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Il Santo del Calendario:
Narrare la fede ai figli
Essere Genitori a cura di Don Michele Cuttano



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Domenica 17 Novembre 2013 XXXIII Domenica del T.O. anno C


Letture: Ml 3, 19-20; Sal 97; 2 Ts 3, 7-12; Lc 21, 5-19

HERE, THERE AND EVERYWHERE



I discepoli cercano di sapere da Gesù quando avverrà la fine del mondo, quali saranno gli eventi che la precederanno e soprattutto quando questa avverrà.
Diciamoci la verità, anche noi vorremmo sapere questa data!
A volte ci sono interi programmi televisivi dedicati a questo argomento.
Si cerca di interpretare delle combinazioni di numeri dalle date dei calendari…
Vari profeti e veggenti indicano un periodo particolare in cui accadranno eventi che precederanno la fine del mondo.
In realtà, ad essere sinceri, questi profeti sono sempre esistiti e hanno sempre fatto prendere aria alla bocca (modi di dire dalle mie parti quando una persona racconta sciocchezze).
Neppure Gesù svela il “quando” accadranno gli eventi che precederanno la fine del mondo!
Già, perché è così importante conoscere una data?
Vediamo quali potrebbero essere le vere motivazioni di questo desiderio impellente di sapere!
Certamente si potrebbe pensare di cambiare vita…
In meglio o in peggio!
Se sai che sta per arrivare la fine del mondo potresti avere la giusta pensata di prepararti a questo evento vivendo secondo la Volontà di Dio;
o altrimenti se sai che sta per arrivare la fine del mondo potresti iniziare a vivere cercando di fare tutte le cose che ti passano per la mente…
Dipende se credi in Gesù e quindi nella resurrezione e la vita eterna o se non credi in Lui.
Attenzione ragazzi, sveglia, apriamo gli occhi.
Non c’è bisogno di conoscere una data per vivere da cristiani!
Noi cristiani viviamo nel testimoniare l’Amore di Dio tutti i giorni, senza che ci importi di sapere quando finirà la storia della terra o la nostra storia personale.
Per il discepolo di Gesù è l’oggi il tempo opportuno.
Ogni nostro giorno deve essere vissuto nella testimonianza di Dio per amore e non per paura del fatidico giorno che verrà!
Sapete perché?
Perché il cristiano non ha paura di niente!
Chi crede in Cristo non ha paura della morte e neppure delle persecuzioni,
ce lo dice il Vangelo: “Ma nemmeno un capello del vostro capo andrà perduto”.
Di fronte a tutto quello che può accaderci noi cristiani alziamo sempre il nostro sguardo e la nostra vita verso Cristo.
Tutta la nostra vita di fronte a qualsiasi evento è protetta dall’Amore di Dio!
Il mondo ha paura di Dio,
il cristiano sa che Dio è Padre.
Così ci può capitare tranquillamente di essere derisi perché non accettiamo il male e il peccato.
Può capitarci fra amici, a scuola.
In situazioni dove ci viene chiesto di commettere azioni cattive e noi, per Amore di Dio, rispondiamo no!
Qualcuno potrebbe deriderci, umiliarci..
Il Vangelo ci rassicura: “Mettetevi dunque in mente di non preparare prima la vostra difesa; io vi darò parola e sapienza, cosicché tutti i vostri avversari non potranno resistere né controbattere.”
Ora cari ragazzi capite bene come non è importante sapere quando sarà la fine del mondo,
ma è molto più importante conoscere il fine di questa nostra vita:
Amare come Gesù ed entrare nella vita eterna!
Come cristiani abbiamo una grande missione e cioè di trasmettere nei secoli l’Amore di Dio verso l’umanità.
Questo è il vero tempo che ci interessa, il Tempo di Dio.
Vi dono un raccontino, molto particolare…
-In un’oasi nascosta nel più remoto deserto, un vecchio se ne stava in ginocchio, accanto ad alcune palme da dattero.
Il suo vicino, un ricco mercante, si fermò nell’oasi per abbeverare i cavalli e vide il vecchio che sudava scavando nella sabbia.
“Come va, vecchio? La pace sia con te.”
“E con te” rispose l’affannato vecchietto senza smettere di lavorare.
“ Che fai qui, con questo caldo e quella pala in mano?”
“Sto seminando” rispose il vecchio.
“Che cosa stai seminando?”
“Datteri” rispose accennando al palmeto tutto intorno a lui.
“Datteri!” rispose il neo arrivato, “Il caldo ti ha guastato il cervello, caro amico. Vieni, lascia perdere il tuo lavoro e andiamo nella tenda a bere un bicchierino di liquore”
“No, devo finire la semina”
“Dimmi, amico quanti anni hai?”
“Non lo so, settanta, ottanta… non lo so, ma che importanza ha?”
“Senti amico, le palme da dattero impiegano più di cinquanta anni a completare la crescita, e soltanto quando sono adulte danno frutto. Non ti sto augurando di morire. Magari potessi vivere fino a cent’anni, ma anche tu sai che sarà difficile che riesca a raccogliere qualcosa da quello che stai seminando, lascia perdere tutto!”
“Senti, caro amico, io ho mangiato i datteri che un altro ha seminato, e nemmeno lui sognava di mangiare proprio quei datteri. Io semino oggi perché domani altri possano mangiare i datteri che sto piantando… E anche se fosse solo per gratitudine a quello sconosciuto, per me vale la pena seminare e finire il mio compito…”-

servo inutile





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