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"La famiglia, dono e impegno, speranza dell'umanità"
La Famiglia nel Sentimento e nelle Parole di Giovanni P. II

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Domenica 25 Dicembre 2011 NATALE

LETTURE: Is 52,7-10; Sal 97; Eb 1,1-6; Gv 1,1-18

THAT’S WHY I’M HERE (ECCO PERCHE’ SONO QUI)


Le nostre Chiese e le nostre case in questi giorni hanno un posto in comune che ci porta al Natale;
che affermazione scontata al punto che non può essere neppure una domanda:
il Presepe!
Senza la solita fretta mettiamoci davanti al presepe e raccontiamoci tutte le sensazioni, tutti i pensieri che un presepe ci fa passare nel cuore…
Le luci, belle le luci…;
I pupazzetti del presepe, che carini;
la stella cometa;
il bue e l’asinello;
Maria e Giuseppe e poi
e poi Gesù Bambino.
Tutto troppo bello, magico Natale.
Non vi nascondo che anche io da ragazzino, anche se terribile, pensavo queste cose;
bè, per la verità le penso ancora oggi…
E’ troppo bella l’atmosfera del Natale.
Sì, però ho l’impressione che Gesù voglia dirci qualcosa di più, che non si tratti solo di atmosfere natalizie.
Dai, cerchiamo di capire bene.
Gesù, la Madonna e San Giuseppe, tutti insieme che cosa formano?
Un bel trio…
No!
Un quadretto da mettere sotto l’albero?
No!
Gesù bambino, la Madonna e San Giuseppe sono la Famiglia più itinerante della storia dell’umanita.
Non si tratta solo di chilometri percorsi ma si tratta di cammino attraverso il tempo!
Non c’è bisogno di scomodare Piero Angela per fare un viaggio nel tempo ma,
sapete, sono quello che dovrebbero essere la mia e la tua famiglia.
Sì, stranamente Dio che può tutto ha voluto far nascere Suo Figlio in una normalissima famiglia:
Un uomo e una donna sono la mamma e il papà del Figlio di Dio.
Sembra un fatto molto naturale ma, a volte, gli adulti, pare che lo dimentichino…
E’ Dio che ha creato la prima vera Famiglia.
Ecco, possiamo dire, con molta tranquillità e gioia, che siamo anche noi un presepe vivente se somigliamo il più possibile alla Famiglia di Nazareth.
Già, papà come San Giuseppe, te lo immagini?
Già, la mamma come la Madonna, te la immagini?
Già, voi come Gesù, ve lo immaginate…?
Una famiglia dove il bene più prezioso non è certo rappresentato dai soldi…
Sapete, non so se ci avete fatto caso ma Gesù in quanto Figlio di Dio dovrebbe nascere in una reggia;
invece nasce come un povero, in mezzo a gente povera.
Dio fa subito una scelta di vita:
a Lui non interessano ricchezze, onori, potere.
Lui guarda ai cuori.
Anche per le nostre famiglie la ricchezza più importante è l’Amore.
L’Amore fra di noi, in casa tutti i giorni.
Guardate che l’amore circola in famiglia anche se qualche volta ci capita di litigare con i fratelli…
Come?
Perdonando!
Ancora una cosa, importante.
Se voi ci avete fatto caso tutti i presepi hanno una particolarità…
Vi faccio un esempio.
Voi pensate per un attimo che, a fine dicembre, qualcuno venga a casa vostra, in un momento particolare quale può essere ad esempio la nascita di un bambino e lasci, ascoltate un po’, la porta di casa vostra aperta, tutta spalancata.
Già me le immagino le vostre reazioni o le vostre urla: “La portaaaa, chiudete la porta, che hai la coda!”.
Uè, voi avete mai visto un presepe chiuso, con la porta chiusa, che per vedere dentro che succede devi spiare dalle finestre?
Che vuol dire?
Che la Famiglia di Nazareth è aperta al mondo, offre al mondo, a tutti noi, la più grande ricchezza dell’universo:
Gesù .
Tutti noi se accogliamo Gesù lo dobbiamo portare al nostro prossimo.
Non possiamo tenerci Cristo chiuso nelle nostre case.
La Gioia più grande per questo Natale?
- C’erano in quella regione alcuni pastori che vegliavano di notte facendo la guardia al loro gregge.
«Non temete: ecco, vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia».
E subito apparve con l’angelo una moltitudine dell’esercito celeste, che lodava Dio e diceva:
«Gloria a Dio nel più alto dei cieli e sulla terra pace agli uomini, che egli ama».
Caro ragazzo del 2011 che accogli Gesù nel tuo cuore;
tu diventi un angelo quando porti una grande gioia al mondo.
Quando nella tua vita, le tue azioni di bontà, dicono a tutto il mondo che hai visto Gesù che è nato in te…
Questa è la vera gioia del Natale:
Scoprire che Gesù è nato nei nostri cuori e donare questa gioia a tutti quelli che troveremo per le nostre strade.
Sai, c’è tanta pace per gli uomini che Egli ama.
Dio ama me, te;
Dio ama tutta l’umanità, senza alcuna distinzione di razza, di colore, di bandiera…
Accogliamo Gesù amando come Lui ama.
Il raccontino magari ve lo ricordate ma è troppo bello…
Tanto tempo fa, in un piccolo villaggio, la bottega di un falegname. Un giorno, durante l’assenza del padrone, tutti i suoi arnesi da lavoro tennero un gran consiglio.
La seduta fu lunga e animata, talvolta anche veemente. Si trattava di escludere dalla onorata comunità degli utensili un certo numero di membri. Uno prese la parola “dobbiamo espellere nostra sorella Sega, perché morde e fa scricchiolare i denti.
Un altro intervenne “non possiamo tenere fra noi sorella Pialla, ha un carattere tagliente e pignolo, da spelacchiare tutto quello che tocca. Fratello Martello protestò un altro ha un caratteraccio pesante e violento. Lo definirei un picchiatore. E’ urtante il suo modo di ribattere, escludiamolo!
E i Chiodi? Si può vivere con gente così pungente? Che se ne vadano! E anche la Lima e la Scartavetro, la cui unica ragione di essere sembra quella di graffiare il mondo!
Così discutevano animatamente tutti gli attrezzi del falegname. Parlavano tutti insieme. Il Martello voleva far fuori la Lima e la Pialla, questi volevano a loro volta l’espulsione dei Chiodi e del Martello. Alla fine della seduta tutti avevano espulso tutti.
La riunione fu bruscamente interrotta dall’arrivo del falegname.
L’uomo prese un’asse e lo segò con la Sega mordace. Lo piallò con la Pialla che spela tutto quello che tocca. Sorella Ascia che ferisce crudelmente, sorella Raspa dalla lingua scabra, sorella Scartavetro che raschia e graffia entrarono in azione subito dopo.
Il falegname prese poi i fratelli Chiodi dal carattere pungente e il Martello che picchia e batte .
Si servì di tutti i suoi attrezzi di brutto carattere per costruire una culla. Una bellissima culla per accogliere un bambino che stava per nascere, Gesù il Figlio di Dio. Un Natale da martello, da chiodo, da lima, da…non importa purché tu serva per costruire una culla a Gesù che si fa piccolo per essere accolto dall’umanità.

servo inutile in cammino con voi finchè ci sono.




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