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"La famiglia, dono e impegno, speranza dell'umanità"
La Famiglia nel Sentimento e nelle Parole di Giovanni P. II


Narrare la fede ai figli
Essere Genitori a cura di Don Michele Cuttano



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Spedizione del Singolo Libro con la Velocissima Posta Prioritaria

Domenica 15 Aprile 2012 II Domenica di Pasqua - Anno B

Letture: Atti 4,32-35; Salmo 117; 1 Giovanni 5,1-6; Giovanni 20,19-31

SI PUO’ DARE DI PIU’…



Gesù, appena risorto, sente subito il bisogno di stare con i suoi amici, non vuole farli sentire “abbandonati”.
Infatti si reca dai suoi discepoli e le prime parole che dona loro sono: “Pace a voi”.
Abbiamo bisogno anche noi oggi di queste parole di Gesù?
Abbiamo bisogno pure noi di pace?
Tante volte i nostri cuori temono tutto il male che ci circonda.
Possiamo quindi già avere uno spunto per noi:
L’incontro con Cristo porta la pace.
Tutte le volte che non c’è pace vuol dire che non c’è Gesù!
Cari ragazzi, tutte le volte che ci sono guerre, divisioni, vuol dire che non c’è l’Amore di Dio.
Chi ha Gesù nel cuore ha la pace!
Andiamo avanti, continuiamo a leggere il Vangelo.
Gesù fa una cosa un po’ strana:
“Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco”.
Il Figlio di Dio fa capire che Lui è risorto e per farci credere nella Sua resurrezione ci mostra i segni della sofferenza!
Ragazzi, la sofferenza che per questo mondo è qualcosa d’inutile invece, per Dio, diventa un segno della vita eterna.
Che significa per noi? Cosa vuol farci capire Gesù?
Gesù ci insegna che ogni sofferenza, se vissuta con amore, diventa un passaggio verso la gioia eterna.
Non è meraviglioso tutto questo?
Non è stupendo che tutto quello che fa soffrire il mondo diventa in Cristo qualcosa che ci porta direttamente in cielo?
Ma questa settimana ci presenta anche un personaggio mitico, simpatico, molto simile ai nostri comportamenti:
Il Signor Tommaso, apostolo.
Lo so, lo so che si dice “Tommaso ficca naso”.
In realtà c’è poco da prendere in giro.
E’ proprio così!
Tommaso non era presente quando Gesù appare agli apostoli.
Tommaso non crede al racconto dei suoi amici che gli dicono che Gesù e risorto.
Tanto era convinto che Gesù non era risorto che arriva a dire:
“Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo”.
Che faccia Tommaso, vero?
Però io a Tommaso gli darei un bacio in fronte!
Grazie alla sua incredulità Tommaso fa dire a Gesù una cosa meravigliosa che riguarda me e voi!
Gesù gli disse:” Perché hai veduto hai creduto: beati quelli che pur non avendo visto crederanno!”
Un’altra “Beatitudine”, che riguarda certamente noi!
Sì, sono certo che siamo noi tutte le volte che scegliamo la pace al posto del litigare;
Sì, siamo noi tutte le volte che perdoniamo al posto di odiare;
Sì, siamo noi tutte le volte che scegliamo di dare invece che di prendere;
Sì, siamo noi tutte le volte che scegliamo di aiutare l’amico in difficoltà invece che sfotterlo;
Sì, siamo noi tutte le volte che preferiamo un amico debole, ammalato invece di stare con i belli e tosti.
Sì, possiamo essere noi…
Dobbiamo scegliere, anche questa settimana dobbiamo scegliere.
Ringraziamo Tommaso ma non facciamo come Tommaso…!
E’ tempo di credere.
I discepoli ci fanno capire che credere non è solo un bel pensiero, qualcosa che resta nella mente…
Credere significa vivere.
La Parola di Dio ci dice che i cristiani vivevano mettendo in comune i loro beni.
Come cristiani siamo chiamati a donare di più ai nostri prossimi che la vita ci mette davanti.
Il cristiano ha sempre una marcia in più!
Il raccontino di questa settimana ci parla di cosa siamo capaci di fare quando escludiamo Dio dalla nostra vita…:
In un paese c’erano due fratelli che da anni si odiavano a morte, non si sopportavano…, quando per sbaglio si incontravano per strada erano urla e botte!
Il re di questa cittadina era molto addolorato di questa situazione, in tante maniere aveva cercato di rappacificare i fratelli ma ogni tentativo era andato a male.
Non sapendo che altro escogitare, sentendosi lui stesso umiliato per l’odio che due suoi sudditi avevano nel cuore, esasperato, un giorno chiamò i due fratelli nel suo palazzo e fece loro questa allettante promessa….:
“Se smetterete di odiarvi io vi farò qualsiasi cosa mi chiederete e a vostro fratello farò lo stesso dono raddoppiato……, sono disposto a fare tutto….”
Rivolgendosi quindi ad uno dei due fratelli disse: “Che vuoi che io ti faccia e che tuo fratello riceva due volte tanto?”
Il fratello interpellato rispose:
“Mio generoso re, la tua bontà è infinita e spero che anche il tuo mantenere la parola data sia così grande…. :
Quello che io voglio è che tu mi cavi un occhio……!
Che io sia orbo ad un occhio ma che mio fratello diventi cieco………!
Triste il racconto, vero?
Parla della nostra umanità tutte le volte che escludiamo Dio.
Come sarebbe bello se ognuno di noi, al posto del fratello, chiedessimo: Signore donami la felicità, affinché mio fratello possa essere due volte felice …
servo inutile






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