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Domenica 20 Ottobre 2013 XXIX Domenica Tempo ordinario - Anno C


Letture: Esodo 17, 8-13; Salmo 120; 2 Timoteo 3, 14-4, 2; Luca 18, 1-8

FOREVER



Quando a voi ragazzi si parla di preghiera c’è la crisi…
E penso che questo versetto del Vangelo di questa Domenica vi metta quantomeno noia
“In quel tempo, Gesù diceva ai suoi discepoli una parabola sulla necessità di pregare sempre, senza stancarsi mai…”
Pregare sempre, senza stancarsi mai…
Cosa per i preti questa, non per dei giovani!
Molti di voi pensano, in certi momenti della vita, quando tutto va bene, che pregare sia una perdita di tempo, la preghiera si concretizza come un flash improvviso e brevissimo con un segno di Croce che sembra più uno scacciar mosche…;
in altri momenti, di difficoltà personale o familiare, diventa quasi una costrizione nel senso che non riuscendo a risolvere una situazione siamo “costretti” a rivolgerci alla preghiera.
Poche righe scarne e tremendamente tristi per descrivere il nostro pensiero sulla “difficoltà del pregare” e sulla nostra ignoranza relativa alla preghiera!
Ma, il Vangelo insiste:” In quel tempo, Gesù diceva ai suoi discepoli una parabola sulla necessità di pregare sempre, senza stancarsi mai”
Forse abbiamo queste difficoltà perché nella preghiera ci sentiamo soli?
Cioè ci sembra di ripetere parole e di non avere di fronte a noi “Qualcuno” che ci ascolti.
Stranamente ci sentiamo più in “compagnia” davanti ad una consolle di giochi…
Anche se poi questa ci dà solo un’illusione di realtà, qualcosa che non esiste per davvero, ma che si realizza solo in quei “pollici” del video.
Ecco, diciamo che la nostra preghiera sarebbe più gradevole se Colui al quale ci rivolgiamo fosse più interattivo, non ci importa se sia reale o meno, ma che dia riscontro immediato ai nostri impulsi!
Quanta confusione abbiamo sulla preghiera e questa confusione purtroppo non appartiene solo a voi giovani…
Impariamo da una donna che al tempo di Gesù era una realtà sociale indifesa, senza alcun potere o voce in capitolo, una vedova.
“In quella città c’era anche una vedova, che andava da lui e gli diceva: “Fammi giustizia contro il mio avversario”.
Per un po’ di tempo egli non volle; ma poi disse tra sé: “Anche se non temo Dio e non ho riguardo per alcuno, dato che questa vedova mi dà tanto fastidio, le farò giustizia perché non venga continuamente a importunarmi”
Questa donna aveva una grande necessità che non poteva risolvere in nessun altro modo in quanto era vedova.
La donna del tempo che rimaneva vedova era umanamente sola, senza alcuna difesa sia a livello fisico che a livello economico.
Possiamo dire che questa donna non aveva altra scelta che o essere schiacciata da questo suo avversario o rivolgersi con insistenza al giudice.
Il Vangelo peraltro ci dice che questo giudice era pure un tipo “tosto”:
“In una città viveva un giudice, che non temeva Dio né aveva riguardo per alcuno…”
Diciamo la verità, noi ci saremmo arresi in partenza.
Questa vedova ha poche certezze e si appoggia completamente a queste.
Sa che il giudice a cui sui rivolge ha il potere, può risolvere la sua amara situazione di vita.
Un’altra certezza è che non ha nessun altro a cui rivolgersi, sa che le persone che conosce non l’aiuterebbero, anzi forse approfitterebbero della sua solitudine.
E allora lei diventa grande semplicemente…
“…le farò giustizia perché non venga continuamente a importunarmi”
L’insistenza della sua fede, della certezza che il suo giudice può risolvere la sua situazione.
Proprio quello che manca a noi!
Noi pensiamo che possiamo risolvere le nostre difficoltà rivolgendoci alle nostre risorse (anche economiche) o alle persone che conosciamo.
E dimentichiamo che solo Dio ha il potere, che solo Dio può.
Guardate che il Vangelo non parla di una necessità banale, ma di qualcosa di grande, di importante, quale può essere una malattia grave, una situazione di vita che ci mette una grande tristezza, un qualcosa che ci mette nella disperazione.
Noi cristiani dobbiamo recuperare il “dialogo” con Dio,
la confidenza con Colui che può.
Il dialogo che nasce fra gli uomini, fra Dio e gli uomini è fondamentale per la nostra vita, per la nostra felicità.
E’ importante che nelle nostre giornate noi riscopriamo la necessità di raccontare le nostre difficoltà.
Raccontarsi è un segno di grande amore.
Sì, riscoprire il dialogo anche in famiglia.
Sapete, anche Gesù che è Figlio di Dio dialoga con Suo Padre.
Quante volte i Vangeli ci raccontano di Gesù che si ritira a pregare o che apertamente si rivolge al Padre.
E nel dialogo sono importanti due aspetti:
Chi parla e chi ascolta!
La vedova ci insegna che lei parla, racconta la sua vita, lo fa con la certezza che…
Dio ascolta la sua preghiera.
Anche noi dobbiamo riscoprire questa confidenza e certezza nei confronti di Dio Padre.
Non sentirlo lontano dalle nostre cose di tutti i giorni.
Se la vedova avesse pensato che il giudice era troppo impegnato per le sue tristezze,
avrebbe perso in partenza!
Ed invece la sua preghiera viene ascoltata dal primo momento in cui lei ha aperto le labbra!
Lei sapeva che Lui ascoltava.
Cari ragazzi, Dio Padre ci ascolta sempre…
Ma il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?
Ma tu parli con Dio?

servo inutile.





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