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La Famiglia nel Sentimento e nelle Parole di Giovanni P. II

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Domenica 15 Gennaio 2012 II Domenica del T. O. anno B

LETTURE: 1 Sam 3,3b-10.19; Sal 39; 1 Cor 6,13c-15a.17-20; Gv 1,35-42

VEDRAI, VEDRAI CHE CAMBIERA’…


Driiiiiiiiiiiin, driiiiiiiiiiiiiiiin, driiiiiiiiiiiii…
Suona il telefono, e dai rispondi.
C’ una chiamata per te…
Magari Marco che ti invita a giocare a pallone;
O Luca che ti ricorda l’allenamento di pallavolo;
Oppure quel noioso di Francesco che vuol sapere come si fa quel compito di matematica.
Non pu essere certamente Ges, fino ad ora, Lui al telefono non ha mai chiamato nessuno.
Che c’entra questo con il Vangelo?
Emb, sai, il Vangelo di questa Domenica parla proprio della “chiamata”.
Giovanni, l’evangelista ci racconta la chiamata dei primi amici di Ges.
Subito noi potremmo pensare che questo Vangelo sar pure bello per non ci riguarda tanto.
Che chiamata possiamo mai attendere da Ges?
La maggior parte di voi non ha mai pensato, neppure lontanamente, di farsi prete o suora.
Per cui discorso “chiamata” chiuso.
Bene, il pensiero sul Vangelo di questa settimana terminato:
Noi non c’entriamo niente con l’argomento.
Posso dirvi una cosa, piccina piccina?
Questa chiamata non solo per farsi sacerdoti o suore;
soprattutto per diventare cristiani, veri amici di Ges.
Vediamo allora in che modo pu interessare tutti noi.
I primi discepoli sapevano che “Qualcuno” di importante sarebbe venuto.
Non sapevano per la loro vita, dopo questo incontro, come sarebbe cambiata.
Subito parte una prima domanda importante per voi: state aspettando qualcuno nella vostra vita?
La vita di ogni uomo sempre un’attesa.
Quali sono le nostre attese pi importanti?
Ne elenchiamo qualcuna insieme?
La campanella dell’ultima ora a scuola…;
Il nuovo paio di scarpe griffate…;
Il cellulare ultra sottile che fa tutto, magari anche i compiti a scuola…;
Una vacanza da tempo sperata;
La partita importante della nostra squadra del cuore;
La guarigione da una malattia…;
Il ritorno a casa di un genitore…
Come vedete ci sono tante cose che potremmo attendere, alcune banali, altre pi importanti.
Poi c’ L’ATTESA fondamentale per la vita di ognuno di noi: L’attesa d'incontrare Ges.
Per i discepoli quest'incontro ha portato tutta una serie di novit.
A Simone, figlio di Giovanni, Ges gli cambia persino il nome:
“Tu sei Simone, il figlio di Giovanni; ti chiamerai Cefa (che vuol dire Pietro) ”.
Sapete, per il popolo d’Israele, il nome molto importante.
Ad ogni nome corrisponde una missione.
Ges cambiando il nome a Pietro gli dona anche la missione, gli dona una nuova vita:
Da pescatore in mezzo al mare a pescatore di uomini sulla terra.
Cos anche per noi, anche se non cambiamo il nome, l’incontro con Ges ci cambia la vita.
Anche ai pi giovani Cristo cambia la vita.
Dio affida anche a voi ragazzi una missione importante.
Ci sono delle cose da fare che Ges ha preparato per ognuno di voi.
Su, coraggio, datemi voi delle risposte.
Qualcuno di voi potrebbe dire che si sente chiamato a diventare un medico per salvare la vita a tanti uomini;
Un altro potrebbe dire che si sente chiamato a diventare un pompiere, per salvare la gente dai pericoli;
Continuando si potrebbe trovare qualcuno di voi che spera di diventare un uomo di scienza per risolvere magari il problema della fame nel mondo.
C’ qualcuno di voi che disposto ad amare come Ges ci ha insegnato?
Come?
Donandosi.
Mani, piedi, gambe, bocca, naso, orecchie, capelli, occhi, labbra, sorrisi, lacrime, parole, cuore.
Che significa questo elenco?
Niente, volevo solo dirvi che il cristiano si dona tutto.
Avrete capito che c’ da impegnarsi a fondo.
Non siete soli, c’ Qualcuno che vi sta guardando
- Ges, fissando lo sguardo su di lui disse: “Tu sei Simone, il figlio di Giovanni; ti chiamerai Cefa (che vuol dire Pietro)”.
Incontriamo anche noi lo sguardo di Ges, magari anche nello sguardo del nostro prossimo.
Vi dono un raccontino, vuol farci capire che Dio ha bisogno anche della nostra mano.
Un maestro viaggiava con un suo discepolo incaricato di occuparsi del cammello. Una sera, arrivati in una locanda, il discepolo era talmente stanco che non leg l’animale.
“Mio Dio, preg coricandosi, prenditi cura del cammello: te lo affido”
Il mattino dopo il cammello era sparito.
“Dov’ il cammello?”, chiese il maestro. “Non lo so” rispose il discepolo. “devi chiederlo a Dio! Ieri sera ero cos sfinito che gli ho affidato il nostro cammello. Non certo colpa mia se scappato o stato rubato. Ho esplicitamente domandato a Dio di sorvegliarlo.
E’ Lui il responsabile.
Tu mi esorti ad avere la massima fiducia in Dio, o no?”
“Abbi la pi grande fiducia in Dio, ma prima lega il tuo cammello”, rispose il maestro.
“Perch Dio non ha altre mani che le tue”.

servo inutile, finch Dio vuole.




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