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Il Santo del Calendario:
Narrare la fede ai figli
Essere Genitori a cura di Don Michele Cuttano



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Domenica 30 Giugno 2013 XIII Domenica del Tempo Ordinario Anno C

LETTURE: 1 Re 19, 16.19-21; Sal 15; Gal 5,1.13-18; Lc 9,51-62

VORREI INCONTRARTI FRA CENTO ANNI, MA E’ MEGLIO OGGI!





Scuola terminata, pagelle da croce e delizia già dimenticate, non resta che partire.
Fa caldo, vero?
Per fortuna Gesù si mette in viaggio…
Andrà un po’ in vacanza finalmente?
Che ne dite?
“Gesù prese la ferma decisione di mettersi in cammino verso Gerusalemme e mandò messaggeri davanti a sé”.
Gesù si reca a Gerusalemme per un periodo di riposo?
No, niente riposo, Cristo si reca a Gerusalemme perché ha un compito importante da fare.
Sapete, cari ragazzi, questo viaggio verso Gerusalemme non è molto comodo.
Per strada incontra della gente che Lo rifiuta, non vuole accoglierlo.
Perché mai?
Eppure Gerusalemme rappresenta un luogo importante, era la capitale e quindi, dato che Gesù veniva riconosciuto come un Messia, un luogo dove si potevano ricevere onori.
Sapete, Gesù non va a Gerusalemme per ricevere onori da re…
C’è lo dice il primo versetto del Vangelo di questa Domenica:
“Mentre stavano compiendosi i giorni in cui sarebbe stato elevato in alto”.
I progetti dell’uomo sono diversi dai progetti di Dio.
Gesù non va a Gerusalemme per prendere possesso della capitale…
Gesù si reca a Gerusalemme perché ha un compito avuto da Dio.
Portare il Suo Amore a tutti gli uomini, donare la propria vita per amore.
Neppure i discepoli all’inizio capiscono questa missione di Cristo!
Loro si aspettavano Gesù secondo i loro modi di vedere.
Una vita comoda, da comandanti, tutti i nemici distrutti;
insomma, umanamente alla grande!
Gesù invece ci fa capire che la Sua missione è diversa da quella che ci aspettiamo noi.
Anzi, ci dice una cosa importantissima:
Che ogni cristiano è chiamato a realizzare un progetto di Dio meraviglioso.
C’è una chiamata per ognuno di noi, non solo per i sacerdoti o per le suore.
Ogni cristiano è chiamato a seguire Gesù per realizzare una missione.
Vado a trovare degli ammalati gravi, che passano tutti i giorni della loro vita immobilizzati a letto.
Secondo voi, Gesù dà un compito anche a questi nostri fratelli ammalati che non possono muoversi dal letto?
Cari giovani, c’è una vocazione che appartiene ad ogni cristiano, che va oltre ogni situazione di vita.
Ognuno di noi è chiamato a seguire Gesù in ogni istante della vita.
Non saremo mai suoi discepoli se dicessimo:
“Domani servirò il Signore, oggi non posso perché ho una cosa più importante da fare…”
Seguire Gesù significa concretamente metterLo sempre al primo posto, da subito.
Anche a voi giovani.
Vi faccio alcuni esempi concreti:
Seguire Gesù significa voler bene a quell’amico non troppo simpatico…;
Seguire Gesù significa confidarsi sempre con i genitori e capire che la mamma e il papà sono dei doni che Dio ha fatto ad ogni figlio;
Seguire Gesù significa pregare in casa tutti insieme;
Seguire Gesù significa essere accoglienti verso i poveri e trovare delle situazioni con mamma e papà dove aiutiamo questi nostri fratelli.
Gesù con chiarezza ci dice che non bisogna aspettare a “domani” per essere suoi amici e discepoli.
C’è una chiamata importante da vivere oggi e in modo travolgente.
Ed è la chiamata di ogni cristiano:
Amare il nostro prossimo come Gesù, ogni giorno della nostra vita, anche nei giorni di vacanza…

un servo ufficialmente inutile





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