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"La famiglia, dono e impegno, speranza dell'umanità"
La Famiglia nel Sentimento e nelle Parole di Giovanni P. II

Narrare la fede ai figli
Essere Genitori a cura di Don Michele Cuttano



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Domenica 21 Novembre 2010 Cristo Re

Letture: 2 Sam 5, 1-3; Sal 121; Col 1, 12-20; Lc 23, 35-43

YOUR LOVE IS KING (IL TUO AMORE E’ IL RE)


La Parola del Vangelo di questa settimana è “La parola chiave per la nostra vita eterna!”
Mi capita spesso, penso che qualche volta capiti anche a voi ragazzi, di soffermarmi sul mio agire della giornata, di rivedere tutte le mie “grandi opere” quotidiane e le mie rare azioni “nobili” o presunte tali.
Non è semplice, a volte vuoi fare del bene, pensi di farlo, ma poi ti accorgi che hai combinato un macello ;
Altre volte viene fuori proprio quella parte di noi che vorresti dimenticare, la parte aggressiva, prepotente, che si interessa solo ai fatti propri.
Ora che sto scrivendo me ne viene in mente una mia, fresca fresca …,
capita anche a voi?
E, come dice una canzone, mi soffermo a pensare del “che sarà della mia vita… chi lo sa… ”, la mia vita dopo la morte, chiaramente!
Embè, il Vangelo non ci lascia mai soli.
Sì, il Vangelo di questa domenica è veramente serio, senza difficoltà di comprensione, senza problemi di interpretazione.
Ci presenta il Figlio di Dio che muore in Croce in, diremmo noi, cattiva compagnia…
La Croce di Gesù al centro e due malfattori uno a destra e l’altro a sinistra…
Insomma, ci sarebbe da dire: “Non c’è più religione”.
Il Figlio di Dio che si sottomette al giudizio degli uomini e accetta una pena ingiusta.
Noi che cerchiamo di incontrare il nostro Dio in tanti posti “gloriosi” e invece incontriamo Suo Figlio messo in Croce!
Cristo ha fatto la Sua scelta, fino all’ultimo Cristo ha scelto l’umanità sofferente e che ha sbagliato.
Gesù si sceglie i suoi amici in modo differente dal nostro, Lui ha un metro differente:
Il metro dell’amore.
No, non importa se fino ad oggi hai sbagliato importa solo che tu riconosca in Lui il Figlio di Dio e che abbandoni il male, da subito, come il buon malfattore:
“Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: «Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e noi!». L'altro invece lo rimproverava dicendo: «Non hai alcun timore di Dio. tu che sei condannato alla stessa pena? Noi, giustamente, perché riceviamo quello che abbiamo meritato per le nostre azioni; egli invece non ha fatto nulla di male».
E disse: «Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno». Gli rispose: «In verità io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso”
Il Vangelo ci dice con estrema chiarezza che ci sarà un giudizio compiuto in base al comando dell’amore, non c’è altra distinzione fra gli uomini.
Davanti a Dio ci sono gli uomini che amano e gli uomini che non amano, una via di mezzo non c’è!
E allora dobbiamo chiederci come stiamo combinati ad amore?
In questo Vangelo, seppure sottinteso, ritorna ancora il concetto di tempo, il tempo della conversione è quello presente, non ci saranno i “tempi supplementari” o “la gara di ritorno”….
Sarà inutile dopo, quando ci troveremo faccia a faccia con Cristo, dire le parole “Signore, andavo a Messa tutte le Domeniche!”.
Saremo giudicati sull’Amore e ci salveremo solo se su questa terra abbiamo amato come Gesù.
Quante volte di fronte alla richiesta di aiuto di un qualsiasi essere umano abbiamo delegato ad altri, abbiamo fatto spalluccie, scosso la testa e magari, che ne so, quell’essere umano era Gesù?
Ragazzi, non so voi, ma io mi sento tremendamente male, chiamato in causa perché passano nella mia mente decine di volti in cui avrei potuto incontrare e servire Gesù e invece ho pensato a me, alle mie cose, alla mia famiglia, alle mie comodità, al mio cuore nel portafoglio, alla paura dell’invadenza altrui.
E penso anche alla meschinità che ho usato nello scusarmi….: che vadano al centro di accoglienza, che vadano alla caritas, che vadano dai sacerdoti, che vadano dai ricchi, che vadano dal sindaco, che vadano dai frati, che vadano nella loro nazione, che vadano nei loro tuguri, che vadano in un campo di concentramento, che vadano all’inferno.
E magari era Gesù!
Non posso e non riesco a dirvi (e a dirmi) altro che: CONVERTITI ORA.
Il racconto di questa settimana è strano, ma strano veramente, parla dell’umanità intera divisa in due stanze…
“Quell’uomo aveva viaggiato tanto. Nel corso della sua vita aveva visitato centinaia di paesi reali e immaginari.
Giunse infine al Paese dei Lunghi Cucchiai.
Questo piccolo paese è composto soltanto da due stanze, la nera e la bianca.
L’uomo decise di visitarle entrambe.
Percorse un lungo corridoio e giunse davanti ad una grande porta nera.
Subito, dopo aver mosso i primi passi, udì i lamenti e le urla che provenivano dalla stanza.
Per un attimo le esclamazioni di dolore e sofferenza lo fecero esitare, ma decise di andare avanti. Aprì la porta nera ed entrò.
Centinaia di persone erano sedute attorno ad un tavolo immenso, al centro della tavola facevano bella mostra di sé i manicaretti più succulenti che si possano immaginare, e anche se tutti i commensali avevano un cucchiaio con cui arrivavano al piatto centrale, stavano morendo di fame! Infatti i cucchiai erano lunghi il doppio delle loro braccia ed erano fissati alle mani. Così tutti potevano servirsi ma nessuno riusciva a portarsi il cibo alla bocca.
La situazione era così disperata e le grida così strazianti che l’uomo girò sui tacchi e scappò via dal salone.
Percorse un lungo corridoio e arrivò alla porta bianca.
L’unica differenza era che non si sentivano dall’interno urla strazianti.
L’uomo girò la maniglia ed entrò nella stanza.
Anche lì centinaia di persone erano sedute intorno a un tavolo, come nella stanza nera. Anche lì al centro della tavola c’erano cibi succulenti, e tutte le persone avevano un lungo cucchiaio fissato alla mano.
Ma lì nessuno gemeva, nessuno moriva di fame.
Tutti si davano da mangiare gli uni gli altri!
L’uomo sorrise, entrò nella stanza e scorse da lontano una scritta luminosa che diceva:
Benvenuti in Paradiso.”
Che dite possiamo già sperimentare una bella fetta di Paradiso già oggi?
Ce lo dice il Vangelo:
“ E disse: «Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno». Gli rispose: «In verità io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso».”

un servo dichiarato ufficialmente inutile






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