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"La famiglia, dono e impegno, speranza dell'umanità"
La Famiglia nel Sentimento e nelle Parole di Giovanni P. II


Narrare la fede ai figli
Essere Genitori a cura di Don Michele Cuttano



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Giovedì 1 Novembre 2012 Solennità di Tutti i Santi

LETTURE: Ap 7,2-4.9-14; Sal 23; 1 Gv 3,1-3; Mt 5,1-12a

LA LIBERTA’ DI VOLARE





La cosa che più mi colpiva da ragazzo quando guardavo l’immagine dei santi era …l’aureola.
Luminosa, pareva proprio bella.
Anche quando guardavo il presepe capivo con facilità chi era San Giuseppe perché era diverso da tutti gli altri personaggi.
No, non solo perché aveva il bastone in mano ed aveva un volto molto mite ma perché aveva una bella aureola, appunto come i santi.
Lo piazzavo vicino a Gesù proprio perché portava quella luce in testa.
Poi, sapete com’è, sono cresciuto e ho dimenticato l’aureola dei santi e quando li penso e li “disturbo” lo faccio sempre perché si adoperino per un miracolo.
E poi, e poi, e poi c’è il Vangelo di questa festa chiamata di tutti i Santi.
Leggendolo sono rimasto un po’ deluso:
Mi aspettavo un Vangelo dove Gesù facesse un miracolo importante.
Una moltiplicazione dei pani, o la risurrezione di Lazzaro, o quando ha riportato in vita il figlio unico di una madre vedova.
Insomma, uagliò, i santi fanno i miracoli, altrimenti che santi sono?
Che cosa mai può centrare la santità con quelli che piangono, con quelli che sono perseguitati, con quelli che sono miti, con i poveri in spirito, con i puri di cuori…
Già, perché la Chiesa oggi, festa di tutti i Santi, ci presenta il brano del Vangelo delle Beatitudini?
E poi, ad esser sinceri, queste beatitudini non ci sembrano molto beate…
Ad una persona che ci è antipatica potremmo augurare proprio le beatitudini.
Poverini che siamo diventati!
Abbiamo confuso la santità con i miracoli!
Pensiamo ai santi e pensiamo ai miracoli e non abbiamo capito niente dei Santi e cosa peggiore non sentiamo la santità come qualcosa che ci accocchia con la nostra vita!
Sì, ragazzi se non lo avete capito questa di oggi è la festa di tutti i cristiani!
Essere cristiani significa vivere santamente.
No, non facendo i miracoli.
Ma rinunziando in primo luogo al male, ad ogni genere di peccato
Se conosciamo bene la vita di qualche santo ci accorgeremmo che quello che li ha resi santi non sono stati i miracoli ma la vita!
Qualche esempio?
San Francesco d’Assisi che ha rinunciato ai beni di questo mondo in modo totale, ha rinunciato ad ogni forma di violenza sempre, ha visto la Presenza di Dio come un dono in ogni evento, anche nella morte che chiamava “sorella nostra morte corporale”.
San Pio da Pietrelcina?
Ha combattuto contro il male, ha accettato anche delle ingiustizie per obbedienza, senza mai fare scandalo per l’unità della Chiesa, ha donato tutto quanto aveva e riceveva per il bene del prossimo, era sincero e diceva sempre la verità senza mai fare preferenze di persone, era davvero un servo di Dio in tutto.
Ragazzi è importante capire questo:
Anche noi siamo chiamati alla santità semplicemente vivendo tutto quello che facciamo per Gesù.
Sei un amico?
E vivi l’amicizia in Cristo, in modo leale, senza violenza e furbizie.
Sei a divertirti?
E vivi la gioia senza farti del male e senza far del male a nessuno, cercando il divertimento nel dono dello stare insieme rispettando il prossimo.
Sei in famiglia?
E vivi la famiglia come il dono più grande che Dio ha fatto a te e al mondo.
Vivi il dono dell’avere fratelli e sorelle nella generosità.
Vivi il rapporto con il tuo corpo nella purezza, nel rispettare ogni parte del tuo corpo come un luogo dove Dio è presente.
Rispetta anche il corpo della persona verso la quale senti affetto, rispetta il progetto d’amore che Dio ha per te come futuro papà o mamma.
Hai un amico che non “marcia” bene, che cerca e fa cose proibite?
E abbi il coraggio di dire la verità sul male che fa e sui rischi che corre e non unirti mai nel male che fa.
Alla luce di quanto detto possiamo capire perché la Chiesa quando ci parla di Santi ci parla delle Beatitudini, della vita non secondo il piacere che viene dal mondo, ma della vita vissuta in Cristo.
Ora capiamo che i Santi da festeggiare siamo noi quando Cristo vive in noi.
Ora capiamo e capisco che quell’aureola in testa ai Santi rappresenta la Luce di Cristo nella nostra mente in tutte le azioni che viviamo ogni giorno!
Ora, scusa, voglio farti una domanda…
Ma quante volte al giorno dimentichi che hai l’aureola, cioè che Cristo vive in te?
La santità cerca una casa:
il mio e il tuo corpo…



semplicemente un servo inutile in Cristo










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