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Domenica 11 Dicembre 2011 III Domenica di Avvento Anno B

LETTURE: Is 61,1-2.10-11; Lc 1,46-54; 1 Ts 5,16-24; Gv 1,6-8.19-28

ANIMA MIA (Stai con Gesù e sarai felice!)




Gioia, cari ragazzi, che cosa vi fa venire in mente la parola gioia?
Cerco, come al solito, di rispondere al posto vostro, magari qualche risposta riesco ad indovinarla.
Bene, ci potrebbe essere gioia perché si avvicinano le vacanze a scuola per il Natale;
Certamente riceveremo dei regali;
Avremo del tempo libero per dedicarci alla preghiera davanti alla play station;
Qualche bella partita a calcio;
Dolci , tanti dolci da mangiare, altrimenti che Natale é…?
Questi possiamo dire che sono una parte dei nostri desideri, desideri che appartengono alla nostra parte materiale, quella che appartiene al corpo.
Ma io lo so che voi lo sapete che abbiamo anche un’anima, magari nascosta da qualche parte ma ci sta.
Allora vediamo di capire che cosa può significare la gioia per la nostra anima, cerchiamo di capirlo dal Vangelo di questa terza domenica d'avvento.
“Venne un uomo mandato da Dio:
il suo nome era Giovanni.”
Subito il Vangelo ci presenta la figura di Giovanni il Battista come un inviato da Dio.
Secondo voi a chi possiamo paragonare questo signor Giovanni Battista? (Battista non è il cognome)
San Giovanni svolge il compito che fa oggi la Chiesa: indica a tutti gli uomini Gesù.
Infatti, nel Vangelo ci sono degli uomini che interrogano il Battista dicendogli “Chi sei tu?”
La risposta di Giovanni è troppo forte, lui dice di se stesso che è “la voce di uno che grida nel deserto: preparate la via al Signore”.
Cari ragazzi, è importante per noi oggi prepararci in questo Natale a ricevere Gesù.
Tante volte guardando la televisione, ascoltando i discorsi dei grandi capiamo che nel mondo ci sono tante difficoltà, tante guerre, tanta gente che soffre per mancanza di cibo, di medicine.
Allora potremmo pensare che è più importante per l’uomo cercare queste cose concrete che mancano e non cercare Dio.
La verità è che nel mondo non mancano le medicine, il cibo, la pace…
Quello che manca veramente è l’amore di Gesù nel cuore degli uomini.
L’uomo che dimentica il fratello che soffre mette Dio fuori dalla porta del suo cuore.
Quando l’uomo non attende più Gesù diventa chiuso, egoista, non si accorge del fratello vicino che sta male.
Allora concretamente prepararsi a ricevere Gesù in questo Natale significa aprirci alla gioia di accogliere il prossimo.
Se veramente vogliamo accogliere Gesù lo dobbiamo accogliere nel prossimo che ha bisogno del nostro aiuto.
La vera gioia del Natale che sta arrivando è proprio questa: Prepararsi ad amare Gesù nel fratello.
Per accogliere il prossimo-nostro fratello bisogna rompere con il peccato, con i nostri egoismi, con il nostro volere sempre di più per noi stessi.
La Chiesa, con il Vangelo di questa Domenica ci dice con estrema chiarezza che c’è la gioia che non ci verrà mai tolta, la gioia della vita senza peccato, pulita:
la gioia dell’accoglienza di Cristo nel nostro prossimo
Magari se non ci abbiamo ancora provato potremmo iniziare,
magari accogliendo quell’amico che non ci è per niente simpatico!
Aprendoci a Cristo in quella situazione di vita possiamo sperimentare che tutto cambia in noi
provare per credere…
Il raccontino di questa settimana ci parla proprio di un piccolo gesto,
sembra così piccolo ma cambia tutto in noi…

Un mercante aveva concluso buoni affari al punto che aveva la borsa piena di denari.
Per prudenza voleva rientrare a casa prima del calare della notte e decise di mettersi subito in viaggio.
Sellò il cavallo e partì di buon’ora. Verso mezzogiorno fece tappa in una città.
Il servo che badava al cavallo gli disse che mancava un chiodo al ferro della zampa posteriore sinistra.
Disse il mercante: “Lascia perdere, ancora pochi chilometri e sarò a casa, il ferro terrà benissimo!”.
A metà pomeriggio, facendo un’altra sosta, gli disse il servo: “Padrone, al cavallo manca un ferro alla zampa posteriore sinistra”.
“Ma no, disse il mercante, il cavallo sopporterà bene la poca strada ancora da fare.
Rimessosi in cammino, dopo poco il cavallo cominciò a zoppicare, dopo un po’ a vacillare ed infine cadde e si spezzo la gamba.
Il mercante si vide costretto ad incamminarsi a piedi, con la borsa sulle spalle e fu sorpreso dalla notte e di notte fu derubato di tutti i suoi sudati guadagni.
“E tutto per colpa di uno stupido insignificante chiodo e piccolo!”
Magari anche per noi c’è qualcuno da amare, da accogliere e ci sembra cosa di poco conto
e invece,
ci toglie la gioia!
Su coraggio, si può dare di più…,
con Cristo si può!

servo inutile






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