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"La famiglia, dono e impegno, speranza dell'umanità"
La Famiglia nel Sentimento e nelle Parole di Giovanni P. II


Narrare la fede ai figli
Essere Genitori a cura di Don Michele Cuttano



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Spedizione del Singolo Libro con la Velocissima Posta Prioritaria

Domenica 21 ottobre 2012 29ª domenica del Tempo ordinario.

Letture: Is 53,10-11; Eb 4,14-16; Mc 10,35-45

TUTTI GLI ZERO DEL MONDO (Tanto graditi a Dio)






Ragazzi, il Vangelo di questa settimana ci svela quello che Gesù intende quando parla di Chiesa.
Due discepoli, figli di un certo signor Zebedeo, fanno una richiesta a Gesù.
“Maestro, vogliamo che tu faccia per noi quello che ti chiederemo”
Volete sapere la verità?
Non mi piace il modo, anzi il verbo, che usano per fare la loro, diciamo così, preghiera.
“Noi vogliamo…”
Se ogni tanto prendessimo il vocabolario in mano non sarebbe una cosa cattiva…
Non è una richiesta è proprio un “esigere” che i due fratelli presentano a Gesù!
Voglio subito mettervi lo “sgambetto” .
A volte anche noi quando preghiamo e chiediamo qualcosa a Dio in realtà vogliamo che Lui ci “ubbidisca”.
Ho nelle orecchie il classico commento che facciamo quando certe preghiere non vengono “prontamente esaudite”.
Sapete, ci sono delle preghiere che Dio non ascolterà mai.
Sono le preghiere che chiedono delle cose “cattive”.
Uè, e che richiesta hanno fatto questi due bravi ragazzi?
“Concedici di sedere, nella tua gloria, uno alla tua destra e uno alla tua sinistra”.
Veramente non ci sembra che abbiano chiesto una cosa tanto cattiva…
Vediamo di capire…
Per prima cosa mi mette un po’ di sospetto il fatto che i due discepoli, per fare la loro richiesta, lo chiamano un po’ a parte, se non ci fosse stato nulla di male potevano parlare davanti a tutti i loro amici…;
Un’altra cosa che mi insospettisce è che quando gli altri discepoli sanno della loro richiesta si arrabbiano…, vuol dire che volevano anche loro la stessa cosa...
Ma la vera motivazione è un’altra e la comprendiamo chiaramente dalla risposta di Gesù.
“ Tra voi però non è così; ma chi vuole diventare grande tra voi sarà vostro servitore, e chi vuole essere il primo tra voi sarà schiavo di tutti”.
Giacomo e Giovanni volevano sedersi accanto a Gesù per essere più importanti degli altri, per comandare sui loro amici, per diventare “capi” dei loro amici.
Dio ama la Chiesa quando si mette a servire.
Sì, Gesù vuole da tutti noi questo atteggiamento:
Metterci un bel grembiule (come quello della mamma o del papà a casa) e servire.
Servire perché poi alla fine ci meritiamo una bella sommetta di euro?
Servire perché poi qualcuno ci dirà che siamo bravi?
Servire perché poi dobbiamo dire che abbiamo fatto tutto noi?
Servire perché poi dobbiamo dire che comandiamo noi?
Già, perché mai dovremmo servire?
“Figlio dell'uomo infatti non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti”.
Cari ragazzi, servire perché Gesù si è fatto e si fa sempre nostro servitore;
Servire perché il cristiano ama come Gesù.
Ora però voglio provare a fare qualcosa di nuovo con voi.
Abbiamo detto che Gesù ama i discepoli che si fanno servi come Lui.
Vi andrebbe di fare un’azione concreta in cui vi fate servi?
Ad esempio a casa…, potreste aiutare la mamma o il papà, senza che ve lo chiedano, fare una cosa per la famiglia che avete sempre rifiutato di fare;
o in parrocchia…;
o a scuola .
Quando poi vi chiederanno il perché la vostra risposta potrebbe essere:
Perché Gesù si è fatto servo per amore…
Bene, allora preparate il grembiule…
Semplicemente un servo inutile in Cristo














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