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La Famiglia nel Sentimento e nelle Parole di Giovanni P. II
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Omelia Domenicale e Festiva a cura di Don Michele Cuttano

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Narrare la Fede ai Figli Omelia Domenicale e Festiva

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Il Libro Consigliato
Domenica 3 luglio 2011, XIV domenica del Tempo ordinario

LETTURE: Zc 9, 9-10; Sal 144; Rm 8, 9. 11-13; Mt 11, 25-30

QUESTO PICCOLO GRANDE AMORE (IMMENSO IN DIO)



Il Vangelo di questa Domenica inizia con una benedizione di Gesù rivolta a Dio Padre.
La motivazione di questa benedizione è un po’ particolare, oserei dire alla Gesù…!
“Ti benedico, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai tenuto nascoste queste cose sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli…”
Dovremmo chiederci il perché di questa particolarità da parte di Dio a voler svelare qualcosa, a qualcuno sì e ad altri no.
Che cosa sarà poi di mai così importante da tenere nascosto?
Ora si mette pure Dio a fare delle particolarità,
non bastano i tanti “raccomandati” di questo mondo?
E poi, ci hanno sempre insegnato ad essere sapienti ed intelligenti mentre, in questo Vangelo, sembra che non sia una cosa buona esserlo.
Vorrei parlarti di una qualità che appartiene al cristiano e che conduce direttamente all’intimità con Dio:
L’umiltà.
In questa società “evoluta” siamo così confusi che abbiamo perso il senso della virtù chiamata umiltà.
Umiltà, il contrario di orgoglio e superbia;
Umiltà, sottomissione a Dio;
Umiltà, considerare gli altri superiori a sé;
Umiltà, pensare prima al prossimo;
Umiltà che fa rima con dignità, con rispetto del proprio corpo, anche se fosse solo una immagine del proprio corpo…
Umiltà, avere il coraggio di sentirsi figlio di Dio, servo dei fratelli…..
Che ti dicevo? E’ proprio Gesù….
I sapienti e i furbi cercano un dio sapiente e potente.
I piccoli incontrano la sapienza e la potenza di Dio lì dov’è: nella debolezza di Gesù.
Il mondo non accetta la propria debolezza, deride e beffeggia concretamente la Croce quotidiana.
Il mistero che ai piccoli è rivelato è la Conoscenza di Gesù, l’incontrarsi con Dio.
Gesù è la porta di comunicazione fra Dio e le creature; conoscere il Padre è conoscere i fratelli in Lui.
Sai, poi il Vangelo continua donandoci delle Parole che i nostri cuori, in determinate situazioni di vita, cercano e non trovano da nessuna parte, in nessun amore umano, in nessun ansiolitico, in nessun antidepressivo, in nessuna avventura sentimentale umana:
“ Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò. Prendete il mio giogo su di voi e imparate da me che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per le vostre anime. Il mio giogo infatti è dolce e il mio carico è leggero”.
Cristo si sceglie i suoi veri amici, i suoi compagni di viaggio:
I poveri, quelli insignificanti, che non vengono tenuti in considerazione da nessuno, quelli che hanno il cuore piccolo per questo mondo ma abbastanza grande per accogliere Dio.
E’ un invito a seguire Gesù, ad averlo come Maestro di vita, a prendere su di noi il Suo carico che ci mette le ali in ogni situazione di morte che stiamo vivendo, è un invito al riposo, a lasciare agire Lui in noi come non abbiamo mai fatto in vita nostra.
Come ci manca il riposarci in Cristo.
E’ un invito ad amare, come ci ama Lui, SEMPRE.
Cari fratelli, lasciamo che Cristo riveli anche a noi la notizia che cambia tutti i nostri progetti:
La Vita Eterna, questa è la gioia più grande per ogni uomo,
notizia rivelata ai piccoli…
Il raccontino che vi dono questa settimana può sembrarti un po’ strano ma ve lo dedico perché siamo in estate e, come ben sappiamo, l’estate è un periodo di riposo per il corpo ma di combattimento per l’anima…
C’era una volta un boscaiolo che si presentò a lavorare in una segheria. Il salario era buono per cui il boscaiolo volle fare bella figura.
Il primo giorno si presentò al capo reparto, il quale gli diede un’ascia e gli affidò una zona del bosco.
L’uomo, pieno di entusiasmo, andò nel bosco a fare legna. In una sola giornata abbatté diciotto alberi.
“Complimenti” gli disse il capo reparto.
Il giorno dopo il boscaiolo decise di migliorare il suo rendimento, quella sera andò a letto presto.
La mattina dopo si alzò prima degli altri e andò nel bosco.
Nonostante l’impegno, non riuscì ad abbattere più di quindici alberi.
“Devo essere stanco” pensò e decise di andare a dormire al tramonto.
Il giorno dopo furono sette, poi cinque, e l’ultimo giorno passò l’intero pomeriggio tentando di tagliare il suo secondo albero.
Preoccupato per quello che avrebbe pensato il capo reparto, il boscaiolo andò a raccontargli quello che era successo, e giurava e spergiurava che si stava sforzando ai limiti dello sfinimento.
Il capo reparto gli chiese: “Quando è stata l’ultima volta che hai affilato la tua ascia?”.
“Affilare? Non ho avuto il tempo di affilarla: ero troppo occupato ad abbattere alberi…”
Embè, caro fratello, lo spirito, la nostra anima ha bisogno a volte di riposare, di ricaricarsi, di affilare l’ascia per il combattimento…
Sai come?
“Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò”.
Sì, riposiamoci in Gesù, vedrai poi che partenza.


servo inutile






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