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"La famiglia, dono e impegno, speranza dell'umanità"
La Famiglia nel Sentimento e nelle Parole di Giovanni P. II


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Domenica 30 settembre 2012, 26ª domenica del Tempo ordinario.

Letture: Nm 11,25-29; Gc 5,1-6; Mc 9,38-43.45.47-48.

VOGLIO VIVERE COSI’…



Ragazzi, il Vangelo di questa domenica ci fa capire cosa pensa Dio di quelli che non sono cristiani e cosa si aspetta da noi cristiani.
Parto subito con una domanda!
Secondo voi, come si fa a riconoscere un credente, una persona che piace a Dio?
Sono certo che la maggior parte di voi darebbe questa risposta:
Uno è credente e amato da Dio se prega e va in chiesa.
Bella risposta, saggia risposta, bersaglio colpito ma, non centrato;
Si può fare di più…
“Maestro, abbiamo visto uno che scacciava demòni nel tuo nome e volevamo impedirglielo, perché non ci seguiva”.
I discepoli, sempre loro, la settimana passata facevano grandi chiacchiere, questa settimana vedendo questo “uno” che loro non conoscevano avranno certamente detto:
“Uè, ma tu chi sei, come ti permetti?”
Corrono da Gesù e chiedono come comportarsi, magari avranno pensato che il “loro” Maestro si sarebbe arrabbiato con questa persona sconosciuta che si permetteva di fare il bene…
Quanta strada devono ancora fare i discepoli per capire Gesù come la pensa;
Quanta strada dobbiamo ancora fare noi per capire Gesù come la pensa…!
Sentite la risposta di Gesù: “…non c'è nessuno che faccia un miracolo nel mio nome e subito possa parlare male di me: chi non è contro di noi è per noi.”
Gioventù, mi spiace tanto deludervi ma essere figli di Dio è una cosa seria.
Non è che la vita sia come giocare ad una partita di calcio dove c’è la nostra squadra che indossa la divisa “amica” e poi ci sono gli avversari che vogliono prevalere su di noi:
La “squadra” è una sola, tutti gli uomini sono figli di Dio e tutti gli uomini che fanno il bene vengono da Dio!
Qualsiasi uomo, di qualsiasi religione, che si impegna ad aiutare il prossimo senza fare alcun male è unito a Dio, appartiene a Dio e noi siamo uniti con loro.
Allora capite bene che se, ad esempio, un vostro compagno di scuola ha un vestito diverso dal vostro, oppure non mangia gli stessi cibi vostri , oppure digiuna in certi periodi durante il giorno, oppure prega un Dio con un nome diverso dal nostro, ma fa il bene, ama e rispetta il prossimo ebbene, questa persona, è nel cuore di Dio.
Questo discorso è importante perché ci svela il più grande desiderio di Dio:
Che tutti gli uomini della terra siano veri fratelli!
C’è un modo di amare Dio che si realizza con le opere buone, a prescindere da tutto.
C’è un modo di non amare Dio che si realizza con le opere cattive, anche se queste sono commesse da credenti cristiani.
A riguardo voglio dirvi una cosa importante.
Tutti i peccati che commettiamo, anche quelli più nascosti e personali, fanno del male a tutta la Chiesa anzi a tutto il mondo.
Fra i tanti mali che i nostri peccati producono, c’è un male veramente grande che si chiama “scandalo”.
La parola scandalo viene dal greco “skandalon” che significa “pietra d’intralcio”.
Mi spiego meglio.
Avete mai visto una gara di corsa, magari quella dei cento metri?
Ci sono dei concorrenti che ad un segnale partono a razzo per raggiungere per primi il traguardo.
Pensate se una persona, veramente cattiva, mettesse una pietra abbastanza grossa (dipende dal peccato) su una delle corsie, a pochi metri dal traguardo.
Il povero centometrista che troverà quella pietra sulla sua strada farà un bella caduta e …addio al traguardo e all’eventuale medaglia finale.
Domanda per voi:
Di chi sarà la colpa della caduta?
Risposta semplice, di quella persona che con tanta cattiveria ha messo la pietra sulla corsia!
Veniamo a noi (ora sono dolori).
Possiamo paragonare la nostra vita ad una gara dove ognuno si mette in cammino ( o corre) per arrivare al traguardo.
Ci sono tanti tipi di traguardi da raggiungere nella vita, dobbiamo riconoscere che il più importante è la vita eterna.
Voi sapete come vanno queste cose, qualcuno durante il tragitto della vita corre e arriva primo, qualcun altro va più lentamente e arriva pure ultimo ma, la cosa importante, è arrivare al traguardo.
Che succede a coloro che cadono perché trovano una bella pietra e inciampano?
Potrebbero anche non arrivare più al traguardo…
Ditemi di chi sarà la colpa?
Certamente di chi ha messo con tanta cattiveria quella pietra sulla strada!
Sapete, quelle pietre che fanno cadere sono i nostri peccati.
Sono certo che voi volete un esempio concreto.
Supponiamo che uno dei vostri amici non creda nell’Amore di Gesù, non sia credente.
Queste persone sono quasi sempre dei buoni osservatori nel senso che scrutano sempre con attenzione il comportamento dei credenti.
Questo amico (non credente) potrebbe ad esempio rimanere affascinato dalla vostra testimonianza di buoni cristiani, dalle vostre buone azioni e, magari un bel giorno, innamorarsi anche lui di Gesù.
Però potrebbe anche capitare che questo amico non abbia da voi una buona testimonianza, vi veda fare dei brutti peccati, vi veda essere violenti, vi senta parlare con cattiveria di qualcuno…
E allora potrebbe dire nel suo cuore: “E questi sono quelli che si chiamano cristiani…”.
Questo amico si scandalizzerebbe.
Ragazzi, il peccato dello scandalo è il più brutto che esista.
Il Vangelo di questa Domenica ci insegna che le nostre mani, i nostri piedi, i nostri occhi devono essere per Gesù, servire alle azioni buone.
Se non servono per Dio non servono ad un bel niente!
Ecco, facciamo insieme un esperimento…:
Mettiamoci tutti in silenzio e per qualche minuto guardiamoci le mani e cerchiamo di ricordare tutte le azioni che abbiamo fatto durante la nostra giornata con le nostre mani..;.
Lo stesso possiamo fare con i nostri piedi…;
Lo stesso possiamo fare con i nostri occhi.
Le nostre mani per Gesù?
I nostri piedi per Gesù?
I nostri occhi per Gesù?
Servono per Gesù o solo per i nostri peccati?
E’ una risposta che dobbiamo darci, da questa dipende il nostro arrivo al traguardo finale,
quello più importante…
semplicemente un servo inutile in Cristo




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