Narrare la fede ai figli
a cura di Don Michele Cuttano

 



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Don Michele Cuttano



28ª Domenica del tempo ordinario (A) 12 Ottobre 2008


UN INVITO CHE VALE LA VITA.





Iniziate le interrogazioni?
Come ci batte il cuor……, era meglio l'estate al mare!
Meno male che poi arriva Natale, le vacanze di Natale (la volata però è lunga ancora….).
Il Vangelo di questa domenica, cari bambini, ci presenta Gesù che racconta un'altra parabola.
La parabola è buona, si parla di pappatorio….
Un re organizza una bella festa con pranzo per il matrimonio del figlio.
Quando si va ad un matrimonio voi ragazzi siete sempre contenti per varie ragioni:
si mangiano cose buone, si è liberi tutta la giornata e, cosa apprezzabile se capita d'inverno, si salta pure un giorno a scuola!
Quelli che soffrono sono un po' mamma e papà…., magari provate ad andare a chiedere ai vostri genitori la ragione di questo patire…….
Ritorniamo al Vangelo….
La cosa strana è che gli invitati rifiutano l'invito del re dicendo di essere impegnati in altre cose.
Voi direste che questi invitati sono un po' strani.
Magari vi faccio qualche esempio per capire se sta malattia può venire anche a voi…
(magari è infettiva, mò ci sta pure la crisi dei mercati!).
Hai presente quando la domenica Gesù ci invita alla messa?
Chissà quante volte è capitato anche a noi di non andarci perché avevamo tanti impegni…
(magari nà bella dormita, la domenica sai com'è, non c'è scuola…).
Ecco questo è un esempio dei rifiuti che spesso voi fate a Gesù…..
L'elenco che posso fare è lungo, che ne dite?
Ma ritorniamo al Vangelo perché il bello deve ancora arrivare.
Il re, visto che al pranzo non andava nessuno, chiama i servi e li manda per strada ad invitare tutti quelli che avrebbero incontrato…..
Come potete immaginare il salone subito si riempie di gente, quando se magna…!
Attenzione, qui casca l'asino, il re, mentre tutti mangiano, si fa una bella passeggiata nella sala.
Passando fra i tavoli si accorge che un invitato non ha l'abito a festa.
Il re si infuria e fa cacciare l'invitato senza abito fuori.
Secondo voi, perché il re si è arrabbiato così tanto con questo invitato al punto di farlo legare e cacciare?
Cerchiamo di capire da noi Gesù che abito vorrebbe.
Quello della prima comunione?
Ma quello lo abbiamo regalato….
La felpa firmata bravotton?
Il pantalone griffato lev o' sunn?
Le scarpe marca guerrotti?
No, Gesù queste cose non le pensa proprio…., l'abito che vuole Gesù da noi è quello delle buone azioni di tutti i giorni, come un sorriso ad un ammalato, stare accanto all'amico un po'ingenuo, togliere del tempo alla play station e parlare un po' con mamma e papà….
Altro che vestito firmato, è un vestito dorato.
Sapete, c'è un vestito di taglia che è giusta la vostra che aspetta di essere indossato tutti i giorni in tutti i posti, proprio da voi.
Ragazzi dobbiamo rivestirci di Cristo.
Sì, Cristo è per ogni uomo, di qualsiasi razza o colore…
Cristo va bene per ogni uomo perché è Amore.
Chi è con Cristo vive nel rispetto del prossimo nella donazione in ogni momento della propria vita.
E' importante ricevere l'invito ma è ancora più importante poi essere degni con la vita di questo invito che abbiamo ricevuto da Dio.
A proposito di invito a pranzo vi dono un raccontino che è strano ma ci fa capire che tipo di abito Dio vuole che indossiamo…
"Quell'uomo aveva viaggiato tanto. Nel corso della sua vita aveva visitato centinaia di paesi reali e immaginari.
Giunse infine al Paese dei Lunghi Cucchiai.
Questo piccolo paese è composto soltanto da due stanze, la nera e la bianca.
L'uomo decise di visitarle entrambe.
Percorse un lungo corridoio e giunse davanti ad una grande porta nera.
Subito, dopo aver mosso i primi passi, udì i lamenti e le urla che provenivano dalla stanza.
Per un attimo le esclamazioni di dolore e sofferenza lo fecero esitare, ma decise di andare avanti. Aprì la porta nera ed entrò.
Centinaia di persone erano sedute attorno ad un tavolo immenso, al centro della tavola facevano bella mostra di sé i manicaretti più succulenti che si possano immaginare, e anche se tutti i commensali avevano un cucchiaio con cui arrivavano al piatto centrale, stavano morendo di fame! Infatti i cucchiai erano lunghi il doppio delle loro braccia ed erano fissati alle mani. Così tutti potevano servirsi ma nessuno riusciva a portarsi il cibo alla bocca.
La situazione era così disperata e le grida così strazianti che l'uomo girò sui tacchi e scappò via dal salone.
Percorse un lungo corridoio e arrivò alla porta bianca.
L'unica differenza era che non si sentivano dall'interno urla strazianti.
L'uomo girò la maniglia ed entrò nella stanza.
Anche lì centinaia di persone erano sedute intorno a un tavolo, come nella stanza nera. Anche lì al centro della tavola c'erano cibi succulenti, e tutte le persone avevano un lungo cucchiaio fissato alla mano.
Ma lì nessuno gemeva, nessuno moriva di fame.
Tutti si davano da mangiare gli uni gli altri!
L'uomo sorrise, entrò nella stanza e scorse da lontano una scritta luminosa che diceva:
Benvenuti in Paradiso."
In gamba, gioventù, penso proprio che abbiate capito che per il regno dei Cieli il miglior abito da indossare si chiama "servire Cristo nel prossimo"!


Sinceramente in Cristo, don michele.




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