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Domenica 31 Marzo 2013 Pasqua di Risurrezione Anno C

Letture: Atti 10, 34a. 37-43; Salmo 117; Colossesi 3, 1-4; Luca 24, 1-12

GIOIA NON HO DETTO NOIA, MA GIOIA GIOIA GIOIA


Sapete ragazzi, diventa sempre più difficile e complicato parlare di gioia!
Magari, quando ero ragazzo io, solo qualche secolo fa, era la cosa più semplice al mondo parlare ai giovani di gioia.
Bastavano pochi pensieri che si riempiva il cuore di gioia.
Pensavo a dei miei giochi, banali e semplici, e si riempiva il mio cuore di felicità.
Mi vengono in mente ancora delle immagini;
delle immagini che a voi faranno sorridere tanto sono insignificanti…
Ricordo ancora le partite a calcio in un campetto di periferia ,
le porte di questo campetto individuate da pietre per terra o dai nostri giubbini
e le discussioni che nascevano per decidere se una palla era entrata in porta…
Oggi tutto è cambiato, tutto più complesso.
Sapete, la Pasqua era una festa immensa, grande.
Mi verrebbe quasi di chiedervi cosa significa per voi la Pasqua.
Che non me lo immagino che voi pensate ad un uovo di cioccolato con sorpresa e alle vacanze scolastiche?
Già, Gesù è venuto perché noi festeggiassimo l’uovo di Pasqua, con una vacanza!
Sveglia fanciulli.
La parola Pasqua significa “passaggio”.
La prima Pasqua, ve lo avranno sicuramente spiegato(spero) i vostri catechisti, fu il primo “passaggio” del popolo d’Israele dalla schiavitù del faraone alla libertà.
E noi oggi che passaggio possiamo mai fare?
Mica siamo schiavi di un altro popolo?
Siamo liberi, non siamo schiavi di nessuno.
Un popolo schiavo di un altro popolo non è libero di pensare, di parlare, di essere felice.
E noi, di chi siamo schiavi?
Non c’è una schiavitù solo fisica, legata alla nazione.
C’è anche una schiavitù che ci impedisce di amare, la mancanza di libertà spirituale.
Chi è che ci mette in questa forma di tristezza spirituale?
Il nostro peccato, il male che facciamo.
Sapete non è facile vincere questa oppressione che ci impedisce di amare, di vivere la felicità della pace con tutti.
Tutte le guerre, tutte le cose cattive del mondo ci sono perché gli uomini sono schiavi del peccato.
Chi mai verrà a liberarci da questa schiavitù, dalla nostra impossibilità di amare anche chi ci fa del male, di aiutare chi ha bisogno, di condividere quello che abbiamo con chi non ha nulla?
Il Vangelo di questa Domenica di Pasqua ci presenta delle persone che si recano al sepolcro di Gesù.
Erano tristi, andavano a trovare un morto;
Andavano alla tomba di Gesù!
“Nel giorno dopo il sabato, Maria di Magdala si recò al sepolcro di buon mattino, quand’era ancora buio…”
Era un percorso molto amaro, pieno di lacrime.
Cari giovani, in questa situazione triste, di morte, succede qualcosa di mai accaduto prima.
Non trovano più Gesù nel sepolcro!
Voi cosa fareste di fronte ad un fatto così straordinario?
Vi andreste a nascondere a casa e non lo direste a nessuno?
No!
Decisamente andreste a raccontarlo a tutti i vostri amici, a tutte le persone che incontrereste per strada!
Gesù ha vinto la morte, ha sconfitto il nostro peccato.
Gesù, ha rotto per noi la paura della morte, la paura di amare il nostro prossimo!
La Pasqua è questa liberazione.
Siamo liberi di amare tutti.
Tutti i popoli sono liberi di amare,
in Gesù non c’è più egoismo, violenza, c’è solo amore.
Cristo Risorto ci dà la forza di amare anche i nostri nemici, anche le persone che proprio non riusciamo a volere bene.
Immaginate per un attimo il mondo senza più odio, senza guerre, senza armi.
Solo amore, perdono, aiuto.
E’ PASQUA.
Ma non solo per il mondo esterno;
è Pasqua anche nei nostri cuori, nelle nostre famiglie, nelle nostre classi a scuola.
Pensate a quella situazione di vita che vi mette nella tristezza;
quello potrebbe essere anche il vostro sepolcro.
Pasqua, significa ritrovarsi tutti insieme come una famiglia, senza divisioni, senza egoismi.
Cristo che ci prende per mano e ci porta a stringere la mano di mamma di papà, del nostro professore, del nostro fratellino.
Non c’è più spazio per il rancore, per l’odio.
A Pasqua nasce la vera famiglia perché ci viene donato questo amore che il mondo non conosce.
A Pasqua noi diventiamo testimoni di questo amore.
La Pasqua è la festa di ogni famiglia che si riunisce è scopre che amare è gioia.
In famiglia per prima sperimentiamo il perdono e la resurrezione.
Allora termino con una domanda:
Pasqua da uovo di cioccolata o Pasqua di Resurrezione?
Se ti accontenti di una misera sorpresa mangiate pure la vostra pasqua di cioccolata…
Se vuoi trovare la gioia, la vita, accogli Gesù che Risorge amando il tuo prossimo.

Semplicemente un servo inutile.







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