Narrare la fede ai figli
a cura di Don Michele Cuttano

 



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Don Michele Cuttano



XXIV Domenica del tempo ordinario (A) 14 Settembre 2008

Nm 21, 4b-9; Sal 77; Fil 2, 6-11; Gv 3, 13-17

CRISTO E' LA VERA ED UNICA FORZA DEL CRISTIANO.





Se dovessimo organizzare una festa, un momento di gioia insieme, ci vengono in mente tante motivazioni per farlo…
Un compleanno;
una vittoria della nostra squadra del cuore ai mondiali;
una vittoria milionaria al superenalotto…
Queste, se cosi si può dire, sono motivazioni umane in quanto legate a fatti positivi del nostro vissuto quotidiano.
Bè, ci sono delle feste anche nell'ambito spirituale…
Il giorno del matrimonio di un nostro amico o parente;
la Cresima di un parente
il Natale…
Non vi sarà mai venuto in mente che i cristiani festeggiano una realtà che fa tremare il mondo:
Udite udite, la festa della Croce!
Direte voi che non è una ricorrenza proprio da festeggiare: la Croce ci "parla" tanto di sofferenza.
E allora dobbiamo cercare di capire bene perché oggi la Chiesa, cioè tutti noi insieme al Papa ai vescovi ai sacerdoti e ai diaconi, festeggia "L'Esaltazione della Croce".
Come sempre lasciamoci guidare dal Vangelo che ci parla di vita…
"Nessuno è mai salito al cielo, se non colui che è disceso dal cielo, il Figlio dell'uomo. E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell'uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna."
La conoscete la storia del serpente di bronzo che Mosè innalzò nel deserto?
Il popolo d'Israele nel deserto aveva iniziato a mormorare, a perdere la fiducia in Dio e, a causa di questa mancanza di fede, il Signore mandò dei serpentelli che mordevano gli israeliti causandone la morte.
A questo punto il popolo d'Israele si rese conto che il loro peccato aveva causato tanto male e chiese a Mosè di intercedere presso Dio perché questo male terminasse.
Dio ascoltò la preghiera di Mosè e ordino di innalzare su di un'asta un serpente di rame.
Chiunque morso dal serpente avrebbe rivolto il suo sguardo a questa asta con il serpente di rame sarebbe rimasto in vita.
Tanto per dirvi una curiosità, se ci fate caso fuori dalle farmacie nelle nostre città c'è quasi sempre una immagine di un serpente su di un'asta, proprio come segno di ritrovato benessere…
Per noi cristiani cosa significa?
Che chiunque incontra la sofferenza, se si rivolge a Cristo troverà la vita!
Forse a voi giovani può essere difficile dirlo ma il nostro quotidiano è fatto anche di momenti difficili.
A volte momenti di difficoltà fisica come una malattia…;
a volte momenti di sofferenza spirituale come il sentirsi tremendamente soli,
non sentirsi capiti da nessuno.
Queste situazioni in noi, a qualsiasi età, causano tristezza, difficoltà di vedere la gioia del vivere.
E allora come esseri umani cerchiamo una soluzione al soffrire, alle difficoltà…
Ci sono due modi per affrontare la vita.
Da soli, con le proprie forze, con soluzioni e rimedi umani.
Quando c'è una difficoltà cerchiamo di…dimenticarla!
Ci comportiamo come se questa non esistesse ma poi, quando ci ritroviamo da soli, ritroviamo le nostre difficoltà.
Vi faccio qualche esempio semplice, magari anche banale ma è tanto per darvi un'idea.
Se non ti senti capito in famiglia la soluzione che ci viene in mente, che viene dall'uomo è chiudersi ancora di più, barricarci dentro di noi e cercare altre persone con cui parlare cancellando dalla nostra vita la famiglia.
Questa è la strada che ci sembra più semplice, la giusta reazione…
Ma c'è anche un'altra via, che ci sembra più in salita ma che porta frutti buoni, come ad esempio cercare di manifestare le proprie incomprensioni, anche con dei piccoli accenni di dialogo.
Cioè, nel primo caso noi sfuggiamo alla difficoltà;
nel secondo caso noi l'affrontiamo.
Sapete, ci vuole più coraggio ad affrontare che a chiudere la porta e andare…
Il cristiano è l'uomo del coraggio, l'uomo che vince le difficoltà non con la forza delle armi o del non dialogo ma vince la sofferenza con la forza dell'amore.
Alzare gli occhi, alzare la nostra vita quando soffriamo verso Gesù significa proprio percorrere la strada che Gesù ha scelto:
la strada dell'amore della condivisione.
Cari ragazzi, percorrere la strada di Gesù ci porta a vedere la Croce non come uno strumento di morte.
Gesù, nel vivere la Sua Croce ha sperimentato la resurrezione.
E lo ha fatto e lo fa per ognuno di noi.
Le difficoltà, il soffrire vissuto nell'amore ci porta alla resurrezione.
Per questo i cristiani sono gli uomini della speranza, del dialogo, della gioia.
Il mondo intorno a noi risolve le difficoltà con la violenza, con la sopraffazione;
il cristiano invece è portatore del perdono.
Sì perché la Croce è il segno più grande del perdono,
il segno che la morte viene sconfitta dalla vita.
Nel mondo ma non del mondo:
questa è la vita del cristiano.
Viviamo come tutti gli esseri umani immersi in questo mondo.
Lavoriamo, mangiamo, andiamo a scuola, soffriamo, ci arrabbiamo, ci divertiamo ma,
la morte non è la fine della vita.
La morte è stata sconfitta da Cristo e chi vive in Cristo ha sconfitto ogni morte.
Di fronte a questa notizia, ditemi la verità, la vita non è una meravigliosa storia di gioia?
E allora possiamo celebrare con gioia la Festa della Croce che ci dona la vita!

in Cristo con l'anima che è nella gioia perché di Cristo, vostro don michele.




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