Narrare la fede ai figli
a cura di Don Michele Cuttano

 



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Don Michele Cuttano



33ª Domenica del tempo ordinario (A) 16 Novembre 2008

LETTURE: Pr 31,10-13.19-20.30-31; Sal 127; 1 Ts 5,1-6; Mt 25,14-30

QUESTIONE DI … GIOIA!



Buona domenica!
La parabola che Gesù racconta questa settimana è molto curiosa.
Ci presenta un padrone molto ricco e anche molto generoso.
Questo padrone prima di partire chiama i suoi servi e dà loro dei talenti.
Tanto per farvi capire i talenti al tempo dei romani erano delle monete molto pesanti…
"Avverrà come a un uomo che, partendo per un viaggio, chiamò i suoi servi e consegnò loro i suoi beni. A uno diede cinque talenti, a un altro due, a un altro uno, secondo le capacità di ciascuno; poi partì".
Subito una domanda, però semplice da rispondere:
Voi che fareste con tutti questi soldi ricevuti?
Vediamo un po' di dare qualche risposta.
"Comprerei tanti giochi della play station 2";
"Comprerei la Ferrari a papà che se l'aspetta da me, non il modellino che ha ora, quella vera!";
"Mi comprerei un bel motorino";
"Acquisterei l'ultimo modello di quel cellulare che canta, balla, che ti fa la doccia, che telefona pure…";
"Se fossero tanti ma tanti veramente non andrei più a scuola, con il portafoglio pieno e chi se ne importa delle tabelline, della storia, dei compiti in classe, del professore, di alzarsi presto al mattino"
"Palestra, calcetto, piscina, insomma una vita da sogno, altro che Leopardi, Dante e Ariosto; stasera al solito posto(al pub …)"
E poi sì che direi a mamma la mattina, non prima di mezzogiorno però, appena aperti gli occhi, invece di stare tutto scocciato come faccio ora: "Rilassati fanciulla, la vita è bella!"
Insomma un bell'elenco di, come si dice dalle mie parti, "scelletarie".
Manca qualcosina in questa lista di programma di vita da sogno.
Andiamo avanti con il Vangelo.
Il padrone torna e chiede ai suoi servi che cosa hanno fatto con quei soldi.
Due raccontano che si sono messi a lavorare e che i soldi sono aumentati!
Il terzo invece racconta di aver preso i soldi e di averli nascosti in una fossa scavata nella terra…
Proprio alla pinocchio
Il padrone si arrabbia con questo servo, si aspettava anche da lui che lavorando li avrebbe aumentati, anche di poco.
Quanto è attuale questa parabola: anche ai giorni nostri tanta gente si convince che per guadagnare non bisogna lavorare ma metterli in una bella borsa…,
peccato però che poi questa borsa aveva un grosso buco nel fondo e sti soldi non si sa dove sono andati a finire, chi se li è pappati…
Cari ragazzi, il padrone è Dio e i talenti che abbiamo ricevuto non sono soldi.
Quali sono i talenti che abbiamo ricevuto?
Le mani, i piedi, gli occhi, le orecchie, la parola, l'intelligenza e tanto tanto altro che il Signore ci ha donato.
Ma attenzione, aver ricevuto i talenti può non significare un bel niente!
Se non li moltiplichiamo, avere dei talenti solo per sé, è come se andassimo a sotterrarli,
proprio come il servo malvagio e pigro del Vangelo.
I talenti che abbiamo ricevuto li moltiplichiamo se li doniamo, se li mettiamo a disposizione del nostro prossimo.
Cioè, se amiamo!
L'amore moltiplica.
All'uomo egoista, l'uomo che tiene tutto per sé, non basta mai niente;
è sempre povero.
Chi ama ha sempre del tempo per il prossimo;
chi ama ha sempre un posto a tavola da aggiungere;
chi ama ha sempre una penna in più per il compagno di banco;
chi ama ha sempre un posto in più nella propria squadra di giochi;
chi ama ha sempre una merendina in più per l'amico(magari la propria);
chi ama ha sempre un cuore più grande dove ospitare un povero;
chi ama ha sempre un orecchio disponibile per ascoltare;
chi ama ha sempre un amico;
chi ama non ha confini di nazione;
chi ama ha un orologio molto paziente, che accetta di essere messo da parte quando si è con un anziano;
chi ama cammina sempre con Gesù…
Puoi avere tutto ma proprio tutto nella vita ma se sei senza amore…
sei proprio povero povero…
Il raccontino è vecchio, forse già raccontato ma…
ci parla che quando manca un certo qualcosa tutto quello che abbiamo, non serve!
"Un fabbro apprendista, stanco di stare alle dipendenze di altri, un giorno volle mettersi in proprio.
Aprì bottega per conto suo.
Comprò un mantice, un'incudine, un martello e si mise a lavorare.
Ma invano.
La fucina restava spenta e non dava segni di luce.
Un vecchio fabbro, allora, a cui il giovane chiese consiglio, gli disse:
hai tutto quello che ti occorre, fuorché la SCINTILLA!
La mia e la tua scintilla: L'Amore di Gesù."
"Bene, servo buono e fedele - gli disse il suo padrone -, sei stato fedele nel poco, ti darò potere su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone"
Stare con Gesù è sempre questione di…GIOIA!


Vostro servo inutile don michele




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