Omelia Domenicale e Festiva a cura
di Don Michele Cuttano


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Narrare la Fede ai Figli
Omelia Domenicale e Festiva

Commemorazione di tutti i fedeli defunti Domenica
2 Novembre 2008

LETTURE: Sap 3,1-9; Sal 41; Ap 21,15a.6b-7, Mt 5,1-12a

A DAY IN THE LIFE



In realtà dovremmo parlare con toni di festa, di gioia;
per esseri sinceri questa commemorazione per i cristiani è una festa.
Ne abbiamo bisogno noi ma oggi più che mai il mondo ha bisogno di sapere che c'è la vita.
Ed infatti il Vangelo ci proietta subito nella gioia e nella vita.
Che tempi difficili che stiamo vivendo, com'è difficile sentir parlare di vita senza ascoltare qualche sciocchezza o ricevere qualche inganno.
Come è difficile parlare di vita di fronte alla sofferenza e alla morte.
Sapete la soluzione più in voga che il mondo ci propina?
Non parlarne, comportarsi come se non esistesse.
Eppure c'è un modo di parlare di vita che è quello più efficace:
testimoniare la vita con la vita!
Il Vangelo di questa settimana è fondamentale per tutti noi, ci dona le pagine più sconvolgenti di tutta la storia del cristianesimo anzi, lo sai che dico, di tutta l'umanità.
Per capire la vita eterna, quello che sarà di noi e di quanti ci hanno preceduto nell'incontro con sorella morte corporale, bisogna intendere bene le "Beatitudini", appunto!
A volte noi cristiani siamo molto ampollosi nel definire i discorsi importanti di Gesù; a leggere Gesù con semplicità di cuore (come Lui vuole d'altronde) capiremmo che il Vangelo, visto dalle strade del mondo, è qualcosa di meravigliosamente concreto e vicino ai fatti nostri!
Una prima chiave di lettura di questo brano è che, di fronte a questa Parola così forte, bisogna confrontare se stessi.
Grande infatti è la tentazione di sentirsi miti, pacificatori, misericordiosi…
E poi diventare aggressivi, ribelli, senza pietà a causa del mondo esterno che è cattivo!
Voglio solo dire che aderire mentalmente al Vangelo, riconoscerlo come uno stupendo insegnamento e non metterlo in pratica nel concreto serve a ben poco anzi, non serve a niente.
Credimi Gesù non è venuto a filosofare sulla nostra vita; E' VENUTO PER CAMBIARLA!
Proviamo a fare una cosa? Proviamo a riscrivere qualche "Beatitudine" secondo la mentalità del mondo e vediamo che succede, se aderiscono più alla nostra vita quelle di Gesù o quelle del mondo.
Alla Beatitudine di Gesù "Beati i miti" potremmo scrivere, secondo i canoni di questo mondo, "Beati i violenti", perché con la forza si ottiene tutto, anzi, lo sai che c'è, con la forza possiamo pure costruire un mondo migliore!
Allora ad iniziare dalla famiglia, con i vicini di casa, colleghi d'ufficio, con il popolo della "porta accanto"iniziamo ad essere dei violenti, vedrai come le cose andranno meglio, sicuramente impareranno a vivere e a rispettare le regole!
Caro uomo "forte"e impietosamente debole, mi spiace per te ma se la pensi e vivi in questa maniera, non erediterai la terra:
Te lo dice Gesù!
Andiamo avanti, Gesù ci dice "Beati gli afflitti", il mondo potrebbe sussurrarci "Beati coloro che se la godono fisicamente e moralmente".
Già, qui mi viene tanto da pensare all'eutanasia, all'aborto, ad una certa maniera tanto in voga di fare soldi, alla droga, all'alcool.
Questi sono i "paradisi" di questo mondo per allontanare le sofferenze, le afflizioni fisiche o psicologiche della nostra condizione umana.
Che devo dirti ora?
Che se la pensi così non proverai mai cosa significa essere tenuto in braccio da Gesù, capire che Lui, e non tu, provvede alla tua vita, sentire la Sua Mano in noi nei giorni della sofferenza che accompagnano alcune stagioni della nostra vita.
Continuo ancora con il "Beati quelli che hanno fame e sete di giustizia";
Il mondo che ci dice?
Che la società è ingiusta e gli ingiusti vanno sempre avanti mentre tu rimani indietro:
Vuoi trovare lavoro? E trovati la raccomandazione.
Lavori e lo stipendio è basso e c'è la recessione?
E datti da fare, prendi qualche bella bustarella, mano lava mano e tutte e due lavano la faccia;
Fai la fila alle poste? E fai finta di fare l'indifferente e frega qualche posto, il tuo tempo è denaro!
Batti lo scontrino fiscale? E qualche volta dimentica di battere qualche zero, lo zero non conta poi nulla e qualche disattenzione capita!
Fai la fattura? E cala, scrivi meno di quanto incassi, lo Stato non si sazia mai e sembra che il crack delle borse lo devi pagare solo tu!
Fratello caro, se la pensi così, arriverà un giorno in cui gli "sciocchi" che aspettano il loro turno, il loro "fine mese" senza rubare niente a nessuno saranno saziati e tu rimarrai a digiuno.
Te lo dice Gesù!
Alla luce delle Beatitudini di Gesù come abbiamo ridotto il nostro vivere da cristiani?
Le nostre comunità parrocchiali vivono le Beatitudini?
Gesù conosce i nostri cuori, le nostre bassezze, di come la paura del domani ci attanaglia il cuore;
Gesù è fermamente convinto che le Sue Beatitudini trovano ancora oggi il cuore di uomini generosi che dicono il loro "Sì".
Sono questi gli abitanti del Regno dei Cieli.
I nostri defunti e noi saremo questi cittadini della "Città di Dio" solo se OGGI incarneremo le Beatitudini.
Dai ora, coraggio fai rispondere alla tua vita se
Ci credi alla Vita Eterna?
Sapete, frequento il carcere e faccio spesso domande ai ragazzi…
No, non quelle domande che i mezzi di comunicazione ci presentano perché siamo diventati tutti morbosi di ascoltare come si massacra o come si fa una violenza…
Ho chiesto: "ma, secondo voi, esiste la Vita Eterna?"
Il braccio che frequento è come un meraviglioso atlante mondiale, come quelli che amavo sfogliare da ragazzo perché mi riportavano i volti di uomini di ogni razza.
In questo periodo mi fanno impazzire i peruviani:
sembrano tali e quali alle foto degli atlanti, con i loro capelli nerissimi e i loro abiti pieni di vita e di colore.
Ultimamente ho conosciuto un signore peruviano di nome "Julio Cesar";
la cosa bella è che i suoi figli si chiamano Marco Aurelio, Marco Antonio e Valerio Massimo.
Lasciatemi dire la battuta che ogni tanto gli rivolgo: "Vedrai che prima o poi ti danno la cittadinanza romana…"
E' inutile dirvi che sono innamorato di quei luoghi ma, questa è un'altra storia…
Per fortuna in carcere non ci sono classi separate per le nazionalità degli esseri umani; a volte penso, fra me e me, che come integrazione umana abbiamo molto da imparare dalle celle di un carcere (Totò a questo punto direbbe: "E ho detto tutto…").
La prima cosa che mi sorprende dei ragazzi di fronte a questa domanda, o a domande di questo genere, è che non mi hanno mai dato risposte del tipo:
"Padre, ma proprio in questo luogo deve venire a fare queste domande?"
oppure
"Non mi importa niente della vita eterna, non sono domande che mi faccio, ho altri problemi…".
Stranamente ricevo queste risposte dal mondo, diciamo, "di quelli di fuori", da quelli a cui, in apparenza, non manca un bel nulla.
Bè, le risposte che ricevo, su argomenti di fede, sono sempre sincere.
Qualche "la vita eterna chissà se c'è", dei decisi "no, non esiste" e in mezzo a questo bel mazzo di carte di risposte una che mi ha fatto rabbrividire, quella di un giovane rumeno:
"La vita eterna c'è ed io l'ho scoperta in questo luogo, su questi pavimenti che calpesto e che a volte lavo,
attraverso la luce che non conosce l'impedimento delle sbarre per venirmi a trovare,
nelle lacrime che spesso mi riportano il volto di mia figlia,
nel dolore per il male che ho commesso,
nel volto dei miei compagni di cella che ho davanti anche quando non vorrei avere davanti nessun volto,
nelle scarpe che ho ricevuto da un qualcuno che, seppur sconosciuto, mi ama,
nell'agente di custodia che quando ero disperato mi ha incoraggiato come se fosse stato mio padre, nelle mani di un uomo che ha avuto il coraggio di mettere le mie mani fra le sue mani senza pensare a cosa avevano fatto quelle mie mani,
nella Parola di Dio che mi ha fatto capire che Lui mi ha portato in questo luogo per Amore".
In genere i ragazzi commentano sempre le loro risposte, i loro interventi;
ora di seguito vi riporto i loro commenti:
"Silenzio".
Sapete, non era mai capitato che non avevano niente da aggiungere,
chi frequenta le carceri sa che un uomo in carcere ha sempre qualcosa da aggiungere…
Scusatemi, avrei dovuto parlarvi di defunti e di vita eterna,
me ne rammarico,
sono uscito fuori tema,
forse…

Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli

Vostro servo inutile, in Cristo don michele cuttano







Don Michele rimane in ascolto con la sua e-mail donmichele@novena.it ed è disponibile a darti una chiara e veloce risposta.




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