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"La famiglia, dono e impegno, speranza dell'umanità"
La Famiglia nel Sentimento e nelle Parole di Giovanni P. II


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Domenica 22 Aprile 2012 III Domenica di Pasqua Anno B -

Letture: Atti degli apostoli 3, 13-15. 17-19; Salmo 4; 1 Giovanni 2, 1-5; Luca 24,35-48

BENVENUTI IN PARADISO…



Questa settimana voglio iniziare la nostra riflessione dall’ultimo versetto del Vangelo.
Gesù Risorto, dice ai suoi discepoli:
“Di questo voi siete testimoni”.
Testimoni di che?
Ragazzi, forse lo avete dimenticato, noi stiamo vivendo il tempo di Pasqua.
Già lo abbiamo detto: Pasqua non è solo il giorno di Pasqua!
Per il cristiano ogni giorno è Pasqua.
Gesù, dopo che è risorto si preoccupa che i suoi discepoli credano che Lui è veramente risorto.
E’ importante per noi oggi credere che Gesù è veramente risorto, altrimenti non potremmo essere dei testimoni veri ma rischieremmo di fingere, di fare come gli attori che diventano dei personaggi per fare un film ma non lo sono per davvero.
Anche noi cristiani, quindi, per essere dei veri testimoni, dobbiamo credere in Cristo, per davvero!
Gesù appare ai due discepoli di Emmaus, si fa loro compagno di viaggio e spiega loro la Parola della Bibbia.
Domanda, ecco la domanda per i vostri cuoricini.
A voi è mai capitato che Gesù diventi vostro amico e vi spieghi la Bibbia?
La risposta penso che sia un coro di “No”.
Bugiardi!
Gesù lo ha fatto e lo fa con noi anche oggi.
Lo fa attraverso i catechisti, attraverso i sacerdoti, lo fa quindi attraverso la Chiesa.
Bene, è fondamentale per noi cristiani conoscere la Parola di Dio.
Questo è il primo passo.
Poi sapete com’è la vita…., dopo un primo passo uno ci prende gusto e ne fa un secondo…, un terzo, insomma inizia a camminare!
Però il primo passo è importante.
Vi faccio un paio di esempi:
Supponiamo che uno di voi vada da un gambero e gli chieda:
“Mi insegni a camminare?”
Dopo qualche giorno avrete una bel modo di camminare, molto ritmato ma con un piccolo problema:
Invece che camminare andando avanti andreste indietro…!
Altro esempio.
Andate da un bel serpente e gli fate la stessa domanda.
Dopo qualche giorno avrete un modo molto sinuoso di camminare ma con un piccolo problema:
Striscereste invece di camminare!
Da questi esempi che vi ho portato dobbiamo capire che per essere cristiani bisogna conoscere bene la volontà di Dio.
Gesù è la prima cosa che fa dopo essere risorto:
“Allora aprì loro la mente per comprendere le Scritture …”.
Partendo dal fatto che il Maestro, Colui che ci può aprire la mente alle Scritture, è solo Gesù, dobbiamo dire che Lui si serve della Chiesa per questo compito fondamentale.
Di nessun altro, né della televisione, neppure di quelli che vanno in giro incravattati e con la borsetta in mano, solo della Chiesa.
L’acqua limpida si prende solo alla fonte!
Dopo aver ricevuto quest’acqua limpida che è la Parola di Dio, noi cristiani abbiamo il compito di portarla al prossimo.
Questo è il primo compito che Cristo dà ai suoi discepoli:
Li manda ad annunziare la Sua Risurrezione.
Questo è anche il nostro compito oggi, per noi cristiani di qualsiasi età.
Portare al mondo la lieta notizia, che Gesù perdona i nostri peccati, che Gesù è amore.
Che l’amore che Gesù porta all’umanità non fa differenza fra cristiani, mussulmani, buddisti, ebrei, eschimesi, mantovani, siciliani, iraniani, americani, carcerati, guardie…,
Con Cristo la Salvezza è aperta a tutti gli uomini di buona volontà.
Dio si è scelto un popolo:
L’umanità tutta intera!
L’amore di Dio vince qualsiasi divisione e vince la morte:
“Di questo voi siete testimoni”.

Il racconto di questa settimana è strano, ma strano veramente, parla dell’umanità intera divisa in due stanze…
“Quell’uomo aveva viaggiato tanto. Nel corso della sua vita aveva visitato centinaia di paesi reali e immaginari.
Giunse infine al Paese dei Lunghi Cucchiai.
Questo piccolo paese è composto soltanto da due stanze, la nera e la bianca.
L’uomo decise di visitarle entrambe.
Percorse un lungo corridoio e giunse davanti ad una grande porta nera.
Subito, dopo aver mosso i primi passi, udì i lamenti e le urla che provenivano dalla stanza.
Per un attimo le esclamazioni di dolore e sofferenza lo fecero esitare, ma decise di andare avanti. Aprì la porta nera ed entrò.
Centinaia di persone erano sedute attorno ad un tavolo immenso, al centro della tavola facevano bella mostra di sé i manicaretti più succulenti che si possano immaginare, e anche se tutti i commensali avevano un cucchiaio con cui arrivavano al piatto centrale, stavano morendo di fame! Infatti i cucchiai erano lunghi il doppio delle loro braccia ed erano fissati alle mani. Così tutti potevano servirsi ma nessuno riusciva a portarsi il cibo alla bocca.
La situazione era così disperata e le grida così strazianti che l’uomo girò sui tacchi e scappò via dal salone.
Percorse un lungo corridoio e arrivò alla porta bianca.
L’unica differenza era che non si sentivano dall’interno urla strazianti.
L’uomo girò la maniglia ed entrò nella stanza.
Anche lì centinaia di persone erano sedute intorno a un tavolo, come nella stanza nera. Anche lì al centro della tavola c’erano cibi succulenti, e tutte le persone avevano un lungo cucchiaio fissato alla mano.
Ma lì nessuno gemeva, nessuno moriva di fame.
Tutti si davano da mangiare gli uni gli altri!
L’uomo sorrise, entrò nella stanza e scorse da lontano una scritta luminosa che diceva:
Benvenuti in Paradiso.”
Tu come usi le tue braccia cucchiaio?

servo inutile






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