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Il Santo del Calendario:
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Essere Genitori a cura di Don Michele Cuttano



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Domenica 14 Luglio 2013 XV domenica del Tempo Ordinario anno C -


LETTURE: Dt 30, 10-14; Sal 18; Col 1, 15-20; Lc 10, 25-37

TUTTI GLI ZERI DEL MONDO (PER GESU’ SONO RICCHEZZA INFINITA)




I dottori della Legge erano molto preparati, conoscevano bene la Parola di Dio…
Eppure sembrerebbe che questo dottore sia un asinello!
Fa una domanda a Gesù…
Che cosa si deve fare per essere amati da Dio e avere la vita eterna?
Magari quest’uomo si aspettava una risposta del tipo (dato che conosceva bene la Legge):
non sbagliare mai, obbedisci a tutti i comandamenti…
Ma Gesù va oltre, non gli risponde solo questo;
gli dice qualcosa che comprende l’obbedienza ai comandamenti e va oltre…
Gli racconta una parabola;
vediamo di capire se questo racconto può dire qualcosa anche a noi oggi.
“Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico e incappò nei briganti che lo spogliarono, lo percossero e poi se ne andarono, lasciandolo mezzo morto”
Voi che fareste?
Se voi passaste per quella strada che fareste?
Tirereste dritto?
Sai, nella vita si va sempre di fretta;
abbiamo tante cose da fare e poi se stavamo in viaggio era perché dovevamo andare da qualche parte, non certo per fermarci a soccorrere!
E’ un po’ il pensiero che hanno fatto quelle persone che non si sono fermate.
No, non erano certamente persone cattive, eppure…
eppure non si fermano, tirano dritto.
Avevano certamente qualcosa di più importante da fare.
Sapete, può capitare anche a noi…
Di incontrare qualcuno che abbia bisogno d’aiuto e…
…e girare la testa dall’altra parte.
No, non solo sulla strada statale o sull’autostrada;
può capitarci anche in una situazione di vita di tutti i giorni;
di capire che c’è qualcuno che sta male e ha bisogno di noi,
del nostro aiuto.
Il vero cristiano non si vede tanto se conosce bene i comandamenti, da segni esteriori, dal frequentare certi posti…

Queste aspetti sono solo l’inizio…
La parte più importante del cristianesimo è amare Dio;
amando il prossimo, noi amiamo Dio.
Tutte le volte che noi amiamo il nostro prossimo diventiamo fratello del nostro prossimo e testimoniamo che siamo tutti figli di un unico Padre.
La parabola del “buon samaritano” viene ad insegnarci che l’uomo che Dio preferisce è quello che sa donarsi generosamente, che non fa distinzione di nazionalità o di cultura o di religione;
ama perché viene da Dio
e Dio è amore.
C’è da chiederci se noi ci comportiamo come quegli uomini che vanno oltre davanti alla sofferenza o ci fermiamo a curare, ad aiutare.
In ogni giorno della nostra vita siamo chiamati a dare questa risposta.
Quegli rispose: «Chi ha avuto compassione di lui». Gesù gli disse: «Va' e anche tu fa' lo stesso».
Gesù rivolge anche a noi oggi queste parole:
Amiamo come Lui.
In ogni persona che incontriamo possiamo scoprire il volto di Gesù.
Anche in famiglia siamo chiamati ad essere generosi, a fermarci ad aiutare mamma e papà, i nonni…
Per le strade del mondo ad incontrare nel volto del fratello il volto di Cristo


servo ufficialmente inutile





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