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Il Santo del Calendario:
Narrare la fede ai figli
Essere Genitori a cura di Don Michele Cuttano



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Domenica 2 Marzo 2014 VIII Domenica Tempo Ordinario - Anno A Letture: Isaia 49, 14-15; Salmo 61; 1 Corinzi 4, 1-5; Matteo 6, 24-34 UN ABBRACCIO UNICO




Quali sono le cose importanti, le cose che contano nella nostra vita?
Proviamo a fare un elenco insieme…
Il cibo, sì il cibo è decisamente importante,
soprattutto un cibo che ci piace.
Ai tempi miei il massimo dell’aspirazione a riguardo era un bel panino con la mortadella…
Oggi spesso vedo voi ragazzi abbastanza indecisi davanti ad un menù di nomi che io neppure lontanamente so cosa siano…
Altra cosa importante è il nostro tempo libero inteso come divertimento, svago, gioco…
Sì, è importante passare delle ore della nostra giornata facendo cose che ci piacciono.
Bè, ai miei tempi il massimo era una partita di calcio fra amici, in un campetto di periferia,
dove la porta era rappresentata da due pietre messe per terra e spesso il pallone era portato da un ragazzo che desiderava giocare a calcio, ma che al calcio non sapeva assolutamente giocare,
ma ci giocava perché era il padrone del pallone…
Oggi vedo che in una play station avete in mano tutto il mondo dei giochi e nello stesso tempo avete in mano un bel nulla…
Anche i vestiti…
Quelli sono importanti.
Quando ero ragazzo io, ad esempio, avere un jeans era il massimo, ma appena si rovinava un po’ a causa delle varie cadute nelle partite di calcio, non avevamo il completino per la partita di calcio, mi vergognavo se c’era qualche buco e la mia mente mi portava sempre a quel buco sul pantalone, mi sembrava che tutti lo guardassero!
Oggi ho notato che quando li acquistate sono già bucati, strappati.
E per questi strappi sono ancora più preziosi e costosi.
Ed io sciocco che mi facevo delle sudate per la vergogna degli strappi!
Senza questi oggetti cosa sarebbe la nostra vita?
Pensiamoci un po’…
Forse non ci abbiamo mai pensato ma, sarebbe una vita triste, vero?
Che serate sarebbero le nostre senza le pizzerie, le giocate alla play, i nostri abiti...
“Perciò io vi dico: non preoccupatevi per la vostra vita, di quello che mangerete o berrete, né per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita non vale forse più del cibo e il corpo più del vestito?”
Il Vangelo ci parla di vita, di quello che conta per davvero nella nostra vita.
Raramente ci pensiamo ma la nostra vita è preziosa anche senza tutti gli oggetti che abbiamo elencato prima.
Perché tutte queste cose non ci danno la vita, non sono loro che hanno generato noi,
ma l’uomo ha generato queste cose.
Infatti il Vangelo viene a portarci un esempio così semplice ma così vero!
“Guardate gli uccelli del cielo: non séminano e non mietono, né raccolgono nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non valete forse più di loro? E chi di voi, per quanto si preoccupi, può allungare anche di poco la propria vita?
E per il vestito, perché vi preoccupate? Osservate come crescono i gigli del campo: non faticano e non filano. Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro. Ora, se Dio veste così l’erba del campo, che oggi c’è e domani si getta nel forno, non farà molto di più per voi, gente di poca fede?”
Gesù nel Vangelo viene a dirci con estrema sincerità che le nostre vite, la felicità dei nostri giorni non dipendono da oggetti o cose o ricchezze ma
dipendono da Dio, dall’Amore di Dio in noi.
Possiamo avere tutto nelle nostre famiglie e non essere felici.
Non mi dite che non avete mai fatto questo pensiero verso qualche vostro amico che pur avendo molto di voi lo vedete sempre triste e insoddisfatto?
Oppure chissà quante volte vi è capitato di desiderare nei vostri cuori qualche oggetto e una volta avuto…
la vostra vita non è cambiata, sempre la solita…
E’ l’amore che ci cambia la vita,
è l’Amore di Dio che è la nostra vita.
Così Cristo viene ad insegnarci che non dobbiamo preoccuparci ad avere, possedere cose, oggetti, ricchezze.
Ma dobbiamo preoccuparci invece di amare, di volere del bene al nostro prossimo, ai nostri familiari, anche ai nostri nemici.
La vera felicità è nell’amare come Gesù.
Amare come Gesù significa donare senza desiderare nulla in cambio.
Il vero amore non consiste nel dare per ricevere in cambio,
tu dai a me ed io do a te.
Il vero amore consiste nel donare, nell’avere cura di chi non può ricambiare!
Sì, avete capito bene…
Donare amicizia a quel ragazzo che tutti scansano o prendono in giro…
Ascoltare quell’amico pesante che chiede sempre aiuto…
Condividere quello che abbiamo con chi non ha…
Se siete alla ricerca della felicità…
con Gesù siete sempre in gioco,
non c’è un game over che vi butta fuori,
ma c’è sempre un livello superiore di amore da incontrare!
Allora, partiamo con Gesù

un servo inutile.





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