Narrare la fede ai figli
Omelia domenicale e festiva per bambini, ragazzi e ragazze

Narrare la fede ai figli
Omelia Domenicale e Festiva a cura di Michele Cuttano diacono della Diocesi di Lucera-Troia (Fg)




Michele Cuttano Diacono

IL POSTO PIU’ IMPORTANTE NEL TUO CUORE

DOMENICA 19 GENNAIO 2020 II DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – ANNO A

LETTURE: Is 49, 3. 5-6; Sal 39; 1 Cor 1, 1-3; Gv 1, 29-34


Avete mai sentito parlare di agnelli?
Sono degli animali molto miti, non aggressivi, sottomessi…

Se noi volessimo descrivere un re, un potente dei nostri tempi, ad esempio il presidente degli Stati Uniti d’America, non diremmo certamente che è come “un agnello”.

Senza dubbio diremmo che è forte come un leone!

“In quel tempo, Giovanni vedendo Gesù venire verso di lui disse: «Ecco l'agnello di Dio, ecco colui che toglie il peccato del mondo!”

C’è qualcosa che decisamente non va in questa descrizione del Figlio di Dio o…
O noi dobbiamo imparare a capire che le strade di Dio sono diverse dalle strade degli uomini;
che il modo di pensare di Dio è totalmente diverso da quello del mondo!

Per capire, lasciamoci aiutare dalla Parola di Dio.

Nella storia del popolo d’Israele l’agnello ci riporta alla notte di Pasqua.
Grazie al sangue dell’agnello immolato, con cui venivano intinti gli stipiti delle porte degli israeliti, l’angelo della morte passava oltre non colpendo quelle famiglie.

L’agnello immolato permise al popolo d’Israele di ritrovare la libertà dal faraone.
Anche noi oggi aspettiamo una liberazione;
non certo una liberazione da un popolo che ci opprime ma…

La liberazione dal peccato!

Tutte le volte che noi pecchiamo diventiamo schiavi del male.
Il peccato commesso ci impedisce di essere fratelli al nostro prossimo.
Fateci caso, può capitare anche a voi di provare antipatia verso un amico che magari vi ha offeso.
La prima cosa che fate è non rivolgere più la parola a quella persona,
cominciate a fare pensieri negativi nei confronti di questo amico,
arrivate a provare piacere se qualche evento negativo colpisce questa persona…
Cioè diventiamo nemici e non più fratelli del nostro prossimo.
Questo può capitare anche in famiglia con il fratellino o la sorellina…
Un po’ alla volta vi chiudete in voi stessi e diventate appunto prigionieri del dispiacere e del rancore.
E allora interviene l’Amore di Cristo, il perdono.

Gesù prende su di Sé tutti i nostri peccati, i nostri rancori, le nostre cattiverie purché ci riconosciamo peccatori.
Infatti Cristo è venuto per coloro che si riconoscono deboli, incapaci di abbandonare il peccato.
Cioè, ad esseri sinceri, Cristo è venuto per tutta l’umanità.
Gesù, il Figlio di Dio, si presenta a noi come un agnello.
Lui viene nelle nostre esistenze con mitezza, non come uno dei tanti re di questo mondo.
Certamente potrebbe venire con la forza ma Lui è il Dio dell’Amore.
Vuole che noi liberamente lo seguiamo, che nella libertà rinunciamo al nostro peccato per scegliere la via della vita.
La Potenza di Dio non è nella violenza ma nell’Amore.
E se noi siamo di Cristo anche noi diventiamo messaggeri d’amore, di pace.
Anche noi come Cristo iniziamo ad offrirci per il nostro prossimo.
Se una persona ad esempio soffre, ha bisogno di cure, di cibo…
Ci sono due atteggiamenti concreti di vita: quello del mondo e quello di Cristo.
Il primo atteggiamento è di chiusura, di fronte al bisogno del nostro vicino noi facciamo finta di non vedere o pensiamo che “si arrangi da solo, o già tanti problemi miei”...
Oppure c’è l’atteggiamento dell’uomo che ama come Dio, che aiuta, che condivide, che si sente veramente fratello del prossimo e prende su di sé anche il problema del fratello.
Qualche anno fa c’era una meravigliosa commedia teatrale che aveva una bella canzone che diceva così: “Aggiungi un posto a tavola che c’è un amico in più, se sposti un po’ la seggiola stai comodo anche tu…”.
Qualsiasi bisogno del nostro prossimo può esser risolto in Cristo con la generosità.
Non solo aggiungere un posto a tavola ma in ogni cosa del nostro vivere quotidiano.
Quando gettiamo la spazzatura, quando usiamo l’acqua, quando mangiamo, quando incontriamo un povero…
Vivere i nostri giorni nella donazione perché da Dio abbiamo ricevuto la nuova vita in Cristo.
Ogni uomo, di ogni regione vicina o lontana è nostro fratello e se ha bisogno d’aiuto noi non possiamo dire che non è un “fatto nostro”, che si arrangi.

Chi ha Cristo nel cuore ha sempre un posto disponibile in ogni posto, anche nel cuore ...
Chi Accoglie l’Agnello di Dio accoglie Dio anche nel fratello.

Indice Omelia Narrare la Fede ai Figli


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Papa Francesco Cachesi La Chiesa

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In Dialogo il Teologo Risponde

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CATECHESI DI GIOVANNI PAOLO II

"La famiglia, dono e impegno, speranza dell'umanità". La Famiglia nel Sentimento e nelle Parole di Giovanni P. II




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