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Il Santo del Calendario:
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Essere Genitori a cura di Don Michele Cuttano



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Domenica 13 Ottobre 2013 XXVIII Domenica del T. O. Anno C


Letture: 2 Re 5,14-17; Sal. 97,1-4; 2 Tm 2,8-13; Lc 17,11-19

SCUSA FRANCESCO SE TI HO RUBATO RUBINI PURI DALLE TUE TASCHE, SCUSA FRANCESCO SE TI HO RUBATO LA CIOCCOLATA DALLA TUA BOCCA



Secondo Voi cosa identifica un buon amico?
Un buon vestito? Un linguaggio simpatico? Una buona posizione economica?

Fate il vostro elenco…

Ma, sinceramente, se un buon amico, vestito bene, molto simpatico, con tanto denaro…al momento del bisogno ti volta le spalle, dice di non conoscerti, che amico è?

Gesù incontra nel Suo cammino delle persone che all’epoca tutti evitavano: dei lebbrosi.

Secondo la legge del tempo i lebbrosi non potevano entrare nei villaggi e neppure avvicinarsi alle persone.
Oggi, ai tempi nostri, diciamo che è decisamente difficile incontrare delle persone ammalate di lebbra ma… è molto semplice però incontrare persone che tutti allontanano, ci sarebbe un lungo elenco.
Non vi viene in mente nessuno? Magari vi aiuto ricordandovi quegli esseri umani che spesso incontriamo ai semafori…o magari davanti ai grandi portoni (a volte troppo spesso chiusi e sbarrati) delle nostre Chiese… o magari qualche compagno escluso e preso in giro da tutti.

Sì, decisamente ci sono persone nelle nostre giornate da cui noi ci allontaniamo perchè potrebbero chiederci qualcosa o perché magari ci vergogniamo già solo a farci vedere in loro compagnia!
Sapete Gesù cosa fa quando incontra i lebbrosi?

Facile come risposta, li accoglie e si mette chiacchierare con loro, diremmo oggi che “si sporca le mani” con loro, entra nei fatti loro, condivide e aiuta!
I cristiani si sporcano le mani e non pensate ora alla sporcizia di quando rientrate a casa da una bella partita di calcio con gli amici. In queste occasioni ai vostri genitori sicuramente non farà piacere vedervi con le mani sporche ma…

A Dio fa piacere quando i cristiani si sporcano le mani.
Già, ma cosa mai significa sporcarsi le mani per Cristo? Non certamente commettere peccato, noi identifichiamo comunemente il peccato come una sporcizia dell’anima!
E allora ?

E allora significa che quando accogli un povero, quando vai incontro ad un migrante, quando condividi il tuo tempo con l’amico emarginato…ti sporchi le mani, ma per Dio sei pulito limpido, meravigliosamente bello e profumato!
Magari per qualche uomo potente dei grandi ed “illuminati” parlamenti europei un uomo che accoglie un migrante può non significare un bel nulla ma per Dio questi sono i figli amati!
Perché fanno come Lui, accolgono, condividono, non si fanno i conti in tasca per vedere se gli avanza qualche spicciolo da buttare ad un povero.

Il cristiano capisce che quello che possiede viene da Dio e quindi appartiene anche al fratello!
Non è Dio che ha privato il povero del cibo, ma ogni uomo chiuso nel proprio egoismo ruba di bocca il pane al povero. E sì, potremmo anche essere noi!
Non basta decisamente andare in Chiesa, ricevere i Sacramenti se si dimentica il prossimo, il nostro fratello che Dio ci ha comandato di custodire! Ogni giorno il cristiano, le nazioni, concretamente, devono fare una scelta, scegliere se essere e fare come Caino del fratello o del popolo vicino.
A Dio risponderemo cosa è accaduto a nostro fratello. E la risposta la stiamo scrivendo oggi, ogni uomo scrive oggi la sua risposta a Dio. Una risposta che vale la Vita Eterna.


michele, diacono





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