Narrare la fede ai figli
a cura di Don Michele Cuttano

 



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Don Michele Cuttano



XVIII del T.O. Anno A DOMENICA 3 Agosto 2008

SEI DI CRISTO?

ALLORA HAI IL CUORE SEMPRE APERTO PER AMORE DI GESÙ.




Che inizio affascinante ha il Vangelo di questa Domenica.
"Gesù partì su una barca e si ritirò in disparte in un luogo deserto".
Forse voleva riposare oppure dialogare con il Padre (cioè pregare) ma...
"Ma la folla, saputolo, lo seguì a piedi dalle città.
Egli, sceso dalla barca, vide una grande folla e sentì compassione per loro e guarì i loro malati"
Già, per noi uomini è difficile pensare di interrompere dei momenti di riposo per curarci del prossimo.
Chissà quante volte ci sarà capitato di andare in un Ufficio e trovare dietro una porta chiusa la scritta "Aperto dalle ore ... alle ore ...";
Chissà quante volte in questi giorni nelle nostre città abbiamo letto dietro la serranda chiusa di un negozio "Chiuso per ferie dal... al...";
Chissà, magari sarà capitato ai vostri genitori di chiamare per voi un medico, di giorno festivo, e trovare una segreteria telefonica che consiglia di rivolgerci alla "Guardia Medica" o, nei casi gravi al "Pronto Soccorso" o se, troppo tardi, lasciatemi passare la battuta frutto di una mia recente esperienza personale, alle onoranze funebri (ad onor del vero sempre aperte)
A quanto pare Gesù invece non ha orari di indisponibilità e neppure chiusure festive...
E noi cristiani?
Sarebbe scandaloso se noi smettessimo di essere di Gesù in certi momenti della vita!
La Carità, l'Amore di Cristo non ha nessun tipo di chiusura.
Che bello se sul nostro cuore ci fosse una scritta del tipo:
"Aperto a tutte le ore e aperto per tutti"
Se siamo di Gesù lo siamo sempre, in tutte le ore del giorno e della notte, anche quando siamo in vacanza.
Ma questo è solo un primo passo...
Il Vangelo ci racconta che i discepoli, forse presi da un certo languorino allo stomaco...
Sul far della sera, gli si accostarono i discepoli e gli dissero: "Il luogo è deserto ed è ormai tardi; congeda la folla perché vada nei villaggi a comprarsi da mangiare".
Loro la "mappatella" (zainetto con merenda) se l'erano portata...
E se capitasse a noi?
Cosa?
Che un giorno, in compagnia di Gesù ci venisse chiesto di...
"Ma Gesù rispose: "Non occorre che vadano; date loro voi stessi da mangiare."
Io me lo immagino le facce dei discepoli,
conoscendo bene Gesù avranno capito subito come andava a finire...
"Gli risposero: Non abbiamo che cinque pani e due pesci!"
Condividere...
Gesù chiede ai suoi discepoli di condividere anche quel poco che avevano!
Gesù ce lo chiede oggi,
anche a noi,
di condividere.
La vita del cristiano è condivisione con il prossimo.
"Mio", è un aggettivo possessivo che in Paradiso non si usa, non esiste e che già su questa terra, se ci teniamo al Paradiso, dovremmo iniziare a cancellare dai cuori, dalle famiglie, dalle parrocchie...
Perché, qui viene il bello, nel donare noi pensiamo che i beni diminuiscano...
ed invece con Gesù:
"Tutti mangiarono e furono saziati; e portarono via dodici ceste piene di pezzi avanzati. Quelli che avevano mangiato erano circa cinquemila uomini, senza contare le donne e i bambini".
Nel donare in Cristo tutto si moltiplica!
Vi dono un raccontino che ci fa intendere che a volte i buoni pensieri o le parole non bastano
ma ci vogliono i fatti...
Un papà israelita rientra a casa tutto stanco e assetato. I tre figli, molto rispettosi e legati al loro papà, cominciano ad offrirsi per andare a prendere un bicchiere d'acqua fresca al papà, sempre molto assetato.
Inizia una discussione fra i tre pargoli.
Il più grande, sottolineando la primogenitura afferma di essere lui il titolare di questo onore....;
Il più piccolo, mettendo in evidenza il fatto di essere il Beniamino prediletto della famiglia, si dichiara lui il "salvatore"del papà (intanto sempre più assetato);
Il secondo, mettendo in evidenza la sua posizione scomoda di non esser né primo né ultimo, quindi titolare di nessun onore, afferma che, almeno questa volta, toccherebbe a lui...... .
Niente, i ragazzi non riuscendo a trovare nessuna soluzione cominciano a leggere testi sacri, il Talmud alla ricerca di risposte.
Il papà, ormai giunto allo stremo, quasi disidratato, per non mortificare nessun figlio, non osa intervenire.
Infine, dopo molte ore, i figli (all'unisono) dicono all'ormai quasi in coma sventurato papà:
"Abbiamo pensato che, per evitare problemi fra noi, il bicchiere d'acqua, caro papà, è meglio che te lo vai a prendere da solo...!
Aperto per amore di Gesù...



vostro servo inutile, don michele




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