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Il Santo del Calendario:
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Essere Genitori a cura di Don Michele Cuttano



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Domenica 28 Luglio 2013 XVII domenica Tempo ordinario - Anno C


Letture: Genèsi 18, 21-21. 23-32; Salmo 137; Colossèsi 2, 12-14; Luca 11, 1-13

SMISURATA PREGHIERA




La preghiera
Io non so a riguardo come state combinati;
che scene e sensazioni vi vengono in mente ma…posso immaginare che…
Abbiamo tanto da imparare da questo Vangelo…
“Quando pregate, dite: …”
Queste prime parole di Gesù ci fanno già intendere che per il cristiano pregare è qualcosa di naturale;
naturale come il mangiare;
fresco come il bere,
gioioso come il sorridere e il giocare;
importante come il vivere!
“Padre…”
Fantastico, la prima parola della preghiera che Gesù ci insegna è “PADRE”.
Se chiamiamo Dio “Padre” noi siamo figli, giusto?
Dato che siamo figli di un unico Padre, fra di noi cosa siamo?
Vicini di casa?
Cugini…?
Paesani?
Ma va che asinello…
Siamo fratelli!
La preghiera porta sempre dei doni…
Il primo dono è che il nostro prossimo diventa nostro fratello.
Bene, se ricevi questo dono vuol dire che sicuramente stai rivolgendo la tua preghiera a Dio e Dio la sta ascoltando!
Già, ogni uomo che prega Dio si rende conto che il prossimo è fratello, anche se appartiene ad un’altra nazione.
Voglio fermarmi su questo aspetto della preghiera perché è fondamentale.
L’uomo che prega si avvicina a Dio, si mette in contatto con Lui, gli stringe la mano.
Non si può pregare, stare con Dio ed odiare il fratello!
Ragazzi la preghiera, lo abbiamo detto prima, porta tanti doni…
Un altro dono della preghiera è la pace.
Pace fra le nazioni, pace in famiglia, pace con gli amici…
Gesù ci insegna anche che Dio è come un amico generoso…
“Poi aggiunse: «Se uno di voi ha un amico e va da lui a mezzanotte a dirgli: Amico, prestami tre pani…
si alzerà a dargliene quanti gliene occorrono almeno per la sua insistenza”
Altra cosa importante della preghiera è la perseveranza, la fiducia che Lui ci ascolta sempre.
Anche se nel mondo ci possono essere tante cose e situazioni più importanti della nostra realtà,
Dio ascolta sempre!
Questa settimana voglio salutarvi con un raccontino che vi ho già donato in passato.
Ve lo voglio donare perché ci fa capire un altro aspetto importante della preghiera.
Il pregare è anche ricaricare la propria anima di Dio.
Magari provi per tante volte a fare qualcosa e non ci riesci…
poi ti fermi con Dio e una forza nuova entra in te e…

“C’era una volta un boscaiolo che si presentò a lavorare in una segheria. Il salario era buono per cui il boscaiolo volle fare bella figura.
Il primo giorno si presentò al capo reparto, il quale gli diede un’ascia e gli affidò una zona del bosco.
L’uomo, pieno di entusiasmo, andò nel bosco a fare legna. In una sola giornata abbatté diciotto alberi.
“Complimenti” gli disse il capo reparto.
Il giorno dopo il boscaiolo decise di migliorare il suo rendimento, quella sera andò a letto presto.
La mattina dopo si alzò prima degli altri e andò nel bosco.
Nonostante l’impegno, non riuscì ad abbattere più di quindici alberi.
“Devo essere stanco” pensò e decise di andare a dormire al tramonto.
Il giorno dopo furono sette, poi cinque, e l’ultimo giorno passò l’intero pomeriggio tentando di tagliare il suo secondo albero.
Preoccupato per quello che avrebbe pensato il capo reparto, il boscaiolo andò a raccontargli quello che era successo, e giurava e spergiurava che si stava sforzando ai limiti dello sfinimento.
Il capo reparto gli chiese: “Quando è stata l’ultima volta che hai affilato la tua ascia?”.
“Affilare? Non ho avuto il tempo di affilarla: ero troppo occupato ad abbattere alberi…”

fermarsi con Dio è “affilare” la nostra preghiera, servo inutile





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