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Domenica 29 Settembre 2013 XXVI domenica Tempo ordinario - Anno C


Letture: Amos 6, 1.4-7; Salmo 145; 1 Timoteo 6, 11-16; Luca 16, 19-31 -

IN MY LIFE (NELLA MIA VITA)



Questo Vangelo ci presenta due uomini, uno ricco e l’altro povero,
in due momenti diversi della loro vita.
Il primo momento di questa parabola si svolge sulla terra, potremmo dire, senza sbagliare, nell’anno 2013.
Sì, è un fatto attuale che capita in questi nostri giorni.
La seconda parte della parabola si svolge dopo la morte di questi due uomini e vede la loro situazione di vita completamente cambiata!
Su questa terra l’uomo ricco del Vangelo, fa una bella vita, se la gode, spende i beni che ha per vestirsi e mangiare alla grande.
Come faremmo o facciamo noi…
Se hai tanti soldi che fai?
Te li spendi per le tue esigenze e una parte li accumuli per te,
non si può mai sapere nella vita, può arrivare qualche crisi economica e allora conviene avere delle sicurezze economiche.
Già, come spenderemmo noi i soldi se fossimo ricchi, ricchi sfondati?
Indubbiamente abiti e vestiti griffati, proprio come in questo Vangelo fa l’uomo ricco.
Poi non mangeremmo certamente a casa, tipo quegli assurdi minestroni che ogni tanto la mamma ci passa…
Dai, poi non ci preoccuperemmo più tanto della scuola…
del catechismo…
di certi amici.
I soldi offrono delle grandi comodità!
A spenderli non si fa nessun peccato.
Ah, dimenticavo, nel Vangelo c’è anche quell’uomo, quello, come si chiama, mi sembra che si chiami Lazzaro.
Un poveraccio, il Vangelo descrive la sua vita in modo perfetto ed inequivocabile:
“Un povero, di nome Lazzaro, stava alla sua porta, coperto di piaghe, bramoso di sfamarsi con quello che cadeva dalla tavola del ricco; ma erano i cani che venivano a leccare le sue piaghe”
Noi non possiamo neppure paragonarci lontanamente a Lazzaro,
la nostra vita è completamente differente, nessuna attinenza di nessun genere.
Sinceramente non riusciamo ad immaginare cosa faremmo noi al posto di Lazzaro.
All’uomo povero manca tutto e a noi se solo mancasse una maglietta andremmo incontro ad una crisi mistica e familiare…
Se dovessimo onestamente dire chi siamo noi fra questi due uomini dovremmo ammetterlo senza ombra di dubbio: noi siamo dalla parte dell’uomo ricco, noi siamo l’uomo ricco della parabola.
Come sono lontani fra di loro questi due uomini, eppure molto vicini.
Fisicamente si può affermare che l’uomo ricco ed il povero erano vicini vicini,
il povero era alla porta dell’uomo ricco.
Eppure, sebbene molto vicini, questi uomini si trovano in due situazioni completamente differenti!
Solo una porta divide questi due uomini, una porta chiusa e che si può aprire solo da una parte.
La porta si può aprire solo dalla parte dell’uomo ricco,
solo lui può decidere se aprire o chiudere,
se accogliere o rifiutare Lazzaro!
E, in modo inesorabile, la porta del cuore dell’uomo ricco rimane chiusa.
Chissà se è mai capitato anche a noi di avere la porta del nostro cuore chiusa nei confronti di qualche povero,
o di un amico bisognoso della nostra presenza e del nostro aiuto.
Sapete, arriva un momento in cui la vita di Lazzaro cambia e
cambia anche la vita di quell’altro uomo senza nome, ma ricco.
Dopo la morte questi due uomini si trovano in situazioni completamente differenti:
“Un giorno il povero morì e fu portato dagli angeli accanto ad Abramo. Morì anche il ricco e fu sepolto. Stando negli inferi fra i tormenti, alzò gli occhi e vide di lontano Abramo, e Lazzaro accanto a lui. Allora gridando disse: “Padre Abramo, abbi pietà di me e manda Lazzaro a intingere nell’acqua la punta del dito e a bagnarmi la lingua, perché soffro terribilmente in questa fiamma”
Troppo tardi.
Nella vita di ogni essere umano c’è un tempo per scegliere ed un tempo in cui si vive secondo le scelte fatte in precedenza.
Non si può tornare indietro,
niente tempi supplementari,
tutto si gioca su questa terra
e la vita non è un gioco,
ma qualcosa di meraviglioso ma anche di serio.
La vita che noi tutti viviamo su questa terra è importante
perché su questa terra noi siamo chiamati a scegliere.
Secondo le nostre scelte che facciamo oggi la nostra vita eterna sarà con Dio o senza Dio.
Se oggi scegliamo il nostro egoismo,
il nostro vivere bene senza importarci del mondo che ci circonda,
vuol dire che rifiutiamo Dio,
chiudiamo il nostro cuore al prossimo e quindi a Dio.
E ci sarà un giorno una porta chiusa per noi.
Se invece apriamo oggi il cuore al prossimo bisognoso lo apriamo a Dio
e ci sarà un giorno per noi l’accoglienza da parte di Dio.
Sì, Dio ci accoglierà nel Suo Regno, a braccia aperte.
E’ una storia molto triste per il ricco, vero?
Ma noi abbiamo un grande vantaggio rispetto a quest’uomo…
Abbiamo il Vangelo che è Luce per noi.
Grazie alla Parola di Gesù noi oggi sappiamo cosa fare per trovarci bene nella vita eterna .
Spero che l’uomo ricco del Vangelo,
quello senza nome…
non abbia il tuo nome!
Come fare per evitare di dare il nostro nome all’uomo ricco?
Questo Vangelo è per noi una guida che ci accompagna verso la vita,
lasciamoci prendere per mano e scopriamo come stiamo vivendo il nostro oggi.
Scegliamo oggi Gesù,
accogliamo Lazzaro con il sorriso della nostra vita.

servo ufficialmente dichiarato inutile





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