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Essere Genitori a cura di Don Michele Cuttano



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Domenica 10 Novembre 2013 XXXII Domenica Tempo ordinario - Anno C


Letture: 2 Maccabei 7, 1-2. 9-14; Salmo 16; 2 Tessalonicesi 2, 16-3, 5; Luca 20, 27-38 -

SE L’AMORE E’ AMORE



La domanda che pongono i sadducei a Gesù è una domanda un pò esagerata ma dietro alla prima domanda, come purtroppo spesso capita agli adulti, c’è un’altra domanda più importante.
C’era una donna a cui erano morti ben sette mariti…
“Da ultimo morì anche la donna. La donna dunque, alla risurrezione, di chi sarà moglie? Poiché tutti e sette l’hanno avuta in moglie”
A questi uomini non interessava tanto sapere il nome del marito della donna dopo la morte ma il loro problema era molto più grande e interessa anche noi!
Ci credete nella resurrezione e nella Vita Eterna?
E’ importante dare una risposta non tanto per una questione di curiosità ma…
perché questa risposta cambia tutta la nostra vita da vivere!
Che c’è la risurrezione dopo la morte per noi che crediamo in Cristo è una certezza perché Cristo è risorto dai morti!
Sì, ma tu ci credi per davvero?
Tanti “sì”, qualche “ma”?
Ma la nostra vera risposta non viene dalle parole ma da qualcosa di molto più importante.
Vi faccio un esempio per capire meglio quali sono le cose più importanti delle parole.
Supponiamo che un nostro amico ci dice continuamente che ha stima e affetto per noi, che ci vuole bene però, appena iniziamo a discutere per un qualsiasi argomento, questo amico alza le mani con noi, si comporta male…
Voi credereste all’affetto di questo amico?
Non so voi, ma io avrei dei seri dubbi sul volermi bene di questa persona!
Se un amico ti vuole bene per davvero ti rispetta,
ha cura di te,
ti capisce a volo,
non ti tratta male.
Cioè il modo di comportarsi nei nostri confronti ci fa capire che ci vuole bene non solo a parole!
Così è per la Resurrezione e la Vita Eterna.
Se ci credi per davvero tutta la nostra vita è diversa!
Il cristiano sa che la vita non finisce su questa terra ma c’è la vera vita dopo la nostra morte.
E la nostra vita eterna dipende, apriamo bene le orecchie, dalla nostra vita terrena.
In che senso?
Facile, se vivi la vita terrena nella gioia ti ritroverai a vivere la vita eterna nella gioia;
se vivi la vita terrena nella tristezza ti troverai a vivere la vita eterna nella tristezza!
Doppia fregatura direte voi, vero?
E no, cari ragazzi, vivere la vita terrena nella gioia per il cristiano non significa non avere problemi,
ma significa vivere nell’amore, nel condividere quello che abbiamo con il nostro prossimo.
Vivere nella tristezza su questa terra significa vivere nell’egoismo, nella chiusura verso i nostri prossimi.
Chi crede nella risurrezione della carne e nella vita eterna ci crede con i fatti e non con le troppe parole.
Il Vangelo di questa Domenica ci dice una cosa meravigliosa:
“Dio non è dei morti, ma dei viventi; perché tutti vivono per lui”
Chi appartiene a Dio è vivo per sempre,
la sua vita è nell’amore.
Il cristiano inizia la sua vita eterna già su questa terra.
Il domani del cristiano è già l’oggi.
Sì, se viviamo nell’amore siamo già dei risorti,
chi vive nell’egoismo è già morto, senza gioia.
Questa vita nella gioia è fatta di piccoli grandi gesti quotidiani.
Piccole cose che anche voi ragazzi siete chiamati a vivere.
Gesti che accolgono il prossimo, gesti di pace e di perdono che dicono al mondo intorno a noi una cosa grande:
“Io sì, credo nella resurrezione della carne e nella vita eterna,
la sto già vivendo nella mia vita in Cristo…”
un servo inutile





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