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Domenica 4 Settembre 2011, 23ª Domenica del Tempo Ordinario

LETTURE: Ez 33,7-9; Sal 94; Rm 13,8-10; Mt 18,15-20

GRAZIE PERCHE’… (Mi metti nella Verità)



“L’estate sta finendo…” è il verso di una canzone di qualche anno fa che ci manda una scampanellata sul tempo che stiamo vivendo…
Tempo di riprendere, magari anche, perché no con un sorriso, il pensiero della scuola, degli amici che ritroveremo, della gioia del fine settimana tanto atteso.
Sotto questo punto di vista i giorni d’estate, pur se meravigliosi, son tutti uguali…
Tanto per rimanere in tema, cosa vi fa venire in mente il termine “correzione”?
Non so a voi, ma quando ero ragazzo io era immancabile nel quotidiano scolastico la correzione dei compiti.
Con certi professori non si poteva scappare, era una “tassa” fissa giornaliera!
Chi può dimenticarla la doppia matita blu e rossa, chissà chi mai l’avrà inventata?
Ma il correggere chi sbaglia non ha a che fare solo con la scuola;
anche con la nostra vita di tutti i giorni.
I nostri genitori ad esempio sono coloro che spesso ci correggono, che ci fanno riflettere sulle nostre azioni.
Questo atteggiamento nasce dalla volontà di farci vivere meglio, di evitare che ci facciamo del male.
Diciamoci la verità, non è che ci piace tanto essere corretti, vero?
Sapete, il Vangelo di questa Domenica ci dice che…
“Se il tuo fratello commetterà una colpa contro di te, va’ e ammoniscilo fra te e lui solo; se ti ascolterà, avrai guadagnato il tuo fratello; se non ascolterà, prendi ancora con te una o due persone, perché ogni cosa sia risolta sulla parola di due o tre testimoni”
Come ci dice il Vangelo, se ci rendiamo conto che un nostro amico, un fratello, commette degli errori noi siamo invitati a dire la verità.
Non certamente per farci da maestri o per umiliare o fare un dispetto…
Infatti il Vangelo ci dice che lo scopo è per guadagnare un fratello, quindi per amore.
Onestamente le cose possono sembrare semplici ma devo riconoscere che, ad esempio fra amici, è un po’ complicato.
Mi spiego.
Se un amico fa una sciocchezza o una cattiveria noi spesso amiamo farci i “fatti nostri” o addirittura partecipare alla nefandezza commessa da questo amico!
Bene, anzi male, quando ci comportiamo così non siamo di Cristo.
Gesù non ama la menzogna.
Il cristiano dice la Verità, anche se scomoda.
L’omertà non viene da Gesù ma dal maligno che è ingannatore.
Tacere il male significa non volere bene a quella persona.
E’ bello che il Vangelo ci insegna anche a come comportarci nel correggere.
Sempre con dolcezza e rispetto, senza voler forzare, mettere in evidenza che quella azione commessa è sbagliata, fa del male a chi la commette e a chi la subisce…
In questo fra amici ci si può aiutare.
Per un amico vero, come dice una bella canzone, ci si va a piedi fino a Bologna…
A volte può capitare che ad essere corretti siamo noi!
Che siamo noi quelli che commettono qualche cosa di non giusto ed un amico si fa avanti nel dire:
“Perché mi hai fatto questo?”
La nostra prima reazione potrebbe essere quella di negare o di voler giustificare i nostri errori con il male eventualmente ricevuto…
Cari ragazzi, voglio solo ricordarvi che nella storia dell’umanità ogni vergognosa guerra fatta da un popolo è avvenuta per un eventuale torto ricevuto…
Il male è male e non ha nessuna giustificazione.
Quando si riceve una correzione da un amico bisogna fare un atto di coraggio che non consiste nel comportarsi con arroganza o nell’inventarsi stupide scuse ma nel dire “grazie” a questa persona che ci sta amando.
Sì, ammonire, aprire gli occhi a chi sta sbagliando, è un atto d’amore.
Ragazzi, non a caso, il Vangelo di questa Domenica ci parla anche della preghiera…
“In verità io vi dico ancora: se due di voi sulla terra si metteranno d’accordo per chiedere qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli gliela concederà. Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro”
E’ importante per il cristiano pregare anche per chi sta sbagliando, per chi ha commesso del male.
Spesso vado in carcere e incontro degli uomini che hanno commesso errori nella loro vita e molti di questi sono giovani.
Quante volte mi è capitato di ascoltare la famosa e purtroppo tardiva frase “a se avessi ascoltato chi mi diceva di non comportarmi in quel modo…”
Dio offre a tutti gli uomini un tempo nuovo:
il tempo della conversione, il tempo del cambiare vita, di abbandonare e riparare il male fatto.
Quante volte con questi ragazzi mi fermo a pregare per le loro vite, per i loro cari e per le persone a cui hanno fatto del male.
Ogni uomo ha la possibilità di ricominciare di nuovo a seguire Cristo, anche noi quando sbagliamo e incontriamo un angelo che ci rimette sulla via dell’Amore…
E qualche volta quell’angelo possiamo essere anche noi.
Vi dono un raccontino che ci aiuta a capire che il nostro parlare deve essere secondo l’amore di Gesù e non tanto per fare prendere aria alla nostra bocca…
“Una volta una donna andò a confessarsi da san Fi¬lippo Neri, accusandosi di aver sparlato di alcune per-sone. Il santo 1'assolse, ma le diede una strana peniten¬za. Le disse di andare a casa, di prendere una gallina e di tornare da lui, spiumandola ben bene lungo la stra¬da. Quando fu di nuovo davanti a lui, le disse: «Ades¬so torna a casa e raccogli una ad una le piume che hai lasciato cadere venendo qui». La donna gli fece notare che era impossibile: il vento le aveva certamente disperse dappertutto nel frattempo. Ma qui l'aspettava san Filippo. «Vedi - le disse - come è impossibile rac¬cogliere le piume, una volta sparse al vento, cosi è im¬possibile ritirare mormorazioni e calunnie una volta che sono uscite dalla bocca.”
Bello e attuale il Vangelo, vi pare?

un servo inutile






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