- Giacobbe
- Mosè
- Giuseppe
- Sansone e Dalila
- Genesi
- Salomone
- Davide
- Geremia
- Gesù
- Ester
- San Paolo
- San Pietro
- Giuseppe di Nazareth
- Tommaso
- Maria Maddalena
- Giuda
- San Giovanni

Pasqua 4 Aprile 2010


L’ALBA DENTRO L’IMBRUNIRE


C’è da fare un cammino a ritroso, su una strada che abbiamo già percorsa, che non è stata la strada che abbiamo amato, tutt’altro.
“Nel giorno dopo il sabato, Maria di Magdala si recò al sepolcro di buon mattino, quand’era ancora buio…”
Decisamente non andava a verificare se il suo Signore era risorto.
Era ancora buio , era ancora buio non solo fuori ma anche dentro la sua anima.
Era ancora buio ma era di buon mattino ed era il primo giorno dopo il sabato.
Il sepolcro rappresenta la fine;
l’unica certezza di un sepolcro è che abbiamo smesso di attendere!
In un sepolcro è la morte a farla da padrona;
anche quegli aromi che portava servivano ad omaggiare la morte.
Sapete, penso alle nostre storie, a quella particolare situazione di vita che stiamo affrontando che ha il sapore amaro della sconfitta;
il gusto triste di aver creduto;
di aver combattuto con tutte le nostre forze;
di aver avuto la forza di sperare contro ogni speranza…
…e di aver perso, di esserci ritrovati con la morte davanti e la morte di dietro.
Di sentirci soffocare da questo abbraccio mortale e non possiamo far altro che…
“Nel giorno dopo il sabato, Maria di Magdala si recò al sepolcro di buon mattino, quand’era ancora buio…”
recarci al sepolcro e dover accettare.
No, non si parla solo di una malattia fisica.
Ma di una vita comunque sconfitta, da una strada che la nostra vita ha intrapresa e non siamo più riusciti a riprenderla in mano.
E’ finita, e noi insieme con lei, sul ciglio di una statale, in una cella quattro per quattro, in un parco a cercare una dose, a prendere bustarelle in un
pubblico ufficio, a rubare l’onore del lavoro altrui, a elemosinare amore da un’altra “lei o lui”per un matrimonio ormai giunto al capolinea, a far finta
di essere una maschera che non abbiamo mai amato ma che ci ha donato una scusa per andare avanti, a vivere perché bisogna vivere per le persone
che ci stanno intorno.
Sì, i sorrisi si sprecano, quanti sorrisi siamo costretti ad indossare ogni giorno.
“…e vide che la pietra era stata ribaltata dal sepolcro”
Già, chi ci potrà mai ribaltare quella pietra enorme che ci impedisce di… passare e poi perché, a che serve?.
“Hanno portato via il Signore e non sappiamo dove l’hanno posto!”
Che cosa assurda, in quel sepolcro dovevano trovare un corpo morto;
in quel fatto della nostra esistenza, come naturale epilogo, dovevamo incontrarci con la morte.
Caro fratello, quel sepolcro si è svuotato una volta per sempre circa duemila anni fa ma ci parla di una vita nuova che possiamo incontrare noi, ancora
oggi.
E’ vero, è un evento fuori da ogni ottica umana che quella situazione di morte possa portarci ad incontrarci con la vita.
La nostra esistenza giunta ad un punto buio può sperimentare l’Alba del terzo giorno:
Incontrare Cristo nella nostra vita.
Sì, però ci vuole il coraggio di entrarci…
“Giunse intanto anche Simon Pietro che lo seguiva ed entrò nel sepolcro e vide le bende per terra, e il sudario, che gli era stato posto sul capo, non
per terra con le bende, ma piegato in un luogo a parte.”
Devi, dobbiamo, avere il coraggio e l’Amore di entrare nel sepolcro e ritrovare che i segni della morte non ci appartengono più, non sono più a
contatto con la nostra pelle, con la nostra anima;
sono messi da parte e ripiegati.
Anche questi segni della morte ci gridano che Cristo ha sconfitto per noi la morte e ci dona la vita.
E’ un percorso indispensabile, amaro, difficile, da compiere fin dentro il sepolcro, ma necessario.
L’incontro con il sepolcro vuoto ci mette in cammino, ci testimonia che dobbiamo andare ora a cercarlo altrove.
Non tra i morti, non nella nostra morte.
E’ un nuovo cammino che parte da un presupposto:
“La morte è stata ingoiata per la vittoria”.
Cristo ha vinto la morte;
la mia e la tua morte.
Quella donna e quei discepoli che si incamminano verso il sepolcro siamo oggi noi.
Quella donna e quei discepoli che ritornano dal sepolcro vuoto possiamo essere anche noi oggi.
Quegli esseri umani trasformati da questo Incontro, che diventano subito testimoni di Cristo Risorto, siamo noi oggi.
Quegli occhi in cui ci si incontra con Cristo Risorto possono essere i nostri occhi.
Caro fratello, caro amico, non importa in quale situazione di vita o di morte ti trovi;
recati al tuo sepolcro per incontrarLo.
E’ la tua Pasqua, il tuo passaggio dalla morte alla vita in Cristo.
Buon incontro e cammino con Cristo a tutti i miei fratelli ammalati, infermieri, carcerati, guardie di custodia, assistenti sociali, cappellani, medici di
ospedali, a tutti i fratelli che ho conosciuto attraverso internet, a tutte le coppie di cui mi faccio compagno di viaggio nei giorni bui, a tutti quelli che mi
porto nel cuore e danno respiro alla mia anima.
Gesù, infondi in noi il coraggio di fare questi passi verso il sepolcro per incontrarci con Te Risorto.
Semplicemente un servo inutile


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